Quotidiano di Cultura diretto e fondato da Stefano Duranti Poccetti nel 2011

A Trieste “Il Barbiere di Siviglia” nella bella regia di Giulio Ciabatti

Data:

Trieste, Teatro Lirico Giuseppe Verdi, dal 10 al 18 febbraio 2017

Un appassionato omaggio al Teatro sta alla base dell’allestimento che la Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste ha realizzato per Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini. Le intenzioni della bella regia ad opera di Giulio Ciabatti sono passate in modo preciso agli interpreti in palcoscenico; essi le hanno restituite al pubblico con chiarezza e, in alcuni casi, facendole proprie per renderle poi con gusto e divertimento, senza esagerazioni.

Il pubblico ha risposto con gratitudine e generosità verso chi ha saputo offrire loro con garbo alcune ore di piacere allegro e lieve, malizioso senza scadere nel grottesco, misurato in ogni momento.

La cura per i particolari (una cassa posta al centro in posizione avanzata intorno alla quale tutti ruotano; una maschera che appare e scompare in alcuni precisi momenti; le prove dei musicanti all’inizio del primo atto, la tirchieria del Conte verso di loro, troppo spesso ignorata; un boccale lasciato apparentemente per caso nel primo atto in un punto ben definito per essere poi ripreso in mano dallo stesso personaggio nel finale dell’opera…), è segno di gran maestria e dimostra che spesso è attraverso un’apparente semplicità realizzata con grande cura che si può cogliere e rendere palese la chiave più profonda di uno spettacolo.

barbiere 5La musica del Barbiere è una danza continua, che non si interrompe nemmeno durante i numerosi recitativi e questa regia riesce a creare un ritmo interno elegante, fatto di gesti e di sguardi, capace di dialogare con la partitura ed il libretto con gioia, allegria e levità.

L’allestimento è giunto sul suo palcoscenico d’origine dopo aver a lungo viaggiato, assieme al Direttore, Francesco Quattrocchi, e ad alcuni cantanti ora anche a Trieste. È stato montato e smontato già tre volte in meno di un anno: la sua prima apparizione risale infatti al 2 settembre scorso, essendo stato parte degli eventi legati all’inaugurazione della Dubai Opera House, cui sono seguite le recite a Pordenone e a Udine.

Nei due cast, entrambi ben affiatati e dall’equilibrio interno molto armonico, cantano alcuni interpreti già presenti nella passata stagione lirica, confermando l’esistenza di un reale interesse per la ricerca e per la creazione, quando possibile, di continuità nelle collaborazioni, ed è interessante per il pubblico scoprire la versatilità nell’affrontare parti a volte molto diverse con alcuni o l’evoluzione artistica di altri cantanti, soprattutto se già incontrati e messi alla prova a breve distanza temporale.

Ecco allora i due Figaro (Mario Cassi e Vincenzo Nizzardo) brillanti e, ognuno a suo modo, a proprio agio nel personaggio del titolo, intelligentemente complici dei due innamorati, il Conte di Almaviva (Giorgio Misseri e Vassilis Kavayas) e Rosina (Aya Wakizono più maliziosa e Cecilia Molinari, più composta); Don Bartolo (Domenico Balzani  e  Fabio Previati) e Don Basilio (Giorgio Giuseppini e Gianluca Breda) sono abilmente presenti nel non sempre semplice ruolo di caratteristi, assieme a Berta (Maria Cioppi), a Fiorello (Giuliano Pelizon) e all’Ufficiale (Hektor Leka), altrettanto bravi nelle rispettive parti.

Ogni componente del Coro (diretto da Francesca Tosi) è un personaggio specifico, con proprie caratteristiche ben definite rese da tutti con coinvolgimento e partecipazione, amplificando ulteriormente la comicità intrinseca all’opera.

Fa piacere che anche chi sa rendersi visibile soltanto attraverso il lavoro svolto dietro le quinte, abbia ricevuto la giusta attenzione; sono stati infatti evidenziati nel programma di sala non soltanto i Tecnici, oltre al Coro e all’Orchestra ma, tra i Fornitori, sono stati menzionati i laboratori di scenografia, di attrezzeria e di sartoria interni, competenti e preziosi nel realizzare i diversi e numerosi allestimenti.

Tutto questo è stato molto apprezzato dal pubblico, in un teatro affollato di ragazzi e bambini anche molto piccoli, il che fa pensare allo stereotipo di Trieste città d’anziani, cosa sicuramente vera secondo le statistiche, ma la battuta che viene spontanea osservando tanti giovani di così diverse età in un tale contesto è che forse non li si vede tanto in giro perché la mattina sono a scuola e la sera vanno in massa a teatro…una cosa è certa: tale presenza fa ben sperare, nel breve come nel lungo termine, in un pubblico interessato e, si spera, competente.

Paola Pini

Trieste, Teatro Lirico Giuseppe Verdi
Dal 10 al 18 febbraio 2017
Il Barbiere di Siviglia
Musica di Gioachino Rossini
(Almaviva, o sia L’inutile precauzione)

Dramma comico in due atti su libretto di Cesare Sterbini dalla commedia omonima di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais

Regia: Giulio Ciabatti
Scene: Aurelio Barbato
Maestro del coro: Francesca Tosi

Orchestra e Coro della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste

Si prega di inoltrare la richiesta di accredito entro le ore 17.30 di mercoledì 8 febbraio.
Il Conte d’Almaviva:  Giorgio Misseri (10, 12, 14, 18/II)  Vassilis Kavayas (11, 16/II)
Bartolo: Domenico Balzani (10, 12, 14, 18/II) Fabio Previati (11, 16/II)
Rosina:  Aya Wakizono (10, 12/II) Cecilia Molinari (11, 14, 16, 18/II)
Figaro: Mario Cassi (10, 12, 14, 18/II) Vincenzo Nizzardo (11, 16/II)
Basilio: Giorgio Giuseppini (10, 12, 14, 18/II) Gianluca Breda (11, 16/II)
Berta:  Maria Cioppi
Fiorell: Giuliano Pelizon
Un ufficiale: Hektor Leka

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