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“Sogno di una notte di mezza estate”. Nel circo della vita, tra sogni e realtà

Data:

Roma, Teatro Eliseo, dal 9 al 28 gennaio 2018

Venghino siòri e siòre, venghino nel grande circo dell’amore e tra gli umani affanni, tra lo sogno e lo vero, dove le sorti degli innamorati sono appese ai fili invisibili da altro manovrati, si chiami caso o Puck poco importa. Il Sogno di una notte di mezza estate, nel moderno, intelligente adattamento di Massimiliano Bruno, sta impazzando in questi giorni al Teatro Eliseo, pieno anche ad inizio settimana, cosa assai rara nel panorama romano. Spettacolo bello, gradevolissimo, a cui il dono visionario e per certi versi geniale della regia regala un tocco affascinante di novità, inserita nel gioco teatrale che mantiene lo spirito shakespeariano esaltandone l’aspetto grottesco, libero da rigidità, leggero. Un’operazione vincente, non c’è che dire, con un cast importante che non tradisce le attese, come spesso accade, ma che invece si cala perfettamente in questa follia circense, coloratissima e sostenuta da un gran ritmo che fa volare le due ore di rappresentazione, tanto che quasi dispiace abbandonare la platea.

Paolo Ruffini in SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE (2)Il sogno di Shakespeare, per una volta, vivaddio, è messo in scena con sorprendenti innovazioni come possono esserle le musiche travolgenti e giovani di Roberto Procaccini, le scene e le coreografie di grande bellezza e impatto visivo eccezionale a cura di Annalisa Aglioti, che è anche una bravissima Fior di Pisello, fata dei boschi, le sorprendenti rivisitazioni dei ruoli di una Titania ferina, dominatrice, a suo agio e credibilissima nell’abbigliamento simil-bondage (Violante Placido, straordinaria, che è anche la nobile Ippolita) e Oberon (un Giorgio Pasotti leggero come una piuma, ironico, padrone dei due ruoli, essendo anche il nobile Teseo) ridisegnato in una insolita veste cripto-gay come ci suggerisce il regista, e che ama esprimersi in francese. Perfetto Paolo Ruffini, al quale è stato cucito addosso il ruolo di Puck, folletto si, ma indolente, sornione, divertente e divertito dalle stramberie umane, abile manovratore, “infingardo, ma onesto e mai bugiardo”, romantico. Straordinaria la strampalata compagnia degli Artigiani, composta da Maurizio Lops, Rosario Petix, Stefano Fresi, Dario Tacconelli e Zep Ragone. Sono loro il teatro nel teatro, imperterrito nei secoli, latori di un linguaggio inventato ed esilarante ed è difficile, pur essendo Stefano Fresi un mattatore, stabilire chi sia il migliore tra loro, ognuno eccezionale nel proprio personaggio tanto da raccogliere ovazioni durante i ringraziamenti finali. Ma ognuno, in questo adattamento così fresco e godibile, ha modo di lasciare una bella impressione. Anche Alessandra Ferrara, Claudia Tosoni, Tiziano Scrocca e Antonio Gargiulo, rispettivamente Ermia, Elena, Lisandro e Demetrio, i ragazzi innamorati, hanno modo di lasciare il segno, supportati da una regia attenta alle loro interpretazioni. Senza dimenticare Sara Baccarini, fatina agli ordini di Titania. Questo diretto da Massimiliano Bruno è un Sogno davvero giovane, a dispetto dei secoli di storia, che annienta ogni perplessità, o cattiveria (di cui l’ambiente teatrale è saturo) sul cast “famoso” che si è dimostrato invece all’altezza del compito affidatogli. Un’operazione vincente, di successo, che riesce nell’intento dichiarato da Bruno, quello di esaltare la dimensione onirica e grottesca a dispetto di quella razionale e asfittica, “vivere nella verità del sogno tralasciando la ragione asettica”. Scopo raggiunto, teatro pieno, tanti giovani che assistono in silenzio e si scatenano negli applausi finali, uscendo contenti, spettacolo dal ritmo e dalle immagini moderne senza tradire l’essenzialità originaria, che riempie gli occhi e il cuore. Tutto il resto sono chiacchiere che si porta via il vento. Come un sogno che svanisce al risveglio. Imperdibile. Si replica fino al 28 gennaio.

Paolo Leone

Roma, Teatro Eliseo, dal 9 al 28 gennaio 2018
Produzione L’Isola Trovata presenta:
Sogno di una notte di mezza estate, di William Shakespeare. Adattamento e regia di Massimiliano Bruno. Con: Stefano Fresi, Giorgio Pasotti, Violante Placido, Paolo Ruffini e con Claudia Tosoni, Dario Tacconelli, Rosario Petix, Zep Ragone, Maurizio Lops, Tiziana Scrocca, Annalisa Aglioti, Sara Baccarini. Coreografie Annalisa Aglioti. Scene e costumi di Carlo De Martino.
Si ringrazia l’ufficio stampa del Teatro Eliseo nelle persone di Maria Letizia Maffei e Antonella Mucciaccio

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