La Scuola di Danza del Teatro dell’Opera: una vera fucina d’idee

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La direttrice della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma ci presenta la sua scuola, il saggio-spettacolo di domenica 7 luglio al Teatro Costanzi e, soprattutto, le sue linee programmatiche dell’anno appena concluso e di quelle in futuro. Con un bilancio che va a ritroso, ma non troppo, anche perché quest’anno accademico ha regalato grandi emozioni per i festeggiamenti dei novant’anni della scuola e per l’istituzione del Corso biennale per Insegnanti di Danza Classica. Un anno intenso che riporta dunque i ballerini di Laura Comi al Teatro Costanzi, palcoscenico storico e carissimo soprattutto all’etoile che oggi dirige la scuola nelle prospettive che furono già sue in tempi non sospetti. Eppure oggi quella stessa garbata e caparbia donna dalle mille sfaccettature artistiche e culturali ha immaginato per i suoi giovani talenti un futuro anche oltre il palcoscenico, al di là delle esibizioni. Ovvero la missione e la professione di insegnante attraverso il Corso biennale che resta la più valida alternativa per chi resterà accanto a Tersicore ma non necessariamente sul palco, con il corso che dirige accanto ai docenti Lia Calizza, Annamaria Salzano, Silvia Bassi, Valentina Canuti, Laura Di Renzo, Massimiliano Craus e Giuseppe Annese per sopperire al vuoto legislativo italiano ancora in essere in questi anni in materia di insegnamento della danza classica. Ma ora entriamo nei dettagli, quelli dello spettacolo del 7 luglio in cui l’intera scuola darà sfoggio delle molteplici sfumature acquisite con i coreografi ospiti Giorgio Mancini e Mauro Bigonzetti, ed il coreografo residente Eugenio Stigliano con il suo laboratorio dedicato ai corsi professionali medi e superiori, oltre al consueto tuffo nel passato coreutico dell’Ottocento romantico con uno “Schiaccianoci divertissement”. La stessa Laura Comi ci spiega come il programma di quest’anno si componga di coreografie dallo stile dissimile tra loro. Durante il percorso di studi che proponiamo, gli allievi hanno la possibilità di incontrare maestri e coreografi di diversa provenienza artistica. La serata del 7 luglio rappresenta una sintesi del lavoro svolto durante l’anno. Tramite lo studio assiduo e quotidiano, l’attenzione, come sempre, è finalizzata alla realizzazione di uno spettacolo in cui la Scuola di Danza dimostra nel migliore dei modi, come lo studio tecnico sia al servizio dell’evoluzione artistica. La serata si apre con due creazioni realizzate proprio per i nostri allievi: “Imago” del maestro Giorgio Mancini sulle musiche di Joseph Haydn, Jean-Philippe Rameau e Christoph Willibald Gluck. A seguire “Geometrie per due quintetti” del maestro Eugenio Scigliano sullo spartito di Luigi Boccherini. Segue poi la coreografia “Turnpike” del maestro Mauro Bigonzetti, ripresa da Annamaria Galeotti su musiche di Johann Sebastian Bach, che gentilmente ha concesso alla Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma di riportare in scena questo suo lavoro del 1991 con un gruppo di ragazzi del settimo e dell’ottavo corso. La serata si chiude con “Schiaccianoci divertissement” dei maestri Ofelia Gonzalez e Pablo Moret sulle musiche naturalmente di Piotr Ilich Ciaikovskij. Un classico del nostro repertorio che impegna ragazzi dal quinto all’ottavo corso stimolandoli nella tecnica, nello stile e nell’interpretazione. Insomma un programma articolato che desideravo portare in scena per una più completa presentazione della Scuola di Danza, e per premiare il lavoro dei ragazzi e di tutto il corpo docente. Obiettivi didattici e finalità educative che la direttrice romana rincorre ogni giorno accanto ai buoni propositi artistici e che il soprintendente Carlo Fuortes ha sottoscritto a più riprese in questi anni di sodalizio in Fondazione. Ed anche in questa occasione non ha voluto far mancare il proprio appoggio incondizionato alla direzione ed ai tanti giovani impegnati in scena domenica 7 luglio: la qualità artistica e la crescita delle professionalità dell’intera Fondazione partono dai più giovani. A loro si dona quotidianamente il meglio della nostra conoscenza e competenza, a loro si guarda con gli occhi pieni di speranza per la cultura ballettistica del nostro Paese. Il lavoro svolto da Laura Comi e dal suo staff è lodevole e la passione che lo anima uno stimolo per tutti noi.

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