Quotidiano di Cultura diretto e fondato da Stefano Duranti Poccetti nel 2011

Il femminismo sfrenato e la risorsa della banca del seme, il sogno di sfondare nel teatro da parte di Pablo in: “Ciao papà, ti presento mia madre!” di S. Scirè con G. Cricchio

Data:

“Ciao papà, ti presento mia madre!” al Teatro Testaccio di Roma, dal 15 al 27 novembre 2016

Le tecniche di recitazione teatrale, il “dietro le quinte” e l’analisi del temperamento caratteriale dei personaggi, hanno sempre sollevato a partire da Pirandello e letterati del xx secolo, l’interesse degli scrittori contemporanei, amanti delle rappresentazioni “live” con gli attori. Uno di questi autori della “nouvelle vague” è Salvatore Scirè, conterraneo del grande agrigentino, che con i suoi atti unici affronta le questioni socio-civili del presente,esaminando con luci da oggettività e brillante umorismo il lato positivo e negativo di quest’arte e dei suoi interpreti. Nel suo ultimo lavoro andato in scena nello spazio dell’ostiense,com’è ormai di prassi, si studiano i desideri ed i progetti inconsci di un portiere, figura ripresa dal verismo verghiano e dal neorealismo del meneghino Gadda trapiantato a Roma, che di notte sogna di fare il regista e “provinare” aspiranti attrici per i suoi ruoli con la voglia di poter godere della riconoscenza sessuale di qualcuna, mentre la sua esistenza è assecondata pubblicamente e privatamente da due figure assai importanti: il suo aiuto Max e la cameriera Isolina che si lamenta che il suo datore di lavoro spenda i pochi soldi che guadagna portando a cena con loschi intenti le giovani ragazze che bramano essere ingaggiate per il palcoscenico. Intanto Max, incarnato dall’intraprendente Fabio Mascaro, desideroso di sapere chi sia suo padre, dato che la madre accesa antimaschilista ha pensato alla maternità per via scientifica acquistando lo spermatozoo, ha scoperto che il suo genitore è proprio Pablo, reso goffamente da Giampiero Cricchio, che racconta con sarcastico ed ilare spirito comico alla virtuale compagna Sabrina, la spumeggiante Valeria Mafera, pure lei in doppio ruolo tra scena e realtà della vita, la curiosa donazione di tre individui in quella segnata giornata. Sabrina vedendolo aitante, si pente d’aver perso sessualmente tanto tempo e comincia a corteggiarlo,invece in realtà la mattina dopo aver pulito l’androne delle scale deve andare ad aprire la lavanderia. Anche il regista è piantato in asso dalle iniziali attrici Luana, Cornelia e Mara, che non vuole vedere i “gioielli” di Pablo, quando arriva un ingaggio più favorevole dalla Rai per più impegnativi lavori. Questo è il teatro,o no?Qui nascono pure amori come tra Max e Giulia. Lo spettacolo si è concluso pochi giorni fa, al teatro Testaccio di Roma.

Susanna Donatelli

Una commedia scritta da Salvatore Scirè
con
Gianpiero Cricchio, Fabio Mascaro,
Laura Sorel, Antonella Arduini,
Silvia Corti, Alessandra Testa,
Mary Suriano
Valeria Mafera

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