Cena tra due coppie di amici con ”il gioco della verità” nella brillante commedia francese ”La menzogna”

Data:

Al Teatro Ambra Jovinelli di Roma, fino al 15 dicembre 2019

Ancora una volta la comicità transalpina ci fornisce un ottimo lavoro di sarcasmo e censura dell’etica sociale prendendo  spunto dalla cena mondana tra amici e sodali borghesi,che discettano delle loro imprese finanziarie tra convenevoli e confessioni del loro vissuto. Insomma siamo nel congegno ad orologeria del “vaudeville” del classico G.bFeydeau che viene attualizzato in versione moderna dall’autore contemporaneo F. ZELLER in un salotto luccicante con vetrata retrostante. Sulla cucina, nei quali spazi avviene il divertissement al massacro tra Paolo ed Alice, Lorenza e Michele, che si conoscono da diversi anni.Alice domanda agli altri convitati che cosa dovrebbe fare se vedesse il marito di una sua amica abbracciato fedifragamente ad un’altra donna e l’editore Michele le risponde che, per evitare ulteriori guai, dovrebbe usare la diplomazia od un tocco di gentilezza, le buone maniere del galateo della casa, stavolta l’ipocrisia a fin di bene, come fa lui con gli scrittori di brutti romanzi. Siamo al limite tra perbenismo e “faccia tosta”, svelamenti  di segreti e frustazioni, derivanti da desideri carnali, lussuria sensuale, bugie di apparente copertura a tutela dell’onorabilità personale. ”Occhio non vede e cuore non duole” in chiave individuale, invece salvare l’esteriorità in quella pubblica, sono i principi cardine della morale puritana facile ad essere raggirata, trasgredita nei suoi valori. Allorché Alice va in cucina a preparare l’arrosto Michele la segue, mentre Paolo resta sulla scena con LORENZA, quasi a significare quale sia in effetti la sostanza dei rapporti. Poi a rotazione Paolo ed Alice si dichiarano traditori della fedeltà coniugale almeno per una volta per provare l’amore e la reazione dell’altro, provando la rivelatrice e furente gelosia come avviene. Ma quale sarà la realtà? Il commediografo non ce lo manifesta, suggerisce che sono solo parole in libertà e teatro d’illusione,maschera, che ci si toglie confessando d’essersi inventato tutto.Sta qui la verità o è soltanto un barare, un mentire,per conservare la licenza di comportamento,il tradimento,come indice dell’esistenza adulterina di oggi? Struggenti sono gli attori che si calano perfettamente nei protagonisti.Alice è la bella partenopea Serena Autieri che s’è voluta confrontare con una donna lontana da lei ”anni luce”, Paolo Calabresi è l’ordinato e sicuro di sé Lorenzo, mentre Totòonnis è l’astuto Michele ed Eleonora Vanni l’intrigante e tentatrice Lorenza. Il regista Piero Maccarinelli è acuto nel realizzare un finale aperto a due soluzioni, lasciate alla svelta dello spettatore.

Susanna Donatelli e Giancarlo Lungarini

Foto Fabio Iovino

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