Madness Factory, un gruppo di creativi alle prese con il nuovo progetto Paracelso

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Andrea Stella e Mattia Cavaliere formano un gruppo di lavoro molto creativo detto Madness Factory, che insieme a Grey Ladder e in collaborazione con DImago e Oscar Celestini ha dato luogo a un progetto molto interessante, che prende il nome di Paracelso. Ascoltiamoli…

Ciao a tutti, innanzitutto vi chiederei di presentarvi brevemente al nostro pubblico.

Andrea Stella: Un grande saluto a tutti i lettori del portale! Per quanto mi riguarda posso dire di essere uno sceneggiatore/blogger che collabora con un po’ di siti tra cui Lo Spazio Bianco. Seguo parecchi settori dell’intrattenimento italiano e tutti i giorni mi domando perché non sono ancora fuggito su Tatooine. Recentemente ho anche preso in considerazione l’idea di andare a lavorare in miniera. Mai dire mai!

Mattia Cavaliere: Salve a tutti i lettori e grazie per questa intervista. Sono un giovane film-maker di Torino. Ho iniziato lavorando su vari set cinematografici e televisivi, ricoprendo vari ruoli e imparando da molti professionisti validi che ho incontrato durante questi anni. Ora mi sto sempre di più specializzando nel ruolo di direttore della fotografia e spesso mi capita anche di lavorare con la computer grafica.

Oscar Celestini: Ciao e grazie per l’intervista! Sono un illustratore, colorista e sviluppatore di videogiochi indipendenti. Di recente ho anche pubblicato su Steam il gioco Mastema: Out of Hell.

In questo periodo state per lanciare un nuovo progetto sperimentale insieme a Grey Ladder, avete voglia di parlarmene?

A.S. e M.C.: Paracelso, il progetto che stiamo sviluppando insieme a Grey Ladder, narra le vicende del famoso alchimista che, sopravvissuto fino ai giorni nostri, cerca di ristabilire l’ordine nel mondo dell’alchimia. Si tratta di un lavoro ancora in fase di sviluppo ma che ha come punto cardine la crossmedialità, ovvero l’utilizzo di più media (in questo caso il cinema e il fumetto per raccontare un’unica storia). Recentemente abbiamo preso in considerazione l’idea di creare un cortometraggio stand alone incentrato sul K1 (un’organizzazione presente nella serie) da presentare a vari festival.

Quali sono stati, fino a questo momento, i traguardi della vostra carriera che reputate più importanti?

M.C.: Al momento mi sento già soddisfatto di essere uno degli autori di questo progetto innovativo, soprattutto se pensiamo che non è semplice creare qualcosa di “diverso” in un panorama cinematografico così vasto.

Quello che mi sento di dire è che sicuramente la nostra ambizione è grande e speriamo che questo progetto, o i futuri progetti, ci portino su una strada in salita e non in discesa.

7A.S.: Per il momento Paracelso è sicuramente un bel progetto a cui essere legati, anche se ovviamente serve ancora tempo per poter parlare di carriera. Io però ormai ho venticinque anni e sono vecchio! Sto infatti pensando di iniziare ad andare al parco per dare da mangiare ai piccioni perché l’età avanza. Comunque se c’è anche qualche cantiere in costruzione da osservare non mi tiro certo indietro!

O.C.: Come colorista sicuramente il mio lavoro per DC comics sulla serie Unknown Soldier. Per quanto riguarda l’Italia, sono felicissimo di aver colorato Tex della Sergio Bonelli Editore. Come disegnatore sicuramente Paracelso! (sono un po’ ruffiano eh?)

Mattia, cosa ti ha spinto ad avvicinarti al ruolo di Direttore della fotografia?

M.C.: Inizialmente volevo concentrarmi unicamente sugli effetti visivi e sulla computer grafica. Questo per ovvi motivi mi ha portato a dover capire come si comporta la luce e come viene catturata un’immagine attraverso la lente di una cinepresa. Così mi sono avvicinato sempre di più alla fotografia cinematografica, appassionandomi su come trasmettere sensazioni attraverso l’uso della luce, dei colori e dei movimenti di macchina, scoprendo che era quello il ruolo che volevo svolgere.

Andrea, spazi molto tra vari media e a parte il fumetto so che ti dedichi anche al cinema e alla scrittura…

A.S.: Sì diciamo che negli ultimi dieci anni ho cercato di migliorare il più possibile in vari campi. Il mio blog  CAVE CANEM è una sorta di inno alla pazzia dove sono confinati tutti i miei deliri (belli e brutti). Ogni tanto piazzo anche qualche racconto breve tipo i cessi del metrò (già il titolo è tutto un programma).

Purtroppo però cercare di costruirsi un background solido in Italia serve a pochino. Se pensiamo che c’è gente che scrive libri a diciotto anni solo perché ha un milione di fan su Facebook… cioè dico… ok va bene è marketing però cioè… no dai non dico più nulla altrimenti mi denunciano XD.

Che cosa significa per voi l’espressione “esprimervi a fumetti?”

A.S.: Per me significa raccontare qualsiasi storia senza limitazioni. Il fumetto è il mio media preferito perché non frena in nessun modo le tue idee. Spazio totale alla creatività e alla fantasia! Per questo spero di riuscire un giorno a lavorare stabilmente in questo settore. Che? Sì? I piccioni hanno fame? Arrivo!

O.C.: Per me è divertimento, libertà e sincerità. Vivo in modo molto serio e intimo il mio rapporto col fumetto e i disegni che produco. È importante per me generare emozioni e reazioni nell’osservatore, a più livelli, da quelli immediati (legati magari a scene action e/o erotiche) a quelli indiretti e nascosti (come i momenti di riflessione, paura o dubbio).

È stato difficile disegnare la parte a fumetti del prologo?

O.C.: È sempre difficile realizzare un fumetto. Prevede teatro, regia, fotografia, fantasia e tanta determinazione. La parte più delicata è stata sicuramente quella delle somiglianze con i personaggi reali (dai quali ovviamente non potevo prescindere).

A.S.: Oscar è stato davvero bravo a non perdere mai la lucidità e la concentrazione durante tutto il processo creativo. Fortunatamente ho avuto la geniale idea di prendere in ostaggio la sua famiglia per ricattarlo. Devo dire che tutto ha funzionato perfettamente.

Qual è il ruolo di Grey Ladder all’interno del progetto?

A.S. e M.C.: Grey Ladder ha deciso di supportarci fin dall’inizio a livello produttivo. Alessandro Regaldo, il fondatore dello studio, ci ha anche guidato nelle fasi iniziali dello sviluppo riuscendo con chiare e semplici idee a mescolare perfettamente i diversi background artistici da cui proveniamo.

Progetti futuri?

M.C.: Io e Andrea abbiamo molti progetti in cantiere! Madness Factory è una realtà nata da poco e non vediamo l’ora di mostrare al mondo di cosa siamo capaci. Ah ah!

A.S.: Oltre a quelli legati al Madness ho anche moltissimi progetti personali in lavorazione! In questo periodo, ad esempio, sto investendo molto tempo nel capire come riuscire a terraformare (esiste come termine sì?) Marte in vista dell’avvento dei robot sulla Terra. Perché sì lo sanno tutti che tra un po’ i robot faranno la rivoluzione e conquisteranno il globo. Bisogna stare pronti e prepararsi un piano di fuga.

O.C.: Una grahic novel tutta mia e tante altre collaborazioni con autori interessanti di cui però non posso ancora parlare!

Stefano Duranti Poccetti

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