“LO STESSO”: A TU PER TU CON RAFEL

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Oggi intervisto Rafel, nato in Sardegna (a Cagliari il 20 maggio del 1992). L’amore e passione per la musica lo portano a lasciare la sua terra d’origine e inizia a viaggiare per crescere e formarsi musicalmente. Tornerà in Sardegna e per qualche anno suonerà con una band, gli Elysium, con cui farà diversi live. Assieme alla band, scrive un album che non uscì mai a causa di un pesante litigio fra i membri della band. Così decise di ricominciare da Milano da solista. Dal 2019 inizia a collaborare con vari produttori e con ambienti importanti della Milano by night. Collabora con la Zarro night nel remake del famoso pezzo “Non Succederà Più” e nello stesso tempo, porta avanti il suo progetto. La sua rinascita avviene con il rilascio di “Inesistenti Come Eroi”, che segue la poco fortunata release di “Apatica”.Nel febbraio del 2020 esce con Notre Dame, pezzo sperimentale nato da una collaborazione con due Dj della Zarro Night, Dave Pagani e Jonny, e Xanthic.Dopo il periodo del Covid19 ed una collaborazione con Luca Rose e Albert per il singolo “Tango di Strada”, rilascia il suo primo Ep, “Giano” sotto etichetta Solid Music Italy. Egli unisce un’importante parte Visual al suo timbro vocale così da risultare originale in ogni aspetto. La sua musica, come definita dallo stesso artista, è l’esponente di un genere che lui chiama “Bipolarismo estetico e musicale”, dove l’artista vive momento per momento e con toni e modi diversi il confronto con le emozioni che la vita gli pone davanti.

Ciao Rafel, bentrovato al Corriere dello Spettacolo. LA PRIMA DOMANDA CHE TI VOGLIO FARE E’ COM’È NATA LA TUA PASSIONE PER LA MUSICA?

Ho iniziato a cantare all’età di 3 anni, perché ero balbuziente, per questo ho cominciato a fare terapia, unendo questa al canto. Vedendo che cantare mi piaceva ho perseguito gli studi. Nel tempo è venuto fuori anche il bisogno di scrivere, perché sentivo che avevo da dire qualcosa e allora ho provato a musicarla, a mettere in musica quello che avevo da dire, e sono uscite fuori le canzoni.

CON QUALE STRUMENTO METTI IN MUSICA QUELLO CHE SCRIVI?

La chitarra, è lo strumento che utilizzo maggiormente per comporre i miei pezzi.

So che definisci la tua musica – l’ho detto nell’introduzione – “Bipolarismo estetico e musicale”… MI VUOI SPIEGARE QUESTO GENERE?

Voglio precisare che non ho inventato nulla, non mi voglio prendere questa responsabilità. Penso di aver unito una parte visual importante, che ritrae il mio personaggio e l’arte a cui mi ispiro, penso di averli uniti alla musica, creando con questo bipolarismo, nel senso che non riesco a catalogarmi nella nicchia di un genere.

Da venerdì 18 dicembre 2020, c’è in rotazione radiofonica “Lo stesso”, ossia il tuo nuovo singolo prodotto da Xanthic. Parliamo di una canzone in cui racconti la tua vita amorosa. MI PARLI DI QUESTO BRANO?

“Lo stesso” è una canzone che più che parlare di una storia d’amore parla di una situazione o meglio una storia di vita vissuta da ragazzino, dove c’era questa ragazza che mi ha fatto perdere la testa, poi tra una cosa e l’altra ci siamo persi, ma ci sono dei ricordi e situazioni che mi mi hanno fatto ridere e che ho riportato nel brano. Non lo definisco un brano d’amore, bensì un piccolo capitolo della mia vita, un pezzo di autobiografia.

Ti faccio i miei complimenti per questo pezzo, e ricordiamo anche il videoclip ufficiale del brano, girato a Milano, diretto da Alessandro Maiorano, racconta di un ragazzo che si innamora, a prima vista, con un colpo di fulmine, di una bellissima ragazza, ma, ogni qualvolta cerchi di avere un qualsivoglia contatto, questo gli viene impedito dal fato. Ci vogliamo salutare magari con una piccola ANTICIPAZIONE sul tuo percorso musicale. CI SARANNO NUOVI SINGOLI O UN ALBUM? E POI VISTO CHE SIAMO ORMAI VICINI AL NATALE VUOI FARE UN AUGURIO AL PUBBLICO CHE CI SEGUE E CHE TI SEGUE?

Proseguiamo il progetto. Questo inizialmente era nato per fare un album, ma poi, data la situazione, in cui non si possono fare i live, ci siamo fermati. Allora, abbiamo deciso e pensato di aspettare un po’ il momento giusto, sperando di poter tornare presto ai live. Ma intanto usciamo con i singoli, credo che a gennaio uscirà un altro pezzo.
L’augurio che faccio, io non sono molto credente da un punto di vista religioso, ma nonostante questo è che bisogna darci una mano, essere vicini ai nostri cari e dare importanza all’amore, non solo il 24, 25, 26, ma per tutto il periodo dell’anno. Faccio gli auguri a tutti coloro che mi seguono, che leggeranno questo articolo. Ai miei cari e a chi mi sta vicino e spero che presto toneremo a rivederci e incontraci.

Bene Rafel, mi permetto di dirti che mi piace molto questo augurio che hai fatto, perché hai sottolineato una cosa importante e fondamentale per l’essere umano, ossia l’amore e l’importanza dei rapporti umani. Non bisogna ricordarsi di questo solamente in questo periodo, ma per tutto l’anno, e dovrebbe essere messo al centro delle nostre vite. Forse dobbiamo riflettere, perché a mio avviso da tempo trascuriamo i sentimenti, l’amore e i rapporti umani. Grazie e tanti auguri anche a te e ai tuoi cari.

Giuseppe Sanfilippo

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