Al Teatro Verdi di Trieste va in scena la superba leggerezza di “Così fan tutte”

Data:

 

Trieste, Teatro Lirico Giuseppe Verdi, Dal 20 al 28 aprile 2018

In “Così fan tutte” domina, ed è portato alle estreme conseguenze, un equilibrio perfetto e sovrumano tra leggerezza e intensità da una parte e tra musica e parole dall’altro, somma espressione delle creazioni comuni di Wolfgang Amadeus Mozart con Lorenzo Da Ponte.

L’allestimento proposto dal Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste riprende quello ideato per l’edizione 2015 del Festival dei 2Mondi di Spoleto: elegante e molto tradizionale nell’impianto scenico e nei costumi di Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, riflette le caratteristiche dell’opera soprattutto attraverso la limpidezza e trasparenza data dal fondale che, grazie ad un sapiente e preciso disegno luci, permette di seguire lo scorrere del tempo della bizzarra giornata vissuta dalle due coppie di amanti, divenute loro malgrado oggetto dell’“esperimento scientifico” architettato dall’anziano e disilluso don Alfonso (Abramo Rosalen e Alessio Cacciamani) che, a partire da una cinica scommessa, vuole dimostrare l’impossibilità costituzionale delle donne a restare fedeli.

Per ottenere ciò convince i due soldati Ferrando (Giovanni Sebastiano Sala e Ruzil Gatin) e Gugliemo (Vincenzo Nizzardo e Giuseppe Esposito) a fingere di partire per le manovre militari chiedendo loro di riapparire poco dopo travestiti in modo da mettere alla prova la costanza delle donzelle con l’accortezza di scambiarsi l’oggetto delle rispettive attenzioni in modo da non essere facilmente riconosciuti.

BpV1XZYIn questo incrociarsi dei rapporti ci si potrebbe lecitamente chiedere chi tradisce chi, ma in fin dei conti la questione ha qui ben poca importanza.

Per riuscire nell’intento Don Alfonso utilizza, senza scrupoli e a sua insaputa, Despina (Giulia Della Peruta e Capucine Daumas), l’amabilmente rivoluzionaria cameriera al servizio delle due sorelle ferraresi, la morigerata Fiordiligi (Karen Gardeazabal e Gioia Crepaldi) e la più spigliata Dorabella (Aya Wakizono e Chiara Tirotta).

La direzione dell’Orchestra e del Coro (che ha eseguito gli interventi nella buca o dietro le quinte) da parte del M° Oleg Caetani si è distinta per accuratezza e precisione senza peraltro mai trascurare i cantanti in scena e sfumando l’insita e mirabile ambivalenza tra il comico e il drammatico, tra la beffa e la sincera sofferenza da essa provocata che pervade tutta l’opera e che mostra, con meravigliosa grazia ed infinita dolcezza, la fragilità della natura umana come solo in Mozart è possibile trovare, espressa all’ennesima potenza soprattutto negli assieme.

Nei due cast, costituiti entrambi da giovani interpreti, sussiste una piacevole coerenza interna che li caratterizza in modo evidente: amalgamate le voci del primo, ben distinte quelle del secondo e anche per quanto riguarda la mimica e la presenza scenica viene offerta una diversa e condivisa espressività: garbata la prima compagnia, più disinvolta e frizzante la seconda.

La politica del Teatro, tesa molto spesso ad investire nel futuro dando “voce” e fiducia a giovani (a volte anche a giovanissimi) premia non solo per la possibilità di conoscere tanti nuovi cantanti, molti dei quali si distinguono chiaramente, ma anche perché grazie a loro ci si può nutrire per qualche ora dell’entusiasmo che riescono a trasmettere e che qui si è esplicitato anche nel sostegno dato dal gruppo che avrebbe cantato l’indomani a chi in quel momento si trovava in scena.

In questa bella atmosfera le battute dei recitativi si sono susseguite in modo serrato mantenendo alto il ritmo della vicenda ulteriormente favorito dai puntuali cambi di scena, realizzati con naturalezza e rapidità, che spostano l’azione tra la pubblica via, il giardino e l’interno dell’abitazione di Fiordiligi e Dorabella.

Nel corso della “folle giornata” il complesso meccanismo della burla orchestrata dallo scettico e pre-positivista Don Alfonso travolgerà tutti e farà emergere poco a poco la naturale competizione fra maschi e l’altrettanto spontanea solidarietà femminile.

Forse, sarebbe meglio non voler saper troppo perché, alla fine… così fan tutti.

Paola Pini

Trieste, Teatro Lirico Giuseppe Verdi
Dal 20 al 28 aprile 2018
Così fan tutte
o sia La Scuola degli amanti
Dramma giocoso in due atti K588 di Wolfgang Amadeus Mozart
Su libretto di Lorenzo Da Ponte
Da “Le metamorfosi” di Ovidio e da “La grotta di Trofonio” di Giovanni Battista Casti
Prima rappresentazione: Vienna, Burgtheater, 26 gennaio 1790
Maestro Concertatore e Direttore: Oleg Caetani
Regia di Giorgio Ferrara ripresa da Patrizia Frini
Scene e Costumi di Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo
Disegno luci di Daniele Nannuzzi
Collaboratore alle luci: Fiammetta Baldisseri
Maestro del Coro: Francesca Tosi
Fiordiligi
Karen Gardeazabal (20, 22, 26 e 28/IV)
dama ferrarese abitante in Napoli
Gioia Crepaldi (21 e 27/IV)
Dorabella
Aya Wakizono (20, 22, 26 e 28/IV)
dama ferrarese e sorella di Fiordiligi
Chiara Tirotta (21 e 27/IV)
Guglielmo
Vincenzo Nizzardo (20, 22, 26 e 28/IV)
ufficiale, amante di Fiordiligi
Giuseppe Esposito (21 e 27/IV)
Ferrando
Giovanni Sebastiano Sala (20, 22, 26 e 28/IV)
ufficiale, amante di Dorabella
Ruzil Gatin (21 e 27/IV)
Despina, cameriera
Giulia Della Peruta (20, 22 e 27/IV)
Capucine Daumas (21, 26 e 28/IV)
Don Alfonso, vecchio filosofo
Abramo Rosalen (20, 22, 26 e 28/IV)
Alessio Cacciamani (21 e 27/IV)
Progetto artistico Spoleto festival dei 2Mondi
Prodotto da Fondazione Teatro Coccia di Novara
In collaborazione con Spoleto58 Festival dei 2Mondi
Orchestra, Coro e Tecnici della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste

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