Quotidiano di Cultura diretto e fondato da Stefano Duranti Poccetti nel 2011

Nella rassegna lustri “Ferdinando”, un classico di Annibale Ruccello per la regia di Nadia baldi. Ambiguità e segreti di una drammaturgia sui corpi e sui suoni

Data:

Lustri Teatro in dies di Solofra. Sabato 18 febbraio 2017

Dopo aver esplorato la drammaturgia di Patroni Griffi, Nadia Baldi firma la regia di un grande testo della drammaturgia napoletana, “Ferdinando” di Annibale Ruccello. Una vera e propria “bestia da scena”, l’opera forse più famosa di Annibale Ruccello, presentata in prima nazionale dal 10 al 15 gennaio al Teatro San Ferdinando, nella serata di Sabato 18 Febbraio viene riallestita a Solofra, nell’ambito della prestigiosa rassegna “Lustri Teatro in dies”, presso l’Auditorium Centro ASI di Solofra. Nel ruolo di Donna Clotilde, nobildonna legata visceralmente al Regno delle due Sicilie al centro della vicenda e “alter ego” di Don Fabrizio Salina del “Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa, l’attrice Gea Martire, eccellente nel ruolo che fu di Isa Danieli, viene affiancata dalla cugina serva infida, Gesualda, interpretata dalla giovane e bravissima Chiara Baffi. Fulvio Cauteruccio, nei panni del parroco Don Catellino, e il giovane Francesco Roccasecca, in quelli del personaggio eponimo dell’opera, sorprendono per l’uso di accenti e toni vibranti e intensissimi. Scomparso nel 1986 all’età di 30 anni Annibale Ruccello ha lasciato tra le altre quest’opera in cui contenuti forti, che fanno scandalo, esplodono in una lingua materica, primigenia, sonora, di appartenenza popolare che cozza in urti stilistici dirompenti con gli stilemi della lingua imposta dai Savoia, la lingua “zezzosa” che la baronessa Clotilde considera come un segno della decadenza dei tempi nuovi, tempi che cambieranno, con l’Unificazione, l’antico regime che non si vuole “mutare”, secondo il proverbiale adagio del “Gattopardo”. Le tematiche legate alla fisicità, al corpo, al sangue, alla carne che avvicinano questo testo alle opere di Testori, sono enfatizzate da una regia ardita, sperimentale e soprattutto satura di numerose evocazioni allusive e sottesi rimandi simbolici. Donna Clotilde si è rifugiata in una villa della zona vesuviana, scegliendo l’isolamento come segno di disprezzo per la nuova cultura piccolo-borghese che si va affermando dopo l’unificazione d’Italia. Segno della sua pietrificazione è l’abito che diventa coperta e si metaforizza in un curioso camice-coperta. L’arrivo dell’”angelus novus”, l’imprevisto che erompe nella vuota quotidianità dei tre personaggi legati da ambigui rapporti di dipendenza psicologica, è segnato dall’irruzione di un corpo nuovo, quello dell’efebico Ferdinando, un giovane nipote di Donna Clotilde, dalla bellezza “morbosa e strisciante”. Merito di questa nuova regia di Nadia Baldi è avere rinnovato i registri di una commedia ormai cristallizzata in una registrazione video (1998 Raidue “Palcoscenico”), è aver dato linfa vitale a una tradizione, restituendo però anche con una lettura filologicamente corretta e conservativa la lezione originale di Annibale Ruccello, che intendeva soprattutto con quest’opera fare una drammaturgia che fosse basata “sui corpi e sui linguaggi”. Come si legge nella nota di regia, le emozioni umane, i segreti, le follie, le doppiezze sono la forza di questo spettacolo, che è capace di disvelare con piccoli segnali, intonazioni, allusioni il mistero e il non detto di una grandissima un’opera (si veda, per esempio, l’espediente innovativo della bandiera-feticcio che stringe con tanto trasporto Clotilde; la perdita di equilibrio mimata da Clotilde e Ferdinando sul limite del palcoscenico e l’allusione alla metafora circense, per antonomasia luogo-simbolo delle illusioni e dell’ambiguità).

Carmela Lucia

FERDINANDO
di Annibale Ruccello
regia Nadia Baldi
con Gea Martire, Chiara Baffi, Fulvio Cauteruccio, Francesco Roccasecca
scene Luigi Ferrigno
costumi Carlo Poggioli
musiche Marco Betta
progetto luci Nadia Baldi
aiuto regia Rossella Pugliese
assistente scenografo Fabio Marroncelli
assistente costumista Maria Carcuro
fotografia Davide Scognamiglio
realizzazione scena Alovisi Attrezzeria
produzione Teatro Segreto

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