BOMBAROLO: INTERVISTA A MATTIA MARIANO

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Mattia Mariano, Lecce, classe 1993 è un giovane artista, cresciuto artisticamente col RAP, per quanto oggi non sia propriamente un rapper. Ha lavorato da solista (alias COLPA) e in gruppo (BADFELLAS, 73100MOB), avendo modo di levarsi già varie soddisfazioni: centinaia di migliaia di visualizzazioni con i suoi brani da solista e in gruppo; la produzione di uno skit per lo “Zoo di 105”; secondo posto al “Global Rap Superstar Italy” e collaborazioni con artisti conosciuti a livello nazionale come OG EastBull e 23.7. A un certo punto decide di fermarsi un po’ e dopo una pausa dalle scene nel 2019 firma con la JEANS (Etichetta fondata negli anni ’70 da R. Cocciante, M. Luberti A. Bettini, P.A. Cassella) e ritorna sulle scene musicali col suo nome anagrafico e un nuovo lavoro: “BOMBAROLO”. Oggi Mattia ci concede un po’ del suo tempo per parlarci un po’ della sua carriera artistica.

Ciao Mattia, allora, raccontaci un po’ di te e del tuo percorso artistico…

Ho iniziato a cantare giovane, dalle superiori, prima di far parte del gruppo musicale. Facevo Rap, ma poi negli ultimi due anni mi sentivo fuori luogo nel genere; sentivo il bisogno di sperimentare qualcosa di nuovo. Mi sono sciolto dal gruppo e mi sono trovato un po’ da solo. È un periodo in cui De Andrè mi ha fatto compagnia, fino ad arrivare alla creazione di “Bombarolo”, il mio primo disco non Rap.

Il tuo Ep “Bombarolo” sarà disponibile sulle piattaforme dal 14 gennaio 2020 ed è stato anticipato dal primo singolo “La Ballata dei Dimenticati”, uscito il 20 dicembre in radio e si troverà anche su PRESAVE su Spotify. Ci parli di questo singolo che anticipa il tuo Ep?

Partiamo dal presupposto che è l’ultimo brano dell’Ep e tutti gli altri singoli hanno un loro collegamento logico. Proprio per citare De Andrè, ho voluto riprendere il suo “Bombarolo”, però con un Bombarolo che si rende conto d’essere un emarginato, al pari delle le prostitute, tossicodipendenti, alcolizzati. Al pari di tutte le sotto-categorie che non sono quindi – oggi come negli anni Settanta – non funzionali al sistema.

E com’è andato questo brano?

Sta andando tendenzialmente molto bene, anche perchè penso di aver creato delle musiche orecchiabili e quind credo si tratti di un approccio all’ascolto molto facile. Anche se, per assurdo, è il testo complesso. Sta dando molte soddisfazioni.

Premetto che parliamo di una canzone che se andiamo a vedere ha oltre diecimila visualizzazioni su youtube, dove troviamo anche il video. Ricordo che, come abbiamo detto prima, “Bombarolo” è uscito dal 14 gennaio 2020. Ma quali progetti hai per tuo presente?

Ci piacerebbe fare dei live, stiamo lavorando su questo.

È da evidenziare che sei molto seguito dalle persone e non solo coetanee, giusto?

Sì! per assurdo la gente adulta è molto interessata a questo progetto, probabilmente perché riprende la musica dei loro anni… è una bella sensazione vedere che la gente adulta si interessa alle mie canzoni.

Bene Mattia, io non ti faccio più domande anche perché molte cose le hai già dette. Ci tengo a chiudere questa intervista, ringraziandoti del tuo tempo ed evidenziando che “Bombarolo” (Prodotto per la JEANS Record Label da JackOne) è un breve concept album che fonde sonorità attuali e passate, ispirato alle opere di DE ANDRÉ e in particolare dal personaggio dell’album di DE ANDRÉ “STORIA DI UN IMPIEGATO”. In questo disco tu esplori la parte più oscura e negativa della persona dando vita ad un personaggio, PLAQO, che è il protagonista dei 5 brani che costituiscono i 5 capitoli di questo racconto. “Bombarolo” è un mix di linguaggi e sonorità odierne con riferimenti e citazioni, sia nel testo che musicali, al cantautore immortale di Genova.

In conclusione, chiudo con una tua dichiarazione: “Questo progetto nasce dall’esigenza di reinventarmi dopo il mio percorso nel rap. Ho provato a portare un personaggio come “il Bombarolo” di De André nella mia realtà, così è nato Plaqo, il protagonista di questo Concept. So che è una scelta rischiosa avvicinare Trap e Canzone D’Autore ma ci tenevo a ripartire in questo mio nuovo percorso con un tributo ad un artista come De André, che ha contribuito a cambiare il mio modo di vedere la musica.” Un disco da ascoltare e scoprire.

Giuseppe Sanfilippo

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