“La Giara… Egyptian Style” al teatro di Rawabet. Tra la satira sociale e il sapore tragicomico

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Al Teatro di Rawabet mercoledì 8 marzo 2017

Mercoledì 8 marzo 2017 alle ore 19.00, al teatro di Rawabet, dopo il gran successo del copione, gli studenti del Dipartimento di Italianistica hanno messo in scena lo spettacolo La Giara… Egyptian Style“.

Tra gli illustri ospiti c’erano il professore Rabie Salama, capo del Dipartimento d’Italianistica di Al- Alsun,  Prof. Paolo Sabbatini, Direttore dell’Istituto italiano di cultura al Cairo, Prof. Abdel Moaty Saleh, Vice preside della facoltà, oltre ai professori e gli studenti del Dipartimento.

Infatti, il Prof. Rabie Salama[1], che svolge un ruolo importante, incoraggiando sempre le attività studentesche, ha premiato nell’occasione dello spettacolo i partecipanti alla rivista CAIROMA, affermando la sua fiducia negli studenti del Dipartimento, ribadendo che il Dipartimento è diventato un ponte di scambio culturale molto importante tra l’Italia e l’Egitto.

“La messa in scena arriva anche nel quadro delle celebrazioni dell’Istituto dei 150 anni della nascita di Pirandello”, ha detto Paolo Sabbatini, esprimendo tutta la sua ammirazione per lo spettacolo, mentre gli attori ricevevano i premi tra gli applausi dei presenti dopo lo spettacolo, che è durato 90 minuti, non privi delle risate scoppiate nel pubblico.

Un nuovo copione egizianizzato

Il Prof. Ahmed Soliman[2], intorno al quale si sono riuniti quasi quaranta studenti, è riuscito con tanto successo e dopo un gran sforzo, ma anche con il suo talento creativo, a trasformare il testo di Pirandello in un copione egizianizzato per la messa in scena. Non solo, ma il Prof. Soliman ha deciso (è un primato) di partecipare allo spettacolo come attore nel ruolo di Don Lollò.

Il nuovo copione è diviso in 14 scene che prendono la forma della farsa umoristico-satirica, con l’aggiunta di nuovi personaggi e nuovi dialoghi non solo in italiano ma anche mescolati con il dialetto egiziano. Lo spettacolo è stato messo in scena in versione musicale.

Esperienza diversa di giovani attori e attrici

Gli studenti attori hanno espresso la loro immensa felicità, che li ha resi soddisfatti dopo lo sforzo delle prove faticose ma molto divertenti in un’atmosfera familiare :”Avere l’opportunità d’essere una delle attrici della “Giara” era un sogno per me” ha detto Mennat Allah Elkaliobi; “Nuova esperienza ed un nuovo successo, vorrei ringraziare il prof. soliman per avermi dato quest’opportunità che mi ha insegnato molto: come lavorare in gruppo e come si assume una vera responsabilità per acquistare la soddisfazione degli spettatori”, ha affermato Abdelrahman MosTafa.

Radwa Ibrahim:”Stavo scherzando quando ho proposito al prof. Ahmed di farmi fare una cinese!!! Questo ruolo è stato eccezionale per me… Una venditrice ambulante cinese parla l’italiano con una pronuncia un po’ diversa di quella standard, alla fine è andata molto bene ed è piaciuta da tutti… È stato un gruppo divertente”.

Rania Ali: “Ho sempre adorato il teatro, lo leggevo e lo guardavo, ma mai avrei immaginato di poter fare l’attrice e adesso che è andata così alla grande sono felice di aver fatto una cosa totalmente nuova e diversa, vorrei rifarlo e rifarlo ancora. Diciamo che ci ho preso gusto”.

La_Giara_Corriere_dello_SpettacoloLa satira sociale

E mentre “la Giara pirandelliana” si ieferisce alla società siciliana di un tempo, “la Giara all’egiziana” introduce nuovi battute satiriche sulla società egiziana, ad esempio il lamento della burocrazia degli impiegati negli ufficci statali:

IMPIEGATA 1: Ma non vedi che sto bevendo il thè? Un po’ di pazienza!! Il mondo è stato creato in sei giorni!! E tu vuoi fare la registrazione di contratto in sei minuti? Aspetta almeno che finisco il Thè… poi se non mi aggiusto la testa come posso lavorare secondo te? Vuoi che lavoro male? Il thè è il motore del cervello!! Per favore un po’ di buon senso!!! Sono ancora le 9.30.[3]

Ma anche sul matrimonio in Egitto, che ormai costa un occhio per i giovani:

Kent: No signore, questa è la dote anticipata, ma c’è anche la dote posticipata, il moah’ar! Cioè se dovete un giorno divorziare devi pagare la dote posticipata alla moglie! Cosi si fa in Egitto!!

Lollò: Santa pazienza!! E quant’è sta dote posticipata?

Cleopatra: 300 mila lire, egiziane!

Lollò: intendi che per sposarti devo pagare 80 mila lire e per lasciarti ne devo pagare 300 mila?

Cleopatra: esatto![4]

Altre battute sono dedicate alla satira sulla monotonia della vita matrimoniale e gli stipendi bassi delle persone colte, mescolando il gergo giovanile, il dialetto egiziano e l’italiano standard.

Il sapore tragicomico

Il testo egiziano ha fatto sì che la risata sia tramuti da comica in tragica con la capacità del drammaturgo che è ben riuscito di fa entrare il pubblico in un’atmosfera catartica; basta pensare alla scena delle conoglianze che si trasforma subito in un’altra di nozze e così via.

Corriere_dello_SpettacoloNuova drammaturgia giovanile

L’iniziativa del Prof. Soliman è considerata la prima messa in scena di un copione italiano sul palcoscenico di un teatro egiziano, più importante però è che si tratta della prima partecipazione di un professore come attore e regista.

Il nuovo teatro dei giovani egiziani si è rivolto nell’ultima fase verso la drammaturgia giovanile, che presenta degli sketch[5] come tendenza leggera e preferita dal pubblico, esempio che appartiene a questo filone è anche il caso di Masrah Masr, compagnia teatrale di studenti egiziani, formata dall’attore Ashraf Abdel Baky[6].

Il Prof. Soliman conclude: “Recitare è stata sempre la mia passione, e sinceramente all’inizio ho appoggiato l’iniziativa perché volevo tornare a recitare dopo tanti anni lontano dal teatro… Ma scrivere e dirigere un’opera teatrale è un’esperienza unica. Essere responsabile di tutti i dettagli, anche quelli piccoli e tecnici, non è facile e ti insegna molto… Tutti gli attori mi hanno dato una grande soddisfazione durante la performance e vederli sul palco a divertirsi e divertire la gente mi ha fatto dimenticare tutta la fatica… Grazie a tutti i ragazzi e vi prometto che non sarà l’ultima volta… Sto già pensando al prossimo testo”.

La Giara spaccata ed i valori caduti

Ma che cosa rappresenta La Giara?! Potrebbe rappresentare i mass media, che a favore del guadagno falsificano la realtà, allontanandosi dalla verità.

La Giara potrebbe anche simboleggiare la caduta dei valori in un mondo che rincorre il denaro, così come afferma la canzone del cantante Shehab nello spettacolo. La Giara potrebbe, infine, rappresentare la mancanza della via d’uscita, e quindi, in questo senso, ognuno del pubblico può vedere se stesso nel personaggio che si è chiuso dentro la giara.

Nermin Shawky

[1] Ex addetto culturale all’ambasciata egiziana a Roma, Ordinario di letteratura italiana presso il Dipartimento d’Italianistica – (Al-Alsun), Università Ain Shams al Cairo e Direttore del Dipartimento sin dal 2009 fino ad oggi.
[2] Professore Ordinario di Letteratura italiana presso il Dipartimento di Italianistica, scrittore del nuovo copione e Regista dello spettacolo.
[3] Ahmed Soliman, La Giara Egyptian Style, copione della rappresentazione teatrale, 2017, scena 11
[4]  Ivi, Scena 5
[5] Lo sketch è una breve scenetta comica o comunque di contenuto leggero, interpretata da uno o più attori. Non va confuso con il monologo comico: quest’ultimo prevede una comunicazione diretta con il pubblico mentre lo sketch è ambientato in un tempo e in un luogo a parte.
[6] Un attore egiziano che ha presentato nel 2014 una serie di commedie televisive appartenenti al cosiddetto “Teatro Masr”, trasformato poi in “Masrah Masr” 2017, il suo teatro ha attirato un gran pubblico ed ha avuto un gran successo anche se non è tanto gradito dai critici.

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