Quotidiano di Cultura diretto e fondato da Stefano Duranti Poccetti nel 2011

Nico de Corato, tra Dubai, sport ed editoria

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Nico de Corato è sicuramente una figura polimorfa. Negli Emirati Arabi viene chiamato dai suoi amici emiratini Abu Yasmin (“il Papà di Yasmin, secondo nome di sua figlia”), usanza tipica del mondo arabo (ma che ritroviamo spesso anche in alcune città del sud italia): quella di essere chiamato in questo modo dopo che nasce il primogenito. Sportivo, attivo nel mondo del social media marketing e da qualche anno anche in quello dell’editoria, ha scelto dal 2004 Dubai come sua città privilegiata. Ascoltiamolo.

Ciao Nico, raccontami di te e Dubai, come è nata questa sinergia tra te e la città?

Ciao Stefano, io sono arrivato a Dubai nel 2004 in occasione del mondiale di moto nautica Class 1, devi sapere infatti che ancora oggi sono parte di un team di elisommozzatori volontari. Dubai mi è piaciuta fin dall’inizio, mi ha trasmetto un’energia; ho avuto la percezione che qui ci fossero i presupporti per poter creare qualcosa (all’epoca non sapevo ancora esattamente cosa) e ho costruito qui solide basi per il mio futuro. Sono ingegnere delle telecomunicazioni, ma oggi svolgo prevalentemente attività imprenditoriale nel campo del social media marketing. La società è cresciuta molto e siamo impegnati anche in produzioni video importanti. Collaboriamo con Red Bull, Nikon, e seguiamo le produzioni video di Vittorio Brumotti, tanto per citare qualche nome. Sono anche uno speaker della Nikon School.

So che sei anche molto sportivo…

Sì, sono un ultramaratoneta e l’esperienza più dura che ho fatto in questo senso è stata una 140 chilometri in solitaria, terminata in 23 ore. Questa mi ha dato anche molta risonanza sia sul piano nazionale che internazionale, visto che la notizia è stata battuta da importanti testate. Ma sicuramente il momento più intenso è stato quando ho incontrato HH Sheikh Hamdan (principe ereditario di Dubai) che mi squadra e poi mi dice: “ma tu sei quello che ha fatto la 140 Km di corsa…” È stata un’emozione indescrivibile.

Di questa maratona ci sono video anche sul tuo canale Youtube.

In effetti sto lavorando molto su questo nuovo progetto YouTube e v’invito a visitarlo. Ci sono tanti video interessanti e anche molto visti, come per esempio “I miei cinque motivi per vivere a Dubai”, dove vi spiego da vicino la città. O anche l’intervista che ho fatto a Benedetta (una dipendente della IICUAE) che è andato virale e ha fatto mezzo milione di visite in meno di 2 mesi. È stato trasmesso anche su TG3.

Sei anche impegnato nel mondo dell’editoria.

Mi sono impegnato in tre pubblicazioni. Una riguarda l’apprendimento del dialetto emiratino; si tratta infatti del libro “Dialetto Emiratino” dove ho curato la parte italiana, mentre la parte emiratina è stata realizzata da Abdulla Al Kaabi e Hanan Al Fardan. Le altre due invece sono la versione irachena ed emiratina del “Piccolo Principe”; in questo caso ho coordinato il progetto ma ci sono stati poi due autori madrelingua (rispettivamente A. Tawfiq e Abdulla Al Kaabi) che si sono occupati della traduzione. Devi sapere che sono un vero appassionato di questo libro e sono stato onorato di potermi associare ad uno dei capolavori della letteratura mondiale, ad oggi il libro più venduto al mondo e quello più tradotto al mondo dopo la Bibbia. Sicuramente quello più tradotto in dialetti locali.

Ultima domanda, come è nato il rapporto tra te e Debora Cattoni?

Il contatto è nato su Instagram dopo la pubblicazione proprio di una mia foto insieme a HH Sheikh Hamdan. Spero che potranno nascere delle belle collaborazioni.

In foto de Corato con lo sceicco Hamdan, dove Nico gli sta mostrando la copertina di OutdoorUAE, dove si parla della sua 140 Km. Foto di Ali Essa (fotografo di Hamdan)

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