INTERVISTA A GIADA PRANDI PROTAGONISTA DELLA FICTION RAI “IO TI CERCHERO’”

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Oggi il Corriere dello Spettacolo ha intervistato GIADA PRANDI, un’attrice che da oltre 15 anni si divide tra teatro, cinema e televisione interpretando diversi ruoli. Ci ha raccontato la sua esperienza nei panni di Lisa, uno dei protagonisti della fiction Rai di successo “Io ti cercherò” con Alessandro Gassmann, Maya Sansa, Luigi Fedele e Zoe Tavarelli.

Nella serie tv “Io ti cercherò” interpreti il ruolo di Lisa, infermiera e moglie di Gianni (Andrea Sartoretti) fratello di Valerio (Alessandro Gassman) il protagonista della nostra storia che dopo la tragica morte di suo figlio Ettore (Luigi Fedele) verrà a vivere a casa vostra. Il rapporto tra Valerio e Gianni è di grande affetto e allo stesso tempo anche di conflitto, rispetto a questioni poco risolte del loro passato. Quale sarà il ruolo di Lisa nel rapporto tra i due fratelli?

È un punto d’incontro tra i due…un ponte… e quindi una sorta di argine ai loro contrasti. Ad esempio nella bella scena sul terrazzo Lisa ricorda a Valerio quanto Gianni gli voglia bene invitandolo a dimostrarglielo a sua volta. In generale la vediamo spesso in una situazione di mediazione tra i due, soprattutto quando hanno delle discussioni a casa. In più di una situazione emerge chiaramente dai suoi sguardi l’empatia e la compassione nei confronti di Valerio che in passato si è sentito tradito dal fratello e una sorta di imbarazzo nei confronti del marito Gianni.

Se e quanto cambierà il rapporto tra Lisa e il marito Gianni nel corso delle puntate?

Il rapporto non cambierà tra di loro ma sicuramente nel corso delle puntate si delineerà meglio. Il loro è uno di quei rapporti di lunga data che è rimasto solido e ben radicato negli anni, sono ancora sinceramente innamorati l’uno dell’altra e fra i due c’è una profonda tenerezza che emergerà nel corso delle puntate.

Come è il tuo personaggio Lisa e, quanto ha in comune con l’attrice di cinema, tv e teatro Giada Prandi?

Lisa è un’infermiera, una gran lavoratrice, una donna pratica abituata ad avere a che fare con la sofferenza e ad aiutare gli altri, capace di sdrammatizzare le situazioni più difficili con la sua ironia. Riesce ad essere vicina a suo cognato Valerio ( Alessandro Gassmann) ma senza essere invadente, in modo delicato e spontaneo. È una moglie e una madre premurosa, una donna accogliente, amorevole, empatica: aspetti in cui mi rivedo, ma allo stesso tempo è anche molto riservata e dimessa: aspetti, questi, più lontani dalla mia personalità, che è sicuramente più estroversa e spumeggiante. Diciamo che lei è più in sordina rispetto a me. Ci siamo venute incontro a metà strada per trovare la giusta misura e la sua spontaneità. Le sue caratteristiche mi hanno ricordato in fase di costruzione del personaggio mia madre e quindi forse per questo ho trovato facilmente la connessione con Lisa: mia madre infatti faceva un lavoro simile, era sempre disponibile per gli altri, parlava poco ma ascoltava molto e aveva anche lei una bella ironia con cui spesso affrontava le difficoltà della vita.

In che modo Roma e la periferia della città faranno da palcoscenico e da sfondo allo scorrere delle storie e delle vite dei personaggi che conosceremo nel corso delle puntate?

Tutto il racconto si snoda in una Roma periferica, insolita, a tratti decadente e cupa.I personaggi e le loro storie sono un tutt’uno con queste ambientazioni totalmente realistiche che ne rispecchiano l’animo. Personalmente trovo la scelta di tutte le location assolutamente appropriata in quanto aiuta a rendere la storia ancora più credibile. Sono luoghi che trasudano verità privi di qualunque patina cinematografica, non si ha mai l’impressione di essere su un set o di avere a che fare con una scenografia.

Interpretando un’infermiera, una figura professionale che sicuramente abbiamo riscoperto con ancora più attenzione durante l’emergenza sanitaria, quanto l’emergenza Covid ha influito nella tua preparazione ad interpretare questo personaggio?

Questa serie è stata girata prima della pandemia quando ancora il Covid nel nostro paese non esisteva. Personalmente ho sempre avuto una grande stima per chi lavora nella sanità e si prende cura degli altri, anche prima dell’emergenza Covid.

Daniela Di Genova

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