Il 70° Festival di Sanremo 2020: Un successo da raccontare

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Si è da poco concluso il 70° Festival di Sanremo 2020, svoltosi come ogni anno al Teatro Ariston di Sanremo dal 4 all’8 febbraio 2020, condotto da Amadeus, il quale è stato anche il direttore artistico.
La direzione musicale è stata affidata per la seconda volta a Leonardo de Amicis, che è tornato nel ruolo di direttore musicale dopo sedici anni.
La regia è stata diretta da Stefano Vicario, il quale aveva diretto le edizioni del 2004, 2005, 2009 e 2012, mentre la scenografia è stata curata da Gaetano Castelli, storico scenografo del festival, la cui assenza durava dal 2012.
Altro ritorno è stato quello di Peppe Vessicchio: il direttore d’orchestra è tornato all’Ariston ed è stato accolto da una vera e propria ovazione, in teatro ma anche sui social network. Lui ha diretto l’orchestra per il brano “Dov’è?” della band Le Vibrazioni, successo indiscusso di questa competizione canora, classificatosi al quarto posto nella classifica finale del Festival.
Amadeus nel corso delle serate è stato affiancato da Fiorello e da dieci co-conduttrici: Rula Jebreal e Diletta Leotta nella prima serata, Laura Chimenti, Emma D’Aquino e Sabrina Salerno nella seconda, Georgina Rodríguez e Alketa Vejsiu nella terza, Antonella Clerici e Francesca Sofia Novello nella quarta, e le già citate Leotta, Novello e Salerno nella serata finale.
Delle bellissime donne che hanno affiancato Amadeus sicuramente ricorderemo l’emozione del ritorno in tv di Antonella Clerici.
Il direttore di Rai Uno in conferenza stampa ha celebrato la bravura della Clerici esprimendo la ferma volontà di riportare Antonella Clerici sulla Rete Ammiraglia con le seguenti affermazioni ”Credo che Rai Uno senza Antonella Clerici sia una bestemmia. È una donna autorevole, e io credo che Rai Uno debba tornare a codice di autorevolezza. Antonella è ludica, coraggiosa, ma autentica e non ha mai creato filtri con i telespettatori. Per me sarà una colonna della rete ammiraglia!”
Parole che hanno toccato nel profondo la conduttrice, che si è commossa alla presenza dei giornalisti. «Sono lacrime di gioia e anche di riconoscenza, perché per me è stato un anno complicato, di sentire le tue parole e di sentirmi circondata da questo affetto ne avevo un po’ bisogno, scusate», ha affermato Antonella Clerici emozionata.
Durante la serata a tutti è bastato rivederla bellissima, serena, sorridente, spontanea, semplice nel suo splendido e pomposo abito rosso, che solo lei sa indossare con la giusta eleganza e, ironia che da sempre la contraddistinguono. Antonella ha vinto, ha battuto tutti, protagonisti e non, polemiche e cattivi esempi, bellezza e ogni altra scelta apparsa in mondovisione. L’ufficio stampo Rai con orgoglio ha annunciato il picco che ha fatto superare il sognato 50%: l’ingresso di Antonella Clerici con il suo abito rosso è stato tra i momenti più visti della quarta serata.
È stato il festival dei super ospiti, il palco sanremese ha visto l’ingresso di grandi artisti che hanno fatto la storia della musica: Al Bano e Romina, Massimo Ranieri, Ricchi E Poveri e, Tiziano Ferro protagonista indiscusso per tutte le cinque serate.
Abbiamo visto il ritorno insieme sul palco di Al Bano e Romina Power con un loro inedito “Raccogli l’attimo” scritta da Cristiano Malgioglio presente in prima fila al Teatro Ariston, salutato da un caloroso applauso del pubblico. La coppia è tornata a calcare la scena in coppia con un nuovo singolo, dopo ben 25 anni. Il duetto ha ricordato i vecchi tempi cantando il brano più famoso “Felicità” con standing ovation dei 4200 ospiti del Teatro.
Altra reunion è stata quella dei Ricchi e Poveri, un vero evento nella storia della musica italiana e nella storia di Sanremo, che sono tornati sul palco dell’Ariston al gran completo, con la presenza di Angela Brambati, Franco Gatti, Marina Occhiena e, Angelo Sotgiu. Il quartetto è arrivato all’Ariston per festeggiare i 50 anni della loro hit “La prima cosa bella”, che venne presentata sul palco di Sanremo nell’edizione del 1970.
I Ricchi e Poveri hanno ricordato i vecchi tempi, cantando i grandi classici come “Sarà perché ti amo”, “La prima cosa bella” e, “Se mi innamoro” facendo cantare e ballare tutti in sala.
Ospite indiscusso di tutte le serate del Festival è stato Tiziano Ferro, riproponendo, sera dopo sera, alcuni dei brani più famosi del suo repertorio insieme ad altri che hanno fatto la storia della kermesse sanremese. Tiziano Ferro ha sorriso tutto il tempo, ha pianto, si è emozionato e, ha invitato il pubblico a cantare con lui, sintomo di un legame speciale instauratosi in tutta la sua carriera col cantautore di Latina.
Sicuramente il momento più emozionante è stato il coro e standing ovation per Massimo Ranieri e Tiziano Ferro sulle note di “Perdere l’amore”, tra i più grandi successi della storia del festival, con cui Ranieri ha vinto all’Ariston nel 1988. Dopo la brillante performance Massimo Ranieri ha detto a Tiziano Ferro «Stasera te permett’ e me chiama’ papà», che non si è fatto perdere l’opportunità come lui stesso ha affermato e, lo ha invitato al suo concerto che terrà allo stadio San Paolo di Napoli il 24 giugno.
Altra novità di questa edizione: è stata ripristinata la sezione ”Nuove proposte”, assente nell’edizione precedente.
Leo Gassmann si è aggiudicato la vittoria nella categoria “Nuove Proposte” del Festival di Sanremo.
Il ventunenne ha vinto il prestigioso premio con la canzone “Vai bene così”, superando Fasma in semifinale e, Tecla in finale. Una canzone che sembra essere tagliata su misura per descrivere gli alti e bassi che hanno attraversato la pur giovanissima carriera di Leo, ma in generale possono rappresentare quella di ogni artista. L’importante è restare sé stessi, non omologarsi, accettarsi con i propri difetti e continuare a lavorare, certi che prima o poi i sacrifici verranno premiati.
Questo brano parla della necessità di accettarsi per ciò che si è e del fatto che sbagliare è umano ma non bisogna mai arrendersi anche quando il mondo intorno sembra crollare. Solo in questo modo le persone che hanno perso le speranze possono colmare quel vuoto che gli impedisce di apprezzare tutto quanto di bello la vita è in grado di offrire. “Vai Bene Così” termina con la parola «asimbonanga», espressione zulu che significa «non lo abbiamo visto», e che dà il titolo ad una canzone di Johnny Clegg dedicata a Nelson Mandela, simbolo della lotta per la libertà e dell’accettazione del diverso.
Alessandro Gassmann, il papà di Leo, ha esultato con un video su Twitter: «Come da tradizione di famiglia voglio mantenere un certo aplomb e voglio ringraziare tutti quelli che hanno votato mio figlio». Subito dopo, però, l’attore è scoppiato in un urlo liberatorio al suono di «daje Pippo!».

Fino a quel momento papà Alessandro era rimasto sempre in disparte, e in quell’attimo, con la vittoria del suo “Pippo” vincitore non ha potuto far a meno di esultare come un papà gioisce per il successo di suo figlio.

Tantissime le belle sorprese e anche i colpi di scena: non è mancato proprio nulla a questo Sanremo 2020.
Mancavano dieci minuti alle due e, la quarta serata del Festival di Sanremo si sarebbe conclusa. All’improvviso un colpo di scena ha risvegliato il pubblico, la sala stampa dell’Ariston, e ha sorpreso Amadeus, Fiorello e Antonella Clerici che in quel momento hanno dovuto gestire una situazione davvero insolita. Morgan ha iniziato a cantare il brano “Sincero”, ma ha cambiato il testo, «Le brutte intenzioni e la maleducazione – ha cantato Morgan – la tua brutta figura di ieri sera, la tua ingratitudine, la tua arroganza, fai ciò che vuoi mettendo i piedi in testa. Ringrazia il cielo se sei su questo palco, rispetta chi ti ci ha portato dentro « rivolgendosi a Bugo. Dapprima incerto e poi Bugo infastidito, ha abbandonato il palco dell’Ariston senza dire nulla, lasciando tutti a bocca aperta. E’ clamoroso quello che è successo sul palco dell’Ariston: mentre Morgan si esibiva, “cantando” un testo totalmente diverso da “Sincero” la canzone con la quale si dovevano esibire, Bugo ha lasciato il palco e questo ha decretato l’eliminazione della coppia dal Festival.
Da questo momento in poi i big in cara sono stati ventitré e, non più ventiquattro come all’inizio.
È stato il festival dei super ospiti stranieri, e nell’ultima serata prima di decretare il vincitore della kermesse sanremese, il palco del Teatro ariston ha visto la presenza del gruppo cubano “Gente de Zona” a ritmo di reggaeton. I Gente de Zona hanno raggiunto la notorietà grazie a collaborazioni con Enrique Iglesias (nel singolo del 2014 “Bailando”) e Marc Anthony con il quale hanno pubblicato i singoli “La Gozadera” (“miglior canzone tropicale” ai Latin American Music Awards) e “Traidora”. Durante le loro due esibizioni hanno fatto ballare tutti in sala, compresa Mara Venier in prima fila e, portando una ventata di allegria e, leggerezza sul palco sanremese.
In Conferenza Stampa hanno dichiarato di amare l’Italia, e di aver collaborato già in passato con il trio “Il Volo” e hanno affermato che sarebbero entusiasti in futuro di collaborare con Tiziano Ferro.

Un festival ricco non solo di ospiti, sono stati ben 24 i big in gara, arrivati in 23 dopo l’eliminazione del duetto di Morgan e Bugo.
Alla fine ha avuto la meglio Diodato, classificatosi al primo posto con il brano “Fai Rumore”, al secondo posto Francesco Gabbani con il brano “Viceversa” e, a sorpresa al terzo posto “I Pinguini Tattici Nucleari” con il brano Ringo Starr.
Diodato Ha vinto la 70edizione del Festival di Sanremo a 38 anni dopo aver calcato il palco del Teatro Ariston tra le Nuove proposte nel 2014, dove cantava il brano “Babilonia”, arrivando secondo contro Rocco Hunt , e tra i big nel 2018, accompagnato dalla tromba di Roy Paci. Il brano “Fai Rumore” è un invito di Diodato ad esprimere sempre il proprio pensiero, abbattendo le distanze create dall’incomunicabilità e, dai silenzi. Esprimere il proprio pensiero non significa però cercare di voler avere sempre ragione ed arrivare allo scontro. Significa semplicemente non nascondersi dietro il non detto ed evitare le incomprensioni.
Didodato grazie alla vittoria sanremese rappresenterà l’Italia all’Eurovision Song Contest il 16 Maggio 2020 a Rotterdam.
È stata un’edizione che ha visto salire i ricavi a 37 milioni di euro a fronte dei 31 incassati lo scorso anno, con un costo tra i 17 e 18 milioni.
«Un risultato eccezionale, che premia un’edizione memorabile del Festival, frutto dell’impegno e delle capacità di tutte le squadre della Rai coinvolte nel progetto». Così il presidente della Rai, Marcello Foa, dopo la conclusione del Festival e il dato del 60.6% di share della serata finale, con oltre 11 milioni di spettatori. «Un grande plauso ad Amadeus per la conduzione impeccabile, e a Fiorello per la creatività con cui ha saputo trascinare il pubblico. È in occasioni come questa che la Rai dimostra di essere davvero la tv di tutti gli italiani»: ha concluso così il presidente Foa.
A conclusione del Festival Amadeus è stato orgoglioso e soddisfatto del lavoro svolto: ascolti record per tutte le serate, «record del millennio» per dirla con le parole del direttore di Rai1 Stefano Coletta.
Questo è stato il festival di Sogni realizzati. E soprattutto il festival che ha celebrato i sentimenti, il festival dell’amore e, dell’amicizia.
È un’amicizia che dura da 35 anni quella tra Amadeus e Fiorello, che li ha visti volare dalla Sicilia a Milano per inseguire i loro sogni.
Tra i loro desideri, quello più grande era sicuramente riuscire un giorno insieme a calcare il palco della canzone italiana, e Amadeus promise a Fiorello che semmai fosse arrivato a presentare il festival di Sanremo, lo avrebbero fatto insieme.
La promessa è stata manutenuta e il sogno si è realizzato. Amadeus ha voluto accanto Fiorello per tutte le cinque puntate. Da subito la coppia ha funzionato benissimo. Abbiamo visto Fiorello essere il protagonista di tanti sketch ed esibizioni, dimostrandosi il mattadore di sempre, e Amadeus ha saputo stare un passo indietro, con la sua umiltà di sempre.

«Sono l’uomo più felice del mondo. Perché è vero che ho realizzato un sogno e tutto quello che è accaduto, è quello che io volevo realizzare fin da agosto.
È stata una scommessa perché il numero 70 imponeva di fare qualcosa di diverso, di speciale. La Rai mi ha dato totale fiducia e, io credo di aver ripagato questa fiducia».

Per Amadeus è stato impossibile nascondere l’emozione, e così durante la conferenza stampa finale del Festival di Sanremo, si è abbandonato a qualche lacrima di gioia «Mi fate commuovere, io ho 57 anni e, si sa che più uno va avanti con l’età e più si commuove» ha detto Amadeus ai giornalisti della sala stampa, che si sono alzati in piedi per un lungo applauso.

Daniela Di Genova

Foto di Daniela Di Genova

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