Quotidiano di Cultura diretto e fondato da Stefano Duranti Poccetti nel 2011

Maschere degli Aurunci, canti e balli centromeridionali per il carnevale della tradizione popolare con l’orchestra del maestro Sparagna

Data:

Alla Sala Petrassi, Auditorium Parco della Musica di Roma, il 23 febbraio 2019

Ancora una volta il maestro fisarmonicista Ambrogio Sparagna non ha sbagliato un colpo nell’impostazione del suo spettacolo folkloristico dedicato alla festa profana del Carnevale, in cui era lecito sospendere il tempo feriale e rovesciare la realtà sociale, consentendo ai servi d’imporsi ai loro padroni concedendosi delle libertà trasgressive,ribellandosi agli ordini. L’appuntamento era molto atteso e la più piccola sala dell’AUDITORIUM era gremita in ogni suo posto,con molti bambini a gustarsi le maschere, i suoni e gli stornelli di questo periodo profano. Sparagna ha concentrato il suo studio rituale ed ancestrale sull’Italia centro meridionale,partendo dai suoni,  ritmi e maschere con campanacci dei monti Pontini degli AURUNCI, dove a monte Marano sul golfo di Gaeta è nato. Cantante centrale della serata è stata la brava ed affascinante figura mediterranea di Francesca Marangiu che ha cantato con la sua possente voce una filastrocca con la fonetica zoologica e l’altra con il ritornello ”trallallera” che i contadini si scambiavano tra battute,epiteti coloriti e motti gergali mentre si recavano nella loro Sardegna con i carri in campagna per la primavera. Dalla Calabria è giunta Federica Giordano che con il virtuosismo della lira c’ha fatto sentire la vivace musica popolare della vecchia terra dei BRUZI, cui s’è unito il giovane Domenico TREGLIA, accompagnati dal valente coro multigenerazionale diretto da Anna Rita COLAIANNI. La parte coreografica è stata curata da Francesca Trenta con ragazze cinte di fiori, costumi del basso Lazio e balli vivaci con corone di fiori, portando aste di legno con stelle filanti e tipi zoomorfi con teste cornute. Dell’Italia meridionale erano le danze più dinamiche,sfrenate e folcloriche, come la ”Tarantella da due lire” della Calabria con il gruppo di Monteparano. Alla fine sono sfilate al centro della sala,dopo il funambolico ed applaudito Ambrogio con i suoi sodali musicisti, le maschere vestite di bianco,come tanti variopinti pulcinella con i loro tri –trac per l’esibizionismo nella Cavea, da dove erano inizialmente partiti.I Prossimi incontri di ciclicità temporale con Sparagna, sicuramente di forte successo vincente come partecipazione e gradimento di pubblico, sono fissati per il “5 maggio” con”canta maggio” ed il 30 giugno nel summer festival in Cavea con tarantella Gipsy e tanti importanti ospiti gitani e non.

Susanna Donatelli e Giancarlo Lungarini

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