Sabato 31 ottobre: a Napoli non è Halloween, è Uànema… Dal Rione Sanità

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È sabato 31 ottobre. In tutta Italia è la notte di Halloween, maschere di plastica e zucche di Amazon. A Napoli, a due passi da Via dei Tribunali, succede l’opposto.

Nel Cimitero delle Fontanelle non si scappa dai morti. Si va a trovarli.

Sono arrivato a piedi da Montesanto, su per Materdei, una salita che taglia il fiato. Biglietto tra le mani, quello con le cinque goccioline nere che ormai è diventato un’icona.

Fuori, la Parrocchia di Maria SS. del Carmine con il campanile dipinto che sembra un merletto. Dentro fa freddo. Umido di tufo. 3000 metri quadri di cava che dal ‘600 custodisce 40.000 anime.

Le ossa dei colerosi, dei poveri che non potevano pagarsi una tomba .

Il miracolo de La  Paranza va detto subito: quello che ha fatto la Cooperativa La Paranza qui è un miracolo napoletano.

Fino a dieci anni fa le Fontanelle erano abbandonate, chiuse, piene di spazzatura. Oggi sono un museo internazionale, illuminato a regola d’arte, con pannelli bilingue, audio-guida con le cuffiette, percorsi sicuri, eppure senza aver perso un grammo di sacro. I ragazzi della Sanità, guide nate e cresciute nel Rione, non fanno la lezioncina. Raccontano. Ti prendono per mano tra i teschi e ti spiegano il culto delle capuzzelle, le anime pezzentelle adottate. E lo fanno con rispetto, senza folklore da cartolina. È rigenerazione urbana vera, non chiacchiere.

Donna Concetta Poi trovi Donna Concetta.Sei al cospetto del teschio più famoso del cimitero, riconoscibile perché è sempre lucido, come se sudasse. La scienza dice condensa, la tradizione popolare dice che è un’anima del purgatorio che sta espiando le ultime pene. Per questo, per 100 anni, le donne di Napoli l’hanno adottata. Le chiedevano la grazia di diventare madri. Attorno a lei, ancora oggi, si accumulano ex-voto: ciucci, rosari, foto di bambini, braccialetti, santini. È commovente. Non fa paura. Fa tenerezza.

Intorno, i teschi dentro le teche di plexiglass con il rosario appoggiato sopra, le cassette di legno con la scritta “F.T. 1985”, i giocattolini lasciati per i bambini morti, le navate di tufo alte dieci metri che sembrano una cattedrale al contrario, scavata dentro la terra.

Perché sabato è diverso? Perché oggi è sabato e la cosa è insolita. L’apertura straordinaria di Uànema – Festa degli altri vivi cade proprio nel giorno di Halloween. E qui capisci la differenza tra Napoli e il resto del mondo: altrove i morti fanno paura. Qui fanno compagnia.

Consigliato? Di più. Necessario. Soprattutto per chi è napoletano e non c’è mai stato.

Voto: 10 e lode alla Cooperativa La Paranza. Hanno restituito a Napoli il suo cuore più oscuro e più luminoso.

Marco Assante

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