“Robin Hood”, Manuel Frattini superstar

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Finalmente a Milano, al Teatro Nuovo, un musical italiano degno di questo nome: Robin Hood, il Musical, di Beppe Dati, diretto da Mauro Simone.

La storia sempre attuale dell’eroe senza macchia e senza paura che ruba ai ricchi per dare ai poveri è ancora e sarà sempre attuale. Si tratta della seconda edizione di uno spettacolo che vide la luce nel 2008: stavolta ha, dopo dieci anni, ancora il volto del numero uno indiscusso del musical italiano, Manuel Frattini. Uno dei pochi, pochissimi, performers italiani di cui si può dire che sappia fare musical. Uno spettacolo che torna rinnovato, nella struttura e nel cast, che non è certamente solo uno spettacolo per bambini ma fa riflettere a tutte le età: esalta l’onestà, l’amicizia, la fedeltà, valori che nel mondo di oggi si stanno un po’ perdendo.

Manuel è ancora uno stupendo Robin Hood, che non ci stancheremmo mai di ammirare: danza, salta e canta come se gli anni per lui non passassero. E’ evidente che si diverte a fare quello che fa, e proprio per questo arriva sempre al cuore del pubblico. Mai scontato, mai banale, mai spento: dalla televisione negli anni ’80 al teatro, un salto difficile che l’ha ripagato in tanti anni di carriera, tanti ruoli, ma anche tanto studio: nasce come ballerino, con un talento incredibile specialmente per il tip-tap, ma impara a cantare e a recitare lavorando duramente. Ha ricoperto sempre ruoli impegnativi: da Cosmo Brown in Cantando Sotto La Pioggia a Gedeone in Sette Spose Per Sette Fratelli, da Seymour ne La Piccola Bottega Degli Orrori fino alla consacrazione con Pinocchio dei Pooh nel ruolo del titolo. Ed ancora Peter Pan, Aladdin, Toc Toc A Time For Musical, Sindrome Da Musical, Cercasi Cenerentola. E, nonostante il grande successo, è rimasto lui, un ragazzo semplice, alla mano, per niente divo.

Al suo fianco debutta in teatro nel ruolo di Lady Marian Fatima Trotta: dalla televisione (Made In Sud, Tale E Quale Show) ad un ambiente molto diverso. Una scoperta: brava, simpatica, talentuosa, a suo agio nel ruolo e con una bellissima voce, affianca degnamente un mito come Manuel Frattini. Giulio Benvenuti è un giovane ed alto Little John, il migliore amico di Robin, una vera forza della natura; con lui, come Robin e Marian, la Lady Belt di Federica Celio: entrambi bravi, simpatici e perfettamente nei propri personaggi. Parlando invece dei “cattivi”, il Principe Giovanni è qui caratterizzato come un bambinone mai cresciuto, invidioso del fratello, Re Riccardo Cuor di Leone, tutt’altro spessore di uomo: Gabriele Foschi è perfetto nel ruolo del bamboccio che ama abusare del potere senza essere in grado di governare (altro atteggiamento molto, troppo attuale nel mondo moderno); con lui, come due metà della stessa mela, Sir Snake, o Sir Biss, il serpente consigliere del Principe qui impersonato dal sempre bravissimo Andrea Verzicco (ex Grillo Parlante in Pinocchio): con un serpente indossato al posto delle maniche della giacca e con modi simile ad un ventriloquo, il perfido rettile rispecchia perfettamente l’originale. Simpaticissimo e cattivo ma per ridere, lo Sceriffo di Nottingham Pietro Mattarelli, una vera macchietta, che smorza il carattere tradizionalmente perfido del suo personaggio con la sua passione per il musical: canta brani da Oklahoma! e Tutti Insieme Appassionatamente e non vuole solo fare lo Sceriffo, vuole fare un musical! A mediare tra buoni e cattivi, buon senso e irruenza, Frate Tuck, l’ottimo, come sempre, Maurizio Semeraro. Completano il cast dieci elementi che cantano, danzano, recitano e cambiano personaggio a seconda della scena: giovani molto talentuosi che con il faro Manuel Frattini non potranno che imparare il mestiere.

Le canzoni di Beppe Dati, la regia di Mauro Simone (ex Lucignolo in Pinocchio), le belle coreografie di Gillian Bruce rendono un prodotto tutto italiano degno della categoria Musical. Da vedere.

Chiara Pedretti

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