LA CALDA PASSIONE ED IL PIACERE DI SENTIRSI DESIDERATA FANNO PERDERE L’EQUILIBRIO PSICO-RAZIONALE A SOLANGE IN ”UN FOLLE AMORE”

Data:

Al Teatro Manzoni di Roma, dal 27 febbraio 2020

L’ironia,il sarcasmo e la grottesca, paradossale, dissacrazione delle situazioni esistenziali più scabrose è stata sempre la caratteristica dello scrittore francese che ci ha regalato delle commedie allegre e divertenti, ma ricche di sano buon senso ed opportuna, giusta, didascalia del saper vivere con le normi civili adeguate nel consorzio umano.Stavolta affronta il tema della famiglia, della prima cellula della società, con l’analisi del matrimonio di Solange ed Edwuard un buon impiegato del terziario con una bella vita borghese ed un signorile salotto in cui avviene tutta la pièce. Siamo a Parigi nel 1970 allorché il giovane dinamico e piacente architetto Marcel Boisette si presenta impettito e sussiegoso, intraprendente e sfrontato, in casa dei coniugi Berger, dichiarando alla soprano di successo ed al nipote JEAN PIERRE il suo pazzo sentimento passionale per Solange, interpretato dalla stupenda e carnale Cinzia Berni, cui ha dato un passaggio poco prima in macchina e che ha colpito il suo cuore di don Giovanni impenitente con la sua avvenenza e gioiosa vitalità. Lei rimane felicemente sorpresa per tanta profonda attenzione e sprizza gioia da tutti i pori, che Solange esprime con sempre maggiore orgoglio, gradendo fortemente i fiori che lo spasimante le manda quotidianamente. Credibile e stucchevole è Caprioli in questa parte con il suo pizzetto,che conquista la donna più matura con l’ardore della sua gioventù e la ricchezza della professione in cui sperimenta progettazioni diverse e naif come residenze. Nicole, diventata confidente della sorella,nonché il figlio s’alleano per farla rinsavire ordinando alla cameriera Susanna, incarnata dall’umile e servizievole M. Perfetti, di gettare i mazzi di fiori secchi e maleodoranti,ma pure ironizzando sulla stolta cecità del padre e marito. Questi, responsabilizzato apre tardivamente gli occhi e si prepara ad un incontro chiarificatore con il suo infido avversario, giunto a far sognare a Solange un nuovo felice matrimonio dopo il divorzio dai rispettivi partner. Intanto il figlio ha ideato una trappola infernale metaforica per mandare all’aria la decisione della madre, pianificando anche lui una sceneggiata matrimoniale assurda dettata da un’improvvisa infatuazione sensuale o colpo di fulmine, morboso e sessualmente libidinoso. Solo così di fronte all’ingenuità ed incomprensione dell’irritato e sconcertato padre, impersonato da un bravo L. NEGRONI dalle mille sfaccettature, Solange recupera il suo spirito materno trascuratolo, il misurato raziocinio, la formazione borghese che non può farle dimenticare il senso della famiglia per il folle dolce connubio sull’oceano. L’immaginazione d’un domani alternativo alla realtà del presente non la spunterà e l’etica rigida della fedeltà della felicità della coppia casalinga prevarrà,accontentandosi di quanto costruito insieme e reso palese dalle scene di A. Mancini. Lo spettacolo andrà avanti fino al 22 marzo con la regia tesa allo scoppio della risata con lo studio introspettivo dei personaggi del regista C. ALIGHIERO, che fa emergere la fragilità e gli sbandamenti, l’esitazioni della natura umana,abbacinata sovente da promesse ed illusioni fatue ed ingannevoli.

Susanna Donatelli e Giancarlo Lungarini

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