Fumetti, giochi, videogiochi, musica, Giappone e tanto altro: ecco il ricco menù della prima edizione di “Umbriacon”

Data:

Umbriafiere, Bastia Umbra (PG). 20-21 gennaio 2024

Il polo fieristico di Umbriafiere ha ospitato la prima edizione di “Umbriacon”, festival dedicato alla Cultura Pop a trecentosessanta gradi, con un occhio di riguardo per il Giappone: fumetti, giochi, videogiochi, concerti, esposizioni, incontri con autori, concerti, performance e lezioni. L’evento, che si propone di diventare un punto di riferimento per i nerd perugini e non solo, è stato allestito in tre padiglioni, suddivisi per aree tematiche: fumetto, giochi e gaming.

Nel padiglione rosso, quello rivolto principalmente al mondo del fumetto, si potevano ammirare opere di autori Disney, oltre che manga e fumetti italiani; presenti, per incontrare il pubblico ed effettuare firmacopie, nomi del calibro di Kevin Eastman (cofondatore delle Tartarughe Ninja) e Kenji Watanabe (famoso per i Digimon e i Tamagochi), oltre a una nutrita rappresentanza di autori italiani, come Alessandro Vitti e Valentina Pinti. Tra le case editrici che hanno partecipato alla fiera, citiamo almeno due istituzioni del mondo manga, come la perugina Star Comics (con lo stand “Starshop”) e la milanese J-Pop Manga; i fan del Giappone potevano poi trovare altro pane per i loro denti negli stand con in vendita Funko Pop! e action figure. Letteralmente gustosi gli stand dedicati alla gastronomia giapponese, con in vendita prodotti tipici come i mochi (i celebri dolcetti di riso), e il bubble tea, nato a Taiwan ma diffuso anche nel Paese del Sol Levante.

Nel padiglione blu c’erano prevalentemente stand specializzati in giochi da tavolo e di carte (come il celebre Magic), oltre alle incredibili installazioni “Lego” allestite dai ragazzi di Marche Brick; davvero riuscita la simpatica operazione-nostalgia dello stand “Noi che negli anni 90”, in cui era stata ricreata la “cameretta” dell’adolescente-tipo di quel periodo, con oggetti iconici come i mitici orologi Swatch, il poster di Michael Jackson, le videocassette, il Super Nintendo, la prima PlayStation, le automobiline-giocattolo della Formula 1…

Il padiglione verde era un’enorme area consacrata alla pratica ludica in tutte le sue forme: giochi da tavolo, di carte, di ruolo; costruzioni “Lego”; videogiochi. Riguardo questi ultimi, come non menzionare l’angolo dedicato ai titoli arcade che hanno spopolato nelle sale giochi negli anni Ottanta e Novanta, con la presenza di numerosi cabinati che hanno permesso di giocare, sia a chi c’era allora che a chi non era nemmeno nato, a perle del calibro di Bubble Bobble, Pac-Man, Wonderboy e Tekken? Divertenti e curiosi i due omaggi riservati a Nintendo, con un Super Mario Land giocabile su un Game Boy collegato a uno schermo a forma di Game Boy gigante, e un Super Mario Bros da giocare in un’inedita “modalità cooperativa”, cioè con una plancia comandi cosi grande da rendere necessaria la presenza di un primo giocatore, sulla sinistra, per manovrare la croce direzionale, e quella di un secondo, sulla destra, a premere i pulsanti “A” e “B” per correre e saltare. Ma nel settore videogiochi non c’erano soltanto ironia e nostalgia: gli organizzatori hanno pensato infatti anche ai giocatori più “seri”, cioè ai competitivi, allestendo tornei basati su titoli di successo del presente, come EA Sports FC 24, Mario Kart 8 e Fortnite. Uno stand apposito ciascuno è stato riservato anche per due club d’eccezione: quello della Realtà Virtuale e quello di Star Wars.

Oltre a tutto ciò, il festival è stato impreziosito dalle partecipazioni di ospiti di livello, come l’attore Maccio Capatonda e il fumettista e divulgatore Dario Moccia, senza dimenticare gli acclamatissimi concerti di Cristina D’Avena e Giorgio Vanni, due che – c’è bisogno di dirlo? – hanno fatto la storia delle sigle dei cartoni animati in Italia.

Che altro dire? Un battesimo simile lascia ben sperare per il futuro di “Umbriacon”: buona la prima!

Francesco Vignaroli

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