Giulia Charel, una ragazza a cui piace sorridere alla vita

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Chiedile se è felice e vi risponderà di sì. Paragrafando il titolo di un celebre film, Giulia Charel è una di quelle ragazze a cui piace sorridere alla vita. Così, il suo quotidiano è tutto un susseguirsi di disegni, fotografie, relazioni umane. Lei, nata in Moldavia e ormai bresciana di adozione, a 27 anni è stabilmente nell’olimpo delle fotomodelle italiane. Un mondo nel quale ci è entrata poco più che maggiorenne, “un po’ per curiosità e un po’ per vanità”. Da allora, ha posato per quasi 200 fotografi. Centinaia di set in cui ha cercato di esprimere tutta se stessa. “A me piace esplorare vari campi” racconta lei, ed allora ecco che la fotografia è diventata un modo per esprimersi.

Il tuo primo set: lo ricordi ancora?

Come no! Un bel disastro! Nel senso che si lavorava bene, nel senso che il fotografo era gentile e professionale… ma io ero un disastro! Sono arrivata con due ore di ritardo, con qualche cambio  praticamente inutilizzabile e quindi… abbiamo usato i suoi! Ma credo sia venuto fori qualcosa di bello e autentico!

Corriere_dello_SpettacoloE da allora… ci racconti come è stata la tua carriera fotografica?

Da quella  volta ho iniziato a posare con continuità in varie parti d’Italia, oggi come oggi la fotografia riempie gran parte del tempo della mia vita. Insomma, non mi fa annoiare…

Il mondo della fotografia… cosa ti ha dato e cosa ti ha tolto?

Mi ha dato anche delle fregature da parte di persone di cui mi fidavo… Ma mi ha dato anche cose positive: primo fra tutti mi ha restituito fiducia in me stessa, mi ha levato un bel po’ di complessi.

Duecento collaborazioni con fotografi, un numero straordinario.

Alcune sono state davvero magiche. Penso a quelle con Carlo Valli, Alberto Simalan, Alessandro Cremona, Roberto Roto e… mi scuseranno gli altri che non posso elencare!

Dove hai scattato?

Da ville antiche ai capannoni, in ruscelli ghiacciati alle 9 del mattino, in cascine da cui uscivo vestita come Cenerentola. E poi mi sono lasciata immortalare in città, mare campagna e montagna. Insomma, ovunque…

Foto Gianluca Pontremoli
Foto Gianluca Pontremoli

Che generi preferisci?

Io spazio un po’ in tutto, dipende anche dalle capacità del fotografo di rendere speciale quel momento. Mi piace essere truccata a tal punto da non riconoscere più me stessa!

Cosa ne pensi del nudo?

Il nudo mi piace ma solo  quando il  fotografo sa di avere un’artista davanti, quando sperimenta… e quando ha il massimo rispetto della modella in modo da non metterla a disagio.

Che traguardi vorresti raggiungere?

Quello di fare scatti che possano essere ricordati per tempo e di qualità, ma forse un traguardo l’ho già raggiunto. Mi riferisco al fatto di divertirmi e crescere come persona, superare paure e imparare ad essere più responsabile e organizzata.

Fin quando scatterai?

Fino a quando il corpo e soprattutto l’ispirazione me lo permetteranno. Davanti all’obbiettivo voglio avere qualcosa da raccontare.

Quanto ti piace esibirti nel tuo quotidiano?

Abbastanza, ma sono un po’ Dottor Jekyll and Mister Hyde… Posso essere molto disinibita ma incredibilmente timida e ostile con chi cerca di invadere i miei spazi!

Alberto T.

Foto di copertina di Luca Clerici

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