Quotidiano di Cultura diretto e fondato da Stefano Duranti Poccetti nel 2011

Intervista esclusiva al grande stilista di fama internazionale: Alviero Martini

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Alviero Martini è uno degli stilisti più amati nel panorama della moda ad altissimi livelli, ideatore della nota linea di borse e bagagli che hanno per motivo la carta geografica chiamata 1A Classe e dal 2006 anche della linea ALV (sigla di Andare Lontano Viaggiando) di borse, accessori e vestiti, contrassegnati dal motivo dei timbri del passaporto, per la quale nel 2010 vince il premio The Look of the Year Fashion Awards. Stilista originale, da sempre leader nel settore, con le sue creazioni contribuisce a far conoscere il nostro made in Italy nel mondo. La sua autobiografia: Andare Lontano Viaggiando, racconta la sua vita, e lo fa coinvolgendo e appassionando.
In questa lunga e interessante intervista si racconta parlandoci dei suoi più emozionanti traguardi fino al sogno mai realizzato.

Quale è stato il traguardo che più lo ha emozionato nel corso della sua lunga e brillante carriera?

Sicuramente nel ’96, quando la commissione ONU, che al tempo era presieduta da Kofi Annan, mi scelse come stilista dell’anno per conferirmi il prestigioso premio “TIME FOR PEACE”, consegnatomi alla Carnegie Hall di New York, insieme a grandi personalità del mondo della cultura, medicina, scienza, cinema e musica, ed ero in camerino con Celine Dion, premiata. Poi durante la serata, prima del ritiro del premio, la modella Veronica Webb fece una passerella indossando un mio capo disegnato appositamente per la serata. La motivazione del premio era che con i miei aforismi Lo stile non ha confini e Più importante della moda è lo stile, più prezioso dello stile… un sorriso, mi ero guadagnato l’appellativo di “Stilista Viaggiatore”. Una serata molto emozionante, terminata con un grande “dinner party”, dove conobbi, oltre l’attore Harrison Ford, Adrien Brody, Dustin Hoffman e molti altri personaggi. Alcuni dei quali, una volta in visita a Milano, mi vennero a trovare nella mia boutique di via Montenapoleone.

La sua arte esprime un forte senso di libertà, voglia di viaggiare, sete di scoperta, eleganza e praticità. Dalle sue creazioni traspare anche l’animo dell’artista con la passione per i viaggi, sempre alla ricerca di mondi inesplorati, non solo fisici, ma anche interiori, legati all’anima. Se dovesse fare una classifica delle cose che più hanno valore nella sua vita, che posto darebbe ai viaggi?

Sicuramente i viaggi sono al primo posto, perché sin da bambino viaggiare era il mio sogno, e man mano che li realizzavo aggiungevo alla mia vita esperienze straordinarie che solo i viaggi, la conquista di nuovi territori, la conoscenza di nuovi modi di vivere, cibi, religioni, etnie, pensieri mi facevano sentire veramente parte del mondo.
Ovviamente aggiungendo ai viaggi i valori come il rispetto, l’amicizia, l’etica, la sincerità, la cultura e gli scambi di opinioni, che tanto aiutano a concepire tanti mondi, non solo il proprio, dove viviamo o siamo nati. Adoro stare in mezzo alla gente, la strada è il miglior apprendimento che si possa fare!

Le andrebbe di raccontarci uno dei suoi viaggi più sorprendenti e affascinanti?

In giovane età scoprii la Turchia e rimasi affascinato dalla meraviglia di quel Paese, così ricco di storia, di culture, paesaggi, tanto che ci tornai cinque anni di fila per visitarla in tutte le sue regioni. Una sosta a Istanbul, poi la Cappadocia, Efeso, Smirne, la costa sud, i confini con Siria e Giordania, poi Kusadasi e infine il Bosforo, con le sue affascinanti case sulle rive e anche le sterminate steppe del centro Paese. Poi rimasi sbalordito da un altro viaggio, al quale dissi subito no, temendo il freddo, ma cinque minuti dopo cambiai idea e si partì per la Lapponia Svedese, per una sfilata a Kiruna, nell’Hotel del ghiaccio. Ebbi anche la fortuna di assistere ad uno spettacolo della natura come l’aurora boreale. E il freddo era assolutamente relativo alla bellezza delle distese di neve bianca immacolata, un silenzio così ovattato che neanche davanti una renna che ti attraversava la strada non si riusciva ad emettere parola: solo stupore!

La sua autobiografia Andare lontano viaggiando è un testo molto coinvolgente, intenso e in grado di sfiorare la sensibilità del lettore, dove lei si racconta con grande sincerità, parlando della sua vita, delle difficoltà incontrate, dei successi, delle gioie, della sua forza nel mettersi in gioco senza mollare. A tal proposito desideravo domandarle: se potesse tornare indietro cosa non rifarebbe o rifarebbe nel corso della sua vita personale e della sua carriera?

A conti fatti non cambierei nulla, perché, anche se ho atteso molto tempo per trovare la mia identità professionale, tutte le esperienze fatte in trent’anni anni di gavetta sono state meravigliose e raccomando a tutti i giovani di non affrettarsi a cercare conferme immediate… alzate l’asticella delle vostre aspettative e quando il sogno si realizza sarà “mondiale”!

Quale è il suo più grande sogno mai realizzato?

Vorrei vivere altri cento anni, non per il senso d’immortalità, bensì per visitare, e fra poco sarà possibile, i pianeti come la Luna o Marte… del resto per un viaggiatore quale miglior sogno?… Intanto la conoscenza della mia Italia palmo palmo è stata compiuta e continuo a scoprirla, poi i novantasei Paesi visitati mi hanno gratificato e certamente
ne farò presto altri su questo pianeta…. ma la Luna e Marte resteranno sogni! E avere costantemente sogni altro non è che la certezza che si è vivi, semplici e umili di fronte all’immensità dell’Universo!

Claudia Vincenzino

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