Fino al 26 febbraio 2017 al Ridotto del Mercadante di Napoli
Fino al 26 febbraio al “Ridotto del Mercandante” è andato in scena “Liquido” uno spettacolo scritto e diretto da Marcello Cotugno in collaborazione per la parte drammaturgica di Irene Alison. “Liquido” è la storia di Guido, interpretato da Salvatore Cantalupo, che dopo una vita da impiegato e padre di famiglia si ritrova pensionato a convivere con una quotidianità fatta di disprezzo e solitudine. È la storia di una moglie assente e di due figlie Sofia ed Elena, rispettivamente interpretate da Valentina Acca e Serena Marziale, egoiste e viziate che vivono una realtà parallela fatta di droghe ed eccessi.
Oppresso dall’amore negato delle due figlie e da una impotenza non solo fisica ma anche relazionale, in seguito all’improvvisa morte della moglie, Guido rifugge ogni responsabilità per raggiungere il Giappone e sottoporsi ad un trattamento di regressione dai dolori e dalle frustrazioni attraverso un liquido che tutto assorbe.
È un’opera che lascia inquieti, che colpisce lo spettatore con una realtà fatta di silenzi e ombre. La regia di Marcello Cotugno delinea intenzionalmente una propria estetica del “crossover” dove i personaggi passano da una recitazione relazionale, basata sulla credibilità degli stessi , per poi subire un’astrazione e successivamente abbattere la quarta parete creando un momento privato in cui si raccontano.
La scena, curata dalla Cattedra di Scenografia del prof. Luigi Ferrigno dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, si apre in un cyberg spazio. Gli oggetti di scena integrano la drammaturgia di Cotugno e costituiscono un meta testo per i personaggi che attraverso essa mutano trasformando gli oggetti in simbolo.
Alfonso Postiglione, in video Dottor Hao, ha convito così come le scene di Sara Palmieri, i costumi di Annalisa Ciaramella, le luci di Carmine Pierri e i video di Alessandro Papa.
“Liquido” è esperienza della crisi relazionale del mondo attuale, delle dinamiche stranianti intraparentali e dell’individualismo più acuto; è una finestra sulla realtà che apre ad interrogativi sociali ancora insoluti.
Eleonora Viola