Design ricercato, attrezzature professionali e un’idea precisa di lavoro: a Bologna nasce BeCosmic, il nuovo studio fotografico ideato da Aurora Greta Ruggeri, Architetto, fotografo e art director. Un progetto che va oltre la realizzazione di uno spazio dedicato agli shooting e racconta una scelta imprenditoriale precisa: trasformare competenze diverse in un’unica realtà professionale. Dopo la laurea in Architettura, il Dottorato di Ricerca e diverse esperienze lavorative, Aurora ha deciso di costruirsi un’opportunità su misura, senza rinunciare alla multidisciplinarità e alla creatività. Il risultato è un ambiente elegante e tecnologicamente attrezzato, pensato per produzioni fotografiche e video, campagne pubblicitarie e progetti di comunicazione, ma anche per favorire nuove collaborazioni.
Da dove nasce l’idea di BeCosmic?
Appartengo a una generazione che ha investito molto nella formazione, ma che spesso fatica a trovare opportunità lavorative all’altezza delle proprie competenze. Dopo la laurea in Architettura, il Dottorato di Ricerca e diverse esperienze professionali, mi sono scontrata con un sistema che lascia poco spazio alla multidisciplinarità e alla creatività. A un certo punto mi sono chiesta perché dovessi rinunciare a parte delle mie passioni per adattarmi a un ruolo già definito. Così, non trovando il mio posto nel mondo del lavoro, ho deciso di costruirmelo da sola. BeCosmic nasce proprio da questa esigenza: riunire architettura, fotografia, comunicazione e progettazione in un unico spazio.
Che cosa rappresenta il nuovo studio?
È la concretizzazione di questa scelta. Ho voluto realizzare un ambiente elegante, accogliente e tecnologicamente attrezzato, che rispecchiasse la mia visione del lavoro e mi permettesse di sviluppare progetti ambiziosi.
Quali attività ospiterà BeCosmic?
Lo utilizzerò per produzioni fotografiche e video, campagne pubblicitarie, progetti di comunicazione e collaborazioni con altri professionisti. L’obiettivo è offrire ai clienti non soltanto servizi di qualità, ma un’esperienza completa, in uno spazio curato anche dal punto di vista dell’accoglienza e della preparazione sul set.
C’è anche un obiettivo che va oltre la tua attività personale?
Sì. Volevo creare quel luogo che io stessa avrei desiderato trovare all’inizio del mio percorso professionale: uno spazio in cui idee, competenze e giovani talenti possano incontrarsi e trasformarsi in opportunità concrete.
Qual è, in definitiva, la tua ambizione?
Se il mondo del lavoro non offre abbastanza spazio alle nostre idee, forse è arrivato il momento di costruire noi gli spazi in cui realizzarle.
Manuele Pereira

