Quotidiano di Cultura diretto e fondato da Stefano Duranti Poccetti nel 2011

Vanessa Frigerio, Pilates teacher nel lavoro, modella per gioco

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Lei, che sul corpo è abituata a lavorarci, è normale che tenda alla perfezione. Ma basta guardarla per capire che Vanessa Frigerio trasuda fascino al primo sguardo. Nella vita di tutti i giorni è una CovaTech Pilates Teacher, con un proprio studio di Pilates nel cuore di Como, frequentato da chi vuole ritrovare l’armonia col proprio corpo. Poi, c’è una passione che le permette nel poco tempo libero di staccare da tutto e di togliersi quelle soddisfazioni che una donna giustamente si merita. È la fotografia, una compagna di viaggio ormai da 15 anni, nata per recuperare autostima e coltivata per piacere personale. Ecco, Vanessa Frigerio fa dell’umiltà la parola d’ordine, anche se il risultato è sotto gli occhi di tutto. A 40 anni appena festeggiati si è tolta la soddisfazione di scattare sulle spiagge di Zanzibar o in pieno centro a Como, sfoderando charme, curve e sorriso. Una rivincita alla soglia degli “anta” che sta avendo successo se è vero che le proposte di collaborazioni affollano l’agenda a tal punto da dover essere respinte. “Finchè il corpo me lo concederà, andrò avanti in questa straordinaria avventura” spiega lei, che durante il giorno è sempre indaffarata più che mai.

Partiamo dal quotidiano: sei CovaTech Pilates Teacher.

Sì, con un mio studio in centro a Como ormai da dieci anni, anche se il mio percorso di studi è completamente diverso. Ho un diploma al Liceo classico, una laurea in Ingegneria, ma la mia scelta lavorativa è stata dettata dalla passione e dalla volontà di volermi bene e restare indipendente.

Ed ecco che nasce la passione per il pilates.

Il Pilates è una scelta di vita oltre che una splendida e soddisfacente avventura imprenditoriale che mi permette di lavorare in modo libero e indipendente facendo ciò che amo. E’ una scelta di benessere per me e per i miei clienti, una coccola per chi sceglie il mio Studio Pilates.

Ho studiato parecchio per diventare insegnante e la mia formazione è sempre evoluzione, il lavoro sul corpo e sul movimento richiede un’attenzione e un’indagine continue.  La cura del corpo per me è fondamentale:  non sono mai soddisfatta del mio fisico, penso che vi sia sempre da migliorare. Anzi, vorrei migliorare tutto del mio corpo…

Non così la pensano i fotografi con cui lavori…

Il mio è un lavoro di percezione , è una ricerca  di  equilibrio tra mente e corpo e di armonia nelle forme e nella fluidità del movimento.

E la fotografia è parte di questa introspezione.

Le foto sono nate come un modo  per crescere in autostima, poi hanno iniziato ad assomigliare a qualcosa di simile ad una corsa in auto: quando le fai ti liberi di tutti i pensieri, ti affidi a chi ti sta immortalando, mi piace e mi diverte.

Che donna sei?

Egocentrica e volubile, un pizzico esibizionista, ecco sì..sicuramente egoista, egoista nel senso che sono aggrappata alla mia vita, ai miei spazi, alle mie priorità e spesso perdo di vista tante altre cose. Non amo essere anonima, preferisco l’originalità.

Quando inizia il tuo percorso con la macchina fotografica?

Circa 15 anni fa, ma è stato un percorso discontinuo, durante il quale sono stata ferma a lungo a seguito di un grave problema personale che mi ha cambiata profondamente e mi ha portato ad essere una donna libera e consapevole, senza paure né condizionamenti, questo è bello!

Cosa ti ha dato la fotografia?

È nata come una sfida con me stessa, ora mi ha portato tante proposte di lavoro e tante idee da realizzare. Mi ha portato il piacere di rivedermi in scatti glam, in bianco e nero, con giochi di luce particolari. Mi ha permesso di incrementare la confidenza col mio corpo  di esprimerla anche sul set.

A proposito di set: dove hai scattato?

In tanti posti… alcuni dei quali curiosi! Sulla spiaggia di Zanzibar, in una piscina ricavata nella roccia, in centro a Como con un vestito decisamente curioso… Ma ho anche messo a disposizione i miei glutei per una squadra di rugby o il mio fisico per una azienda di tessuti!

Quando guardi i tuoi scatti, cosa vedi?

Mi riguardo nelle foto in cui mi piaccio, tendo a sfruttare ogni scatto per migliorarmi. Di sicuro le fotografie sono state utili per rivedersi al meglio: un conto è lo specchio, un conto l’obiettivo. Lì dentro vedo le mie espressioni, i muscoli, le pose…

Far foto a 40 anni: giudizi o pregiudizi?

Della gente mi interessa poco, ma ho ricevuto soprattutto complimenti: diciamo che questa mia passione è molto apprezzata da chi la conosce…e mi conosce

Faresti un calendario?

Sì, perché no? L’importante è che chi scatta riesca a rendermi al meglio. Io penso di non avere nulla più delle altre fotomodella, se non la consapevolezza che una donna acquisisce di sé e del proprio corpo a 40 anni. Penso di essere ricercata per il mio vissuto, per il sorriso, per il modo di pormi.

A proposito di 40enni: siete una… generazione di fenomene.

Il mio mito è Cindy Crawford, perché persone come lei si distinguono dalle ragazzine di oggi che non sanno di nulla. Invece penso che la nostra forza sia il nostro modo di essere. Con le nostre imperfezioni, che caratterizzano la nostra espressività…

Lontana dalla fotografia, chi è Vanessa Frigerio?

Una donna che ama i motori e la montagna, l’arte, che adora viaggiare da sola e non rinuncia alla propria indipendenza. Ma mi piace anche leggere, disegnare e ballare. Insomma, non mi faccio mancare nulla…

Luca Fina

Foto di copertina Nicola Nesi

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