Rebecca Bertotto. Un’amante dei riflettori puntati addosso

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Stare al centro dell’attenzione non la infastidisce. Tutt’altro. Che sia per un set fotografico o nella vita quotidiana, Rebecca Bertotto adora avere i riflettori puntati addosso. E lei, con semplicità ed eleganza, sa indossare i panni della ragazza acqua e sapone pronta a trasformarsi in un misto di sensualità e femminilità. D’altronde, il rapporto con la macchina fotografica per lei è iniziato presto. “Avevo circa 3 anni, ovviamente non ricordo nulla e non realizzavo ciò che stava succedendo attorno a me, ma evidentemente i miei genitori ed il fotografo avevano già capito quali sarebbero state le mie passioni da grande” racconta con la semplicità di sempre. Oggi, che di anni ne ha 19 e in tasca ha da poco un Diploma negli studi di moda, è pronta per giocarsi le sue carte. Dalla sua Torino, ha iniziato a farsi conoscere agli italiani attraverso i social. Le collaborazioni di prestigio hanno fatto il resto. “Tutti i lavori che ho fatto sono stati soddisfacenti e motivo di crescita e apprendimento – racconta Rebecca – Artisti per me importanti sono quelli a cui tuttora mi ispiro, tutte donne molto indipendenti, principalmente legate al mondo della moda e della fotografia, che usano i social per farsi conoscere”. L’elenco delle donne da cui trae ispirazione è lungo: @beyandall, @adelegrisoni, @anyuta _rai, @nimabenati, @giulianatiofficial, @kyliejenner. Ad essere sinceri, Rebecca ha la loro stessa voglia di crescere. E la fotografia è l’arma con cui intende farlo.

Come nasce il rapporto con la fotografia?

Prima di iniziare a posare, non mi sentivo per niente fotogenica, ero sicura di non esserlo. Poi, il primo fotografo con cui ho scattato “da grande”, mi ha fatto ricredere. Avevo circa 13-14 anni. Ma prima di prendere confidenza con la macchina fotografica, dovevo prendere confidenza con me stessa.

E qui sono entrate in gioco le sfilate e i concorsi di bellezza.

Il mio primo debutto in passerella, è stato, per me, una svolta. Emozionatissima e ancora piccola, indossavo un abito marchiato “Rinascimento”. Penso che quel momento non lo dimenticherò mai, mi sono sentita bella e sicura di me stessa, ogni donna dovrebbe sentirsi così tutti i giorni. Con il passare del tempo, tutto ciò ha iniziato a far parte del mio quotidiano, ed io mi sono sentita sempre più disinvolta e più grande.

Ed ecco che l’elenco dei lavori ha iniziato ad allungarsi.

Le mie prime collaborazioni fotografiche, sono nate un po’ “per gioco”, ma ho iniziato a prendere seriamente la questione, quando ho visto che effettivamente, le foto non erano affatto male. I momenti di formazione sono stati e continuano ad essere tanti, direi tutti: “sempre” è il momento buono per imparare qualcosa.

Momenti forti che non sono stati solo fotografici.

È così, penso in particolare alle vittorie interiori: ogni giorno vinco interiormente apprezzandomi, lo auguro a tutti. La paura di mettersi in gioco non credo di averla mai provata, sarà per via del mio carattere forte.

Cos’è per te la fotografia?

La fotografia mi ha tolto timidezza e mi ha dato un possibile futuro, chissà.

Cosa ti spinge a buttarti?

Direi la moda legata alla fotografia, che è un continuo “chiedere e dare novità”, è un continuo “volere di più” da tutte noi, fashion victims.

Non solo fotografia e moda nei tuoi sogni…

Ho studiato recitazione qualche anno fa, e ciò mi ha spinto ad inviare candidature per provare a far parte anche del mondo della tv. Infatti mi hanno contattato e ho fatto recentemente alcuni provini per Mediaset, che hanno avuto un riscontro positivo… si vedrà! Il mondo dello spettacolo mi piace e non mi piace. A volte ha successo chi non lo merita.

Lasciamo il set da parte. Chi è Rebecca Bertotto?

Caratterialmente parlando, credo di avere tanti difetti: testardaggine al primo posto, sono un po’ egocentrica, e al contrario, alcune volte anche timida… Ma preferisco parlare dei pregi: sono sicuramente molto determinata, ambiziosa, mi piace prendermi grandi responsabilità, per dimostrare agli altri, ma prima di tutto a me stessa, che sono in grado di raggiungere molti obbiettivi. Quello che più mi piace del mio carattere è che non accetto un “no” come risposta, e questo può rivelarsi un pregio per la mia perseveranza, ma un difetto per la mia insistenza, che però mi porta ad ottenere, sempre! Chi mi conosce lo sa bene.

E fisicamente?

Una delle cose che più mi penalizza fisicamente è la mia altezza, sono 1,60 circa: altezza perfetta per indossare un bel tacco, ma senza? Nel mondo della moda questo mi ha sempre limitato.

Oltre a moda e fotografia, quali passioni?

Mi piace molto prendermi cura di me stessa, allenarmi in palestra, organizzare eventi, ed aiutare gli altri a dare il massimo in qualsiasi campo. Mi piace anche ballare, e vorrei saper cantare.

Come ti piace vestire?

Sono molto esibizionista, amo il bello, mi piace non passare inosservata. Vesto sempre il più stravagante possibile, con colori forti, gonne ampie di tulle, pellicce, occhiali particolari e amo i tacchi, li metterei anche per dormire e per andare in palestra. Io provo sempre a farmi notare. Esagero, in tutto. In molti mi danno della “snob”, forse un po’ è così, ma in senso buono. Basta provare a conoscermi.

Tu e i social: che rapporto hai?

I social ormai fanno parte del quotidiano: sono una droga, poi c’è chi riesce a disintossicarsi, e chi invece, come la nostra generazione, ci finisce sotto. Io amo i social, se usati nelle giuste “dosi”. Conosco persone che trasmettono sui social messaggi giusti, che devono essere condivisi e divulgati. I social aiutano.

Ti reputi una influencer? Ci scrivi i tuoi canali?

Non mi reputo una influencer, né tantomeno una blogger: eppure, per qualche strano motivo, le persone mi ascoltano, e questo mi piace, mi dà “potere” ed ancora più sicurezza. Spesso mi scrivono ragazze per chiedermi “ma tu come fai ad essere così come sei?”, e io non so come rispondere, perché io sono solo me stessa, e mi piace aiutare gli altri ad uscire fuori dagli schemi e a superare i loro limiti. Esercito una certa influenza, soprattutto sul carattere di molte ragazze, che, frequentandomi o semplicemente seguendomi sui social, si migliorano e mi ringraziano. Ma fondamentalmente non sono nessuno, per ora.

Che progetti hai per il futuro?

Tanti, ma tutti segreti. Tra dieci anni (anche meno), mi vedo come l’iconica Miranda Priestly, direttrice di Runway ne “Il Diavolo veste Prada”.

Luca Fina

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