“Cabaret” di Saverio Marconi, uno spettacolo dal grande impatto pittorico

Data:

Il Rossetti di Triste, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, dal 17 al 20 novembre 2016

Dal 17 al 20 novembre è possibile assistere al Rossetti alla nuova edizione di uno spettacolo che ha fatto la storia sia nel mondo del musical che del cinema, grazie al testo di Joe Masteroff e alle musiche di John Kander con le parole di Fred Ebb (tradotte in italiano da Michele Renzullo). Con la sua colonna sonora indimenticabile, Cabaret è una pietra miliare ed ha, nei decenni avuto moltissime edizioni con notevoli varianti. La regia di Saverio Marconi propone, con questa produzione della Compagnia della Rancia, una lettura non esasperata ma intensa e accompagna in modo velato lo spettatore verso un finale forte che rimanda all’improvviso ad immagini pittoriche di grandissimo impatto, anche grazie alla scenografia da lui firmata assieme a Gabriele Moreschi. L’intero cast contribuisce in modo determinante a ben evidenziare tutto ciò, dando vita a personaggi che coinvolgono e fanno pensare. Teatro nel teatro, con gli attrezzi di scena a vista per quasi tutta la sua durata, la vicenda si dipana alternativamente in due ambienti nella Berlino del 1931; uno è l’appartamento dell’accomodante affittacamere Fräulein Schneider (Altea Russo), che ospita nelle sue stanze molti personaggi, tra i quali la vivace Fräulein Kost (Valentina Gullace), ma è di fatto portata avanti nella sua progressione dal sulfureo Maestro di Cerimonie (Giampiero Ingrassia) che resta sempre all’interno dell’altro, il Kit Kat Club con il suo gruppo di ragazze e ragazzi (Ilaria Suss, Nadia Scherani, Marta Belloni, Marco Rigamonti e Matteo Tugnoli). Nascono due storie d’amore, tra Fräulein Schneider ed il commerciante ebreo Herr Schultz (Michele Renzullo) due anziani che vorrebbero unire le reciproche solitudini, e tra la diciannovenne cabarettista inglese Sally Bowles dalla voce ricca di molteplici sfumature (Giulia Ottonello) e lo scrittore americano Cliff Bradshaw (Alessandro Di Giulio), unico fra tutti a cogliere i cambiamenti che stanno avvenendo intorno a loro e a tentare di fare qualcosa. Simbolo degli sconvolgimenti che incombono sempre più minacciosi è “l’amico” Ernst Ludwig (Andrea Verzicco), prima semplicemente vicino al mondo politico di allora ma poi, improvvisamente, con la svastica al braccio.

Come conciliare la consapevolezza che “Nessuno è particolare e tutti sono particolari”, affermata all’inizio, con la volontà sempre più pervasiva di eliminare con la violenza qualsiasi “diverso”? Non si può, soprattutto se si cerca in ogni modo di ignorarlo, rifugiandosi fino alla fine nell’ambiente protettivo del Kit Kat Club che con il suo Maestro di Cerimonie invita tutti ad entrare e a dimenticare i problemi quotidiani. Ma l’insegna del Cabaret cade appena inizia lo show e nessuno la rimetterà a posto; resterà lì, pendente e sconsolata, quasi sempre spenta. La sobria presenza dei simboli nazisti rende il loro apparire ancora più sconvolgente sia per i personaggi in scena che per il pubblico, amplificandone così la forza evocativa ed è come se, a poco a poco, ognuno perdesse parte della propria specificità assieme ad una dimensione, fino a trasformarsi in tristi marionette senza più spessore.

Ignorare i pericoli incombenti non serve a nulla, sminuirli di fronte agli altri ancor di meno e quando la furia si scatena non esistono più luoghi franchi in cui rifugiarsi. Avvenne allora, può ripetersi ancora, in forme probabilmente diverse, ma con la stessa, identica sostanza di sempre.

Paola Pini

Foto di copertina di Giulia Marangoni
Trieste, Il Rossetti, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
Dal 17 al 20 novembre 2016
Sala Assicurazioni Generali
 
Cabaret
 
Testo di Joe Masteroff
Basato sulla commedia “I’m a Camera” di John Van Druten e sui racconti “Goodbye to Berlin” di Christopher Isherwood
 
Musiche di John Kander, testi di Fred Ebb
Traduzione di Michele Renzullo
 
Adattamento e Regia di Saverio Marconi
 
Con Giampiero Ingrassia, Giulia Ottonello
E con Alessandro di Giulio, Altea Russo, Michele Renzullo, Valentina Gullace, Andrea Verzicco, Ilaria Suss, Nadia Scherani, Marta Belloni, Marco Rigamonti, Matteo Tugnoli.
 
Scene di Gabriele Moreschi e Saverio Marconi
Costumi di Carla Accoramboni
Coreografie di Gillian Bruce
Supervisione Musicale di Marco Iacomelli
Direzione musicale di Riccardo di Paola
Disegno luci di Valerio Tiberi
Disegno fonico di Enrico Porcelli
 
Produzione della Compagnia della Rancia

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