Aterballetto, quando si dice “danza”

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Come ogni inizio d’estate, torna a Milano, al Piccolo Teatro Strehler, l’AterBalletto, eccellenza italiana della danza, ospiti del Piccolo Teatro per la sesta stagione consecutiva.

La compagnia nasce nel 1979 con Vittorio Biagi, sede a Reggio Emilia, e da subito si propone con un repertorio nettamente contemporaneo. Diciotto anni di direzione di Amedeo Amodio, poi dieci di Mario Bigonzetti (1997-2007), coreografo di grande talento che porta il gruppo ad essere conosciuto a livello internazionale. Nel 2008 la direzione passa a Cristina Bozzolini, prima ballerina del Maggio Musicale Fiorentino, che tutt’ora guida la compagnia, anche se in scadenza: da settembre le subentrerà Pompea Santoro. Il repertorio è molto vasto e con nomi di primissimo piano: Jiří Kylián, William Forsythe, Ohad Naharin, Fabrizio Monteverde, Mauro Bigonzetti, Jacopo Godani; il livello tecnico molto alto, decisamente migliore di quello di certi corpi di ballo di alcuni enti lirici.

Quest’anno Aterballetto presenta tre lavori di tre coreografi diversi, tutti giovani intorno ai trent’anni ed ancora in attività come danzatori.

1496735981_phoenix - ph by Nadir Bonazzi VERTApre la serata Words And Space di Jiri Pokorny, classe 1981, coreografo ceco che per la prima volta entra in repertorio ad Aterballetto: è la metafora di un dialogo interpersonale, nel più puro stile contemporaneo di assoli, passi a due, momenti di ensemble e canoni complessi su musica di repertorio barocco. I costumi di Carolina Mancuso non rendono però giustizia ai movimenti dei danzatori. Protagonista di diversi momenti solisti, tra cui l’inizio e la fine, Philippe Kratz, danzatore tedesco ormai stabile da anni nella compagnia, che ritroveremo a fine serata in veste di coreografo.

Originale ed innovativo Narcissus di Giuseppe Spota, autore di LEGO presentato lo scorso anno, su musica di Joby Talbot. Il mito del bellissimo ragazzo che si innamora di sé stesso è visto dal coreografo come attuale: nel mondo moderno, ci ha detto in conferenza stampa, ormai siamo tutti impegnati sui social networks, per farci vedere, far sapere cosa facciamo, dove andiamo… L’autocelebrazione, però, non porta certo bene: Narciso annega cercando di raggiungere la sua immagine virtuale. Già allora… Immaginiamo i livelli di oggi. Un lavoro per quattro danzatori, due donne e due uomini, un intreccio di passi a due con prese difficili ed impegnative dove il mito di Narciso si scinde in uomo e donna: nessuno è immune dall’apparire a tutti i costi.

Conclude il programma Phoenix di Philippe Kratz. Già ammirato l’anno scorso con L’Eco dell’Acqua e #hybrid, danzatore stabile della compagnia, porta questa volta un lavoro dal punto di vista coreografico più tradizionale. I danzatori si alternano in una complessa rete di entrate, uscite, assoli, passi a due, a formare una struttura notevole e decisamente vivace. L’araba fenice, che rinasce dalle proprie ceneri, simbolo di morte ma anche di risurrezione, un pezzo intimo, come l’ha definito lo stesso coreografo, mette a nudo le anime dei danzatori, sono sormontati da parallelepipedi di luce. Anche qui, i costumi Costanza Maramotti sono ordinari e poco interessanti, oltre a non valorizzare i movimenti e le linee.

Nel complesso la fama che da anni segue la compagnia non può che essere confermata. Unica nota stonata: i costumi, decisamente banali, ed i calzini alla caviglia al posto dei piedi nudi: spezzano le bellissime linee dei danzatori. Tre lavori molto impegnativi affrontati con grande tecnica e professionalità: un esempio per tutti i danzatori che vogliono affrontare a livello professionale questo mondo meraviglioso.

Chiara Pedretti

Foto Nadir Bonazzi
Piccolo Teatro Strehler
dal 7 al 9 giugno 2017
Aterballetto al Piccolo
Words and Space
coreografia Jiří Pokorny
musiche repertorio barocco
costumi Carolina Mancuso
luci Carlo Cerri
sound design Yukari Sawaki
Narcissus
coreografia Giuseppe Spota
musica Joby Talbot
video OOOPStudio
costumi Francesca Messori
Phoenix
coreografia Philippe Kratz
musica elettronica originale Borderline Order
luci Carlo Cerri
costumi Costanza Maramotti

Fondazione Nazionale della Danza Aterballetto

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