Un Monterosi attendista e spavaldo trafigge di rimessa un Trastevere irriconoscibile e distratto in difesa (1-2). Povertà di idee, conclusioni imprecise e responsabilità di Caruso

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Sull’ali dell’entusiasmo per le tre vittorie consecutive,con imprese “corsare”nell’ultime due domeniche in Sardegna a Lanusei e Nuoro, consapevoli della loro forza atletica e del discreto bagaglio tecnico, si pensava che Fatati e Spanò sarebbero riusciti a piegare pure i TUSCI del MONTEROSI. Questi,che si trovavano a centro classifica, erano consci dell’insidie che la gara rappresentava per loro e dunque sono scesi in campo con un atteggiamento tattico prudenziale,schierandosi con il modulo del 5-4-1, lasciando in avanti il solo Crescenzo per cercare di sfruttare eventuali opportunità favorevoli. La compagine di Perrone, pure abbastanza giovane, con soli tre elementi degli anni 80’: il capitano Pippi, il vice Costantini ed il mediano d’interdizione Gasperini, hanno mostrato sicurezza ed accortezza in fase difensiva applicando bene la tattica del fuori gioco e con ferree marcature ad uomo,grande mobilità ed agonismo, capacità di veloci ripartenze in contropiede, negli spazi laterali scoperti dei padroni di casa.La partita è stata vibrante, atleticamente gagliarda e decisa,con alcune scorrettezze tattiche,riprese ufficialmente con polso fermo e personalità, senza farsi notare troppo, dal signor Ruben Arena di Torre del Greco, ben assistito dai collaboratori Donato di Pistoia come primo e Testa di Isernia in qualità di secondo. Sono stati quindi ammoniti per gioco falloso: Crescenzo, Pippi, Gasperini e Traditi tra gli ospiti, mentre Fatati dalla parte dei Capitolini. Costoro sono apparsi sfocati, in ombra come potenziali risorse personali, privi di idee e schemi incisivi, con rapide triangolazioni in fase d’attacco,portando eccessivamente la sfera con passaggi orizzontali che non sortivano alcun effetto pratico;il solo a tentare la percussione sgusciante in dribbling sulle verticali era “il peperino”Lorusso, che tuttavia predicava “nel deserto”, non offrendogli gli altri uomini di mister Gardini” in giornata no”la giusta collaborazione,con lanci lunghi ed imprecisi, oppure cadendo nella già citata trappola “dell’ off side”prontamente rilevata dai soprannominati assistenti del signor Arena. Eppure l’incontro sembrava incanalarsi sui giusti e previsti binari già al terzo minuto allorchè,su apertura destra di Neri, l’onnipresente Lorusso sparava al volo una bordata che Francabandiera resingeva d’istinto di piede ben appostato sul suo palo destro; il Monterosi scosso dal pericolo corso, cominciava pian piano a prendere le adeguate contromisure per dare fastidio di rimessa ai Romani ed al 26°, su lungo rilancio dei Falisci, l’estremo difensore Caruso,gasato nel morale dal fatto d’aver parato un penalty a Svidercoski nella vittoriosa gara contro la LUPA ROMA, si proiettava sventatamente fuori dalla porta per rinviare di testa come libero il pallone al limite di gara di rigore,senonchè il suo intervento era goffo e fuori misura, approssimativo,cosicchè Crescenzo, sempre appostato come un falco predatore sulla tre quarti del Trastevere,poteva impadronirsi del pallone e calciarlo dal limite dell’area a botta sicura nella porta incustodita.L’inesperta leggerezza e la presuntuosa superficialità di Caruso era costata cara. D’altra parte questa incostanza di rendimento,gli alti e bassi delle prestazioni sono un peccato,un difetto, tipico della gioventù che deve maturare facendosi le ossa ed acquistando così esperienza. Cinque minuti dopo lo stesso si riscattava deviando in corner,un diagonale del goleador;alla fine i tiri dalla bandierina saranno 4 a 1 per il Trastevere. Sospinta dal pubblico la formazione del rione,tentava d’organizzare una reazione per riequilibrare la gara, ma difettava un playmaker in cabina di regia, nessuno aveva un guizzo geniale in fase di costruzione del gioco e creazione di pallegol non si tirava dal limite e perciò franca bandiera doveva solo deviare in corner una pericolosa punizione rasoterra di Lorusso. Era proprio quest’ultimo all’inizio della ripresa a segnalare una maggiore vivacità,buon ritmo e coriacea determinazione dei ragazzi del presidente Betturri, al punto che una sua serpentina sulla sinistra all’interno dell’area di rigore veniva stroncata fallosamente,provocando il giusto rigore che lo stesso trasformava sulla destra dell’incolpevole franca bandiera.L’equilibrio era ristabilito e si riteneva che i locali potessero andare a vincerlo ed invece sbagliavano ancora una volta fatalmente!Perdeva un pallone a tre quarti di campo e dalla sinistra dell’area CRESCENZO pescava libero dalla parte opposta Traditi che di piatto fulminava l’esterefatto Caruso.Mister Perrone con abile mossa sostituiva Pippi e Palumbo con Manoni e Morbidelli per rinforzare la cerniera di centrocampo, salvo poi a dover rimpiazzare al 71° l’infortunato Morbidelli con QUATRANA collocato in avanti a dar fastidio come punta di riferimento che allo scadere falliva clamorosamente il terzo goal a porta spalancata sull’uscita di CARUSO per restringergli lo specchio del bersaglio.Dal canto suo il trainer Gardini inseriva al 60°,Panico per Fatati e Pagliarini per Neri, dando ordine d’aggredire gagliardamente l’avversario senza farlo ragionare,dandosi dentro con il cuore e la volontà,senonchè queste armi non bastavano perché mancavano smalto e lucidità di impostazione, oltre a precisione in fase risolutiva.Le polveri erano bagnate ed i tiri di Spanò,Pagliarini e Bernadotto finivano fuori magari di poco. Pure gli innesti di Calcagni per MASTROMATTEI ed all’80° Cardillo per COTANI non sortivano l’effetto sperato per la prestazione negativa collettiva,costava la seconda sconfitta interna dopo quella con l’Atletico che ha travolto l’Ostiamare. In testa il Rieti ha confermato il suo spirito indomito e l’eccellente caratura tecnica recuperando due gol ad Aprilia ed andando in chiusura a vincere come aveva recuperato,il doppio svantaggio allo Scopigno,contro L’Atletico. Domenica a Rieti sarà di scena il Trastevere e lì si vedrà la personalità e vera levatura di questa intelaiatura,che dovrà reagire alla brutta botta incassata per demeriti propri. Nelle zone alte il Latina è andato a pareggiare a reti inviolate ad Albano ed il Cassino è passato a San Teodoro mentre L’Anzio ha regolato di misura il Budoni.La Lupa Roma ha piegato di misura il Sassari ed il Flaminia il Tortolì,per cui ora tutte le sarde sono da sole in fondo alla graduatoria dei valori,accentuandosi il GAP tecnico con le Laziali.

Giancarlo Lungarini

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