Quotidiano di Cultura diretto e fondato da Stefano Duranti Poccetti nel 2011

I Laibach e la loro tournée italiana. “I talent show sono l’immagine reale della democrazia (distorta) stessa”

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State tornando in Italia per due show. Che tipo di rapporto avete con il pubblico italiano?

Laibach: Non abbiamo un rapporto speciale diciamo, non vogliamo fare differenze con il pubblico; prendiamo ciò che ci viene dato senza fare differenze. Ma certamente l’Italia è il nostro “vicino di casa”, condividiamo una storia comune – metà della Slovenia è stata occupata dall’Italia durante la Seconda Guerra Mondiale, perciò ora dovremmo essere noi a “occuparla” e ad esibirci più spesso nel vostro Paese.

Nel nostro Paese c’è spesso una dicotomia tra musica classica e moderna. Voi siete in grado di trovare la giusta armonia tra musica classica ed elettronica… Da dove viene questa grande capacità che avete di mixare questi due differenti mondi?

L: Abbiamo imparato molto dalla storia, non necessariamente solo dalla storia della musica, ma della storia in generale: dai film, dai libri, dall’arte alla poesia, dalla politica, anche da quella Italiana. L’Italia ha grandi artisti e ha avuto ancor di più una storia eccezionale, che è sempre stata un mix pazzesco di opposti che coesistono in un’armonia perfetta.

Laibach

Viene prima il vostro interesse per la musica classica o per quella elettronica?

L: La nostra conoscenza della musica classica è molto ampia; vediamo già la musica elettronica come la musica classica del giorno d’oggi, specialmente la musica elettronica degli anni ‘60 e ’70, ma consideriamo Bach come il vero precursore della musica elettronica, specialmente il suo lavoro Kunst der Fuge, sebbene non avesse mai avuto l’opportunità di comporre la sua musica con strumenti elettronici.

The_Sound_of_Music_Corriere_dello_Spettacolo

Cosa ne pensate dei talent show?

L: E’ piuttosto ovvio che questi show siano frutto della manipolazione televisiva che influenza anche emotivamente e sono spesso ritenuti negativi per l’artista stesso. Infatti di solito questi programmi uccidono i reali talenti che diventano famosi troppo velocemente o troppo facilmente, senza affrontare quel percorso che creerebbe invece la loro carriera passo dopo passo, sebbene poi la maggior parte di loro resta famoso per soli “15 minuti”. I talent show sono l’abuso della democratizzazione dei media; infatti sono l’immagine reale della democrazia (distorta) stessa. In pratica questi show sono come il cibo-spazzatura: hanno il sapore del cibo spazzatura quando li guardi, e una volta che sono terminati ti senti abbastanza nauseato che non ne mangerai ancora la prossima volta.

Da quando siete diventati musicisti, che impatto hanno avuto su di voi i tragici eventi successi a Parigi al Bataclan?

L: Sebbene non ci consideriamo musicisti, certo che ha avuto un impatto su di noi e ci ha ricordato ancora una volta quanto la vita moderna sia a volte molto vicina alla guerra. Questo è particolarmente vero in America, dove le persone si uccidono a colpi di pistole ogni giorno. Ciò nonostante non possiamo paragonare queste situazioni alla vera Guerra come sta accadendo in Syria o in Iraq, o alle bombe e ai morti della Prima e Seconda Guerra Mondiale, ma per le vittime e i loro familiari, gli attacchi terroristici a Parigi, Bruxelles, ecc, non sono di certo meno tragici. Gli attacchi terroristici in Europa sono effettivamente in declino, se facciamo un paragone con il terrorismo negli anni ‘70, ‘80 e ‘90, ma la differenza con ora è che sempre più gli attacchi terroristici sono causati dallo  ‘scontro di culture’, o come risultato di una moderna politica di neo-colonialismo, prodotta dalla ‘dominazione del Mondo Bianco Cristiano’. In un certo modo la situazione attuale ricorda molto le guerre Crociate ed è come se stessimo tornando indietro di secoli.

Quali aspettative avete per i prossimi concerti che farete in Italia? C’è qualcosa di nuovo che vorreste anticipare ai vostri fan italiani?

 L: Ci aspettiamo un bel pubblico, speriamo che tutti si divertano durante il nostro concerto e che quindi tornino una prossima volta.

Avete qualche programma per il futuro di cui vorreste parlarci?

L: Al momento ci stiamo occupando di diversi nuovi progetti; uno di questi è un film tratto dal nostro concerto in Nord Corea che dovremmo lanciare dalla seconda metà di quest’anno. Insieme al film verrà anche lanciato un CD con le musiche del ‘Sound of Music’. Un altro progetto a cui stiamo lavorando è un grande concerto con l’Orchestra Sinfonica che stiamo pensando di fare il 2 Settembre a Ljubljana. Stiamo anche iniziando a lavorare sulle musiche per il sequel di Iron Sky e sulle musiche della performance teatrale  ‘Così parlò Zaratustra’. E poi avremmo anche molti altri progetti per il futuro, ma è ancora troppo presto per poterne parlare.

Flavia Severin

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A seguito l’originale in inglese, tradotto in italiano dalla stessa Flavia Severin:

You are coming back to Italy for 2 shows. What’s the relationship you have with Italian audience?

Laibach:No special relationship, we make no difference between the audiences; we take what we get with equal treatment. But Italy is in our neighbourhood, we share some common history – half of Slovenia was occupied by Italy during the 2nd WW, therefore we should now ‘occupy’ it back and perform in your country more often.

In our Country there is often a dichotomy between classical and modern music. You are able to find the right harmony between classical and electronic music…where does this skill to mix these 2 different worlds come from?

L: We’ve learned a lot from the history, not necessarily only history of music but general one: from films, books, from art and poetry, from politics, also from the Italian one. Italy has great artists and even greater history, which was always a superb mixture of the opposites that coexisted in a perfect harmony.

What comes first? Your interest about classical music or the one about electronic music?

L: Our understanding of classical music is very broad; we see electronic music already as classical music of today, especially 60’ and 70’ electronic music. But we also consider Bach as the beginner of electronic music, especially his Kunst der Fuge work, although he never had a chance to compose his music with electronic instruments.

What’s your opinion about talent shows?

L: It’s fairly obvious that these shows are an emotionally manipulative television sport and are often deemed to be bad for the artist. In fact they are usually killing real talents that can become famous to fast and to easily, without walking the path that would create their career step by step, although most of them stay famous for ’15 minutes’ only. Talent shows are the abuse of the democratization of the media; in fact they are the real picture of (distorted) democracy itself. Talent shows are like junk food; they taste like junk food when you watch them and once they are over, you feel a bit sick consuming them, but you’ll consume them again next time.

Since you are musicians, how have the tragic events of Paris at Bataclan affected you?

L: Although we don’t consider ourselves musicians it did affected us nevertheless and reminded us again, that modern live is sometimes very close to the state of war. That is particularly true in America, where people are daily killed by the gun shooters. Nevertheless we cannot really compare these situations to the real war that is going on in Syria or Iraq, or to the bombings and killings during the 1st and 2nd WW, but for the victims and their families the terrorist attacks in Paris, Brussels, etc., are no less tragic. Terrorist attacks in Europe are actually in decline, comparing to the terrorism in 70’, 80’ and 90’, but more attacks are now caused by the ‘clash of civilisation’, or as a result of modern neo-colonialist politics, produced by the ‘White Christian World domination’. In a way the current situation is reminding again on the time of Crusader wars that were going on back in history for almost 200 years.

What are you expectations on the 2 upcoming Italian shows? Is there anything new you want to reveal to your Italian fans?

We expect a good audience that will  ‘enjoy’ our shows and return next time again.

Do you have any future plan you want to talk about?

L: We are preparing several new projects; one of them is film from our concert in North Korea that should be released during the 2nd half of this year. Along with it we will release a CD with the ‘Sound of Music’ songs. Another project is a big concert with Symphonic orchestra that we are planning to do in September 2nd in Ljubljana. We are also soon starting to work on the music for Iron Sky sequel and music for the theatrical performance ‘Thus spoke Zarathustra’.  Plus we have some other plans for the future, but it is a bit too soon to talk about them yet.

Un ringraziamento a Carla Zerbi

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