La sfiziosa intraprendenza culinaria di quattro cuoche tra litigi, frustrazioni e inganni nella frizzante e gustosa commedia di G. Ricciardi e Romeo Piparo BELLE RIPIENE

Data:

Al Teatro Sistina di Roma, fino al 2 dicembre 2018

Uno dei piaceri più ricercati dagli Italiani è IL BUON PASTO, il cibo sano e succulento che fa onore alla tavola, con quei ”luculliani” conviti che erano la gioia dei Quiriti e che ancora oggi gratificano la gente, l’amicizie e gli incontri di lavoro dopo una stressante giornata d’impegni. Ecco perché s’aprono sempre più ristoranti di lusso con chef di prima qualità ed elevata competenza per guadagni assicurati e cospicui,inducendone molti a presentare in TV le proprie ricette gastronomiche ed a concorrere nelle relative trasmissioni per il titolo di “master chef”, con piccanti polemiche tra loro ed accuse ai giudici. Da tale rilevanza sociale della questione è scaturito il brillante e spassoso lavoro a 4 mani,quelle di GIULIA RICCIARDI e del maestro e regista MASSIMO ROMEO PIPARO, che tratta i retroscena del nuovo ristorante: BELLE RIPIENE che IDA, incarnata da Rossella Brescia con spirito manageriale, lasciato il ruolo di cubista e show-girl, ha inaugurato con un in’ingente erogazione dagli strozzini, che dovrebbero essere ripagati con l’acquisizione di una seconda stella. Ha assunto altre tre cuoche di provenienza diversa che si muovono freneticamente davanti ai fornelli nella preparazione delle pietanze, discorrendo alterate e furiose della propria esistenza e del rapporto familiare con il marito. La chef ADA, istrionica ed irresistibile Tosca D’Aquino, è indispettita dall’arrivo nel locale di Pietro Paolo, l’ex marito, con la nuova amante a cui vorrebbe giocare un brutto tiro con cibi controindicati per le sue allergie, dopo aver minacciato con un coltello affilato le altre; R. Lanfranchi Romana è angustiata dai 5 figli che il consorte le ha procurato consecutivamente, non essendoci poi mai.La salentina DADA è impersonata da S.Sardo che è ludopatica e s’è giocata al lotto la caparra,da dare al cantante “mezzacapa” per il matrimonio gay di Pietropaolo, che finisce per sconvolgere ADA gettandola in un incomprensibile sconforto per la natura diversa dell’ex coniuge. IDA, per non chiudere e rimetterci i soldi, dovrà improvvisare un appassionato ”burlesque”, seducente nel pentolone dei pomodori, scongiurando il tracollo finanziario pure allorché arrivano i carabinieri del NAS per l’ispezione,in seguito a malversazioni in cucina tra una litigata, uno scontro verbale, scatti d’ira da depressione ed il temuto sopralluogo dell’ispettore al fine della promozione stellare del ristorante,con rimando in tal caso al “revisore generale” di N. Gogol. Alla fine, dopo tanti impostori scrocconi,un anziano funzionario le premia e possono far festa,come gli spettatori del teatro che assaporano le prelibatezze cucinate con la consulenza dello chef rinomato Fabio Toso.Lo spettacolo resterà in cartellone al SISTINA fino al 2/12.

Giancarlo Lungarini           

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