Ida Galati: da psicoterapeuta a nota blogger di professione. Cambiare vita e trovare il lavoro dei propri sogni si può. A qualsiasi età. Ida ci spiega come.

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Blogger di professione e imprenditrice – un po’ per caso, un po’ per passione – nel settore del Social media marketing. Ida Galati è una giovane donna, mamma da poco più di un anno, che oggi scrive di moda e beauty, insegna blogging e web editing presso Accademie e Master prestigiosi e ha dato vita a due altre “imprese” importanti. Il suo segreto? Un’inclinazione innata per la scrittura e un atteggiamento vincente verso la vita. Una ex psicoterapeuta che non ha avuto paura di ricominciare daccapo la propria vita lavorativa a 30 anni e di iniziare di nuovo mettendosi in gioco come “fashion blogger”. Il suo blog è www.lestanzedellamoda.com.

Questo è il tuo presente, ma Ida Galati arriva da… lontano.

Ho studiato per diventare una psicoterapeuta. Ho una mamma che sin da piccola mi incantava con i suoi racconti su quanto le persone le fossero grate per il lavoro che svolgeva. Per questo a 9 anni ho deciso che avrei fatto anche io la stessa cosa. A 12 ho deciso che i sogni erano due e che quello preponderante era diventato un altro: diventare una cantante. Ho iniziato a studiare entrambe le cose e portato avanti entrambe le professioni fino a 25 anni (la cantante) e 30 anni (la psicoterapeuta). Poi mi sono sposata, mi sono trasferita a Londra e ho scoperto che avevo “sognato male”. Scopro la passione per la scrittura sul web e decido di tornare tra i banchi di scuola per non improvvisarmi. Studio fashion journalism e social media for fashion a Londra e, tornata a Roma, decido di fare anche un master in giornalismo di moda.

Chi sei adesso: quali obiettivi hai raggiunto?

Oggi insegno a quello stesso master e faccio quello che mi appassiona come niente mai nella vita. Sono prima di tutto una blogger. Scrivo di moda e scrivo su uno spazio che è solo mio e che mi ha consentito di farmi conoscere così come avrei voluto che accadesse e di essere notata proprio dai magazine che leggevo sin da bambina. Sono riuscita a rendere il blogging una professione, con caparbietà, intraprendenza e tanta tanta creatività, come se fossi una ventenne alla conquista del mondo. Ecco perché insegno anche questo mestiere (il blogging e la scrittura sul web) all’Accademia del Lusso, al Master di giornalismo di moda della Eidos e tengo weekend intensivi organizzati interamente da me. Insegno più che altro un atteggiamento di vita (da brava ex psicoterapeuta), perché non importa quanti anni tu abbia e quanto sia in crisi il mercato del lavoro: io sono la dimostrazione che non è mai troppo tardi per trovare la propria strada e non è mai così difficile se ci si dedica con anima e passione.

Tante collaborazioni: facciamo il punto!

Scrivo di beauty anche per glamour.it, ho fondato una piattaforma (thetopinfluencer.com) con un’altra nota blogger (Sabrina Musco) e una digital pr (Martina Valerio) con l’obiettivo duplice di fornire una community dove blogger professioniste e non possano confrontarsi su quella che ormai non è più una professione nascente, ma acclarata e metterle in contatto con le aziende. Infine ho aperto una social media agency specializzata nel settore moda, beauty e lifestyle. Faccio tutto questo fino alle 16 del pomeriggio. Poi non ci sono più per nessuno: c’è il mio bimbo.

Quali sono i tuoi traguardi più importanti?

Essere riuscita a trasformare un sogno in realtà. Il sogno era quello di lavorare senza avere la percezione di farlo.

Tu, blogger: come nasce questa avventura?

A Londra lo stesso college che ho frequentato ci spingeva a farlo. I giornalisti inglesi ci sconsigliavano di seguire le loro orme citandoci le vite assai più ricche (in tutti i sensi) dei loro “colleghi” blogger. E nonostante in Italia i giornalisti la pensassero (anni fa) in maniera diametralmente opposta, ho seguito il loro consiglio. Mi sembrava un’ottima opportunità per esprimere tutta me stessa senza filtri o censure.

Ci elenchi le collaborazioni più importanti che ti hanno vista protagonista?

Quella che dura tutt’oggi con Glamour, quella con Asus della Microsoft che mi ha consentito di raccontarmi all’Università La Sapienza e poi l’Accademia del Lusso. Come si può vedere non sono brand di abbigliamento anche se ci sono stati, perché per me le cose importanti sono quelle che mi danno l’opportunità di raccontare attraverso le parole. Poi, ho imparato a farlo anche mettendoci la faccia…

Il mondo del giornalismo: visto dal tuo punto di vista… com’è?

Sai, a volte mi dico che dovrei prendere questo benedetto tesserino per non sentirmi discriminata (a volte lo sono), ma poi mi dico che non è affatto importante e che non mi serve un altro titolo per dimostrare quanto valgo. Penso di essere libera e credo che il giornalista lo sia molto meno, per forza di cose quando ha a che fare con un caporedattore e un direttore che ti dicono di cosa parlare e di cosa no. Invece sono io a scegliere, sempre, e trovo che questo sia bellissimo e impagabile. Certo, non tutti sanno “calibrare” questa libertà assoluta. Lo ammetto, i blogger sono tanti e troppi sono improvvisati e tollero poco l’improvvisazione, in ogni settore.

L’immagine gestita sui social: è il tuo lavoro, ce ne parli?

Ci vuole cuore, personalità e attenzione estrema a come risponde il pubblico. Questa è la ricetta a mio parere perfetta per colpire nel segno.

Com’è cambiato il modo di comunicare di un personaggio pubblico?

Prima si era irraggiungibili, adesso c’è la percezione che tutti siano a portata di mano e il pubblico ti chiede una presenza sempre più costante, quasi in ogni momento della tua vita. Devi essere “portato” per farlo.

Rimpianti ed errori: ce ne racconti, se ce ne sono?

A volte penso a dove sarei arrivata se avessi studiato sin da subito giornalismo invece di studiare ben 12 anni per diventare psicoterapeuta, ma visto dove sono arrivata ci ripenso e credo che niente sia stato per caso e tutto sia servito, quindi no, nessun rimpianto. Errori tantissimi, ma mi aiutano a migliorarmi, quindi ben vengano!

Tu nel quotidiano: che donna sei?

Entusiasta della vita, sognatrice, ottimista, pessima casalinga, mamma riempibaci, sempre in ritardo, eccessivamente emotiva (sto imparando a contare fino a 10), creativamente disordinata.

Tu e la Gran Bretagna: perchè una parte della tua esperienza nasce da lì?

L’amore e la Gran Bretagna mi hanno consentito di mollare il mio lavoro precedente e avere la possibilità di fare tabula rasa e ricominciare da zero. Potevo fare tutto quello che volevo. E l’ho fatto. Londra mi ha aiutata a trovare la mia strada. Scevra da qualsiasi pregiudizio ti lascia libera di esprimerti. Quando ho trovato la mia strada, però, ho voluto continuare a percorrerla tornando nella mia Roma.

Progetti futuri: cosa ti aspetta?

Direi che avendo preso un ufficio e un’assistente (niente più lavoro da casa), mi aspetto di poter crescere sempre di più portando avanti tutte le cose che abbiamo in questo momento, non potrei proprio chiedere di più!

Alberto T.

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