Giovanni Perrucci. WE SHOULD ALL BE HUMAN

Mi presento, mi chiamo Giovanni Perrucci, sono pugliese e amante delle piccole cose che mi circondano da sempre. Ho studiato nella mia città, Taranto, apprezzo tanto la mia città ma da un lato non vedevo opportunità e sbocchi per le mie scelte lavorative future e ho deciso di andare a vivere a Milano per intraprendere gli studi di comunicazione media e pubblicità alla Iulm di Milano. Sono un sognatore a tutti gli effetti e delle volte faccio fatica ad entrare nelle diverse sfumature del reale. Mi piace immaginare, sognare e rielaborare i miei pensieri perché quando un pensiero ti domina lo ritrovi espresso dappertutto, lo annusi perfino nel vento.

Ho deciso di portare avanti questo progetto di moda perché sentivo il bisogno di farlo senza dire e chiedere nulla a nessuno . Mi rinchiudevo delle sere a scrivere tutto quello che mi passava per la mente e vedevo che alla fine si concretizzava l’idea , riuscivo a mettere insieme tanti tasselli diversi e vedevo qualcosa di fantastico che mi entusiasmava attraverso tante ricerche e studi. In questo progetto ho posto la mia attenzione all’UMANITÀ, senza escludere niente e nessuno. Ho sentito il bisogno di farlo attraverso le storie e i racconti di tante persone. Quando sono in solitudine mi sento impazzire perché ho sempre bisogno di essere tra la gente, a contatto con le emozioni , ma quelle vere. La solitudine delle volte è fondamentale perché ci fa udire, fiutare tanti piccoli dettagli essenziali e penso fermamente che sia fondamentale prendersi del tempo per pensare, per immaginare e per concretizzare i nostri sogni. Oggi e domani voglio farlo cercando di non tralasciare nessuno, cercando di coinvolgere sempre più persone possibili in questo progetto che è dedicato ad ognuno di noi. Ho deciso di fare scatti naturali , con espressioni inaspettate, crude di tutti i giorni. Apprezzo tanto la professionalità dei set fotografici ma voglio un obbiettivo sincero, reale e forte. Il mio brand non deve essere un semplice capo d’abbigliamento, ma penso che dietro un’idea ci sia una storia. Odio chi butta immagini e loghi senza senso , solo per vendere e per immagine. Mi piace chi da un significato personale, ricercato e cercherò sempre di ascoltare le storie e le insicurezze che ci circondano, perché sono e saranno sempre i nostri punti di forza . Voglio iniziare col dire che questo che avete in mano non é un semplice pièce of paper ma è tutto ciò che riguarda la mia “artistic explanation” . Sí , adoro essere come tutti sanno un facking crazy boy non per esserlo ma perché penso che la pazzia mi pervada e quando mi pervade faccio di questa pazzia un’arte cercando di trasmetterla nella maniera più bella possibile attuando un vero e proprio schedule projects, che programmo ogni giorno non per volontà ma perché quando mi pervade un’idea mi rimane per mesi e quindi non posso rimanere attaccato a queste mie idee senza portarle nel mio reality che forse tutto è tranne che reality ma chiamiamolo così, del resto ognuno di noi vive la realtà in maniera diversa dal reale. La mia musa è stata sin da sempre una donna trasgressiva anticonformista per eccellenza, icona della moda inglese… Vivienne Westwood, con lei ho davvero capito che la rivoluzione punk dall’animo ribelle avrebbe avuto davvero grandi prospettive per gli anni 2000 .

Che bello desiderare il cambiamento anche in Italia con Gianni Versace abbiamo avuto davvero la prova di stravaganza in un Punk senza freni, libero come la moda ma questa moda combinata alla musica che la self-made woman ha da sempre sostenuto.

Ciò che davvero sostengo è che ognuno di noi ha una missione in questo universo eclettico ricco di tanti stereotipi che delle volte sono soltanto inutili freni che non ci lasciano ammirare con occhi diversi il momento che attendiamo o che stiamo vivendo. Questo mio progetto non è soltanto un mix di idee ma è parte attiva e rappresentativa della specie umana, dello spirito, della fragilità, della transitorietà , dell’identità, della voglia di sognare, della psicologia, dell’astrazione, della mente, dell’istinto, dell’emozione… dell… de… d…

Ciò che voglio fare lo farò sempre nonostante tutto e tutti non si può spegnere mai ciò che ci illumina e che ci fa sognare , che ci fa vivere senza freni, che ci lascia immaginare con la voglia di farlo per sempre. Il mio motto?

WE

SHOULD

ALL BE

HUMAN

Ognuno di noi dovrebbe essere umano non per sembrare una persona educata ma perché l’umanità è la vera essenza di vita, a volte cogliere i particolari che ci circondano non è da tutti, ma tutti possiamo farlo . Essere più attenti non solo ad ascoltare ma anche a percepire ogni singolo elemento visivo o sensoriale. Vivere superficialmente non ci fa cogliere la bellezza e le vere essenze che vanno vissute.

Ma adesso fermi, attenzione da dove veniamo? Cosa siamo? Dove andiamo? Cosa voglio dire con tutto questo? Con tutto questo voglio creare una mediazione tra la vera bellezza ideale e riportarla attraverso un concetto di moda contemporanea che va anche a rimodellare icone del passato. Non voglio arrivare chissà dove ma voglio iniziare e per farlo ovviamente bisogna pensare solo alla fase iniziale che per me è tutto.

Ho creato una mia prima CAPSULE COLLECTION di abiti e accessori basata su una “ banners collection”, ovvero su elementi che ho studiato che mi hanno ispirato sin dall’inizio. Ogni uomo é “il figlio dell’uomo “ come del resto ci ha trasmesso Magritte attraverso la sua medesima opera. Quella mela, sì proprio quella mela che nasconde il volto dell’uomo, nasconde una realtà ma delle volte c’è sempre una mela dietro per ogni cosa visibile che ne nasconde sempre un’altra. Tutto il mondo che quell’uomo ha dentro di sé non potrà mai essere percepito e quindi la sua identità sarà sempre inafferrabile. La nostra mente ama l’ignoto, poiché il significato della mente stessa è sconosciuto diceva Magritte. Il messaggio è chiaro, è quello di liberare la mente dalle tante costrizioni umane. Liberiamo la nostra fantasia senza troppa realtà che del resto è relativa. È stato proprio pensando a questa opera che mi è venuto in mente ad una donna sex simbol degli anni 20, che voleva liberare la mente da tutti quegli inutili artifizi che l’hanno resa incapace di adattare la sua sensibilità e le sue ambizioni alle caratteristiche di quell’ambiente artificiale in cui viveva.

Sto parlando di MARILYN MONROE.

the elusive identity of the unknown revised with the identity of the iconic Marilyn who wanted to free her soul without an artificial life. Remove the apple that covers your face. If you don’t, you will make your identity imprisoned.

“Il figlio dell’uomo” di René Magritte è l’opera che più mi ha ispirato alla realizzazione della collezione uomo/donna. La sua capacità di ribaltare ogni situazione, di osservare tutto con occhi diversi, deriva dalla sua vita ma allo stesso tempo da ciò che sentiva nel suo profondo imaginario. Ho creato un po’ di Street cercando di immaginare a lungo una coesione artistica profonda tra questo quadro e il volto di Marilyn Monroe e l’ho associato all’originale padrone dell’umorismo e delle contraddizioni in un’altra veste .

“Il figlio dell’uomo” (1964) è un suo autoritratto, dove l’artista nasconde il viso dietro una mela. Ho rielaborato questo quadro che per me significava la molteplicità dell’essere. La mela che nel dipinto di Magritte copre il volto dell’uomo indica la tendenza degli uomini di cercare sempre quello che c’è oltre, che non vediamo. Ogni cosa visibile ne nasconde sempre un’altra.

Ho associato queste contraddizioni a più elementi, pensando a questo quadro in cui l’uomo appare perché ha un volto, sempre visibile, ma tutto il mondo che ha dentro di sé non potrà mai essere visto e così la sua vera identità è sempre inafferrabile. Inafferrabile come la bella Marilyn Monroe che soffriva della malattia dell’anima, una sorta di oscillazione depressiva, certo ricevuta in dono dalla sua esperienza infantile e adolescenziale intrecciata in mille situazioni difficili da gestire.

Nonostante fosse diventata una diva mondiale, ciò l’ha resa sempre più insicura, delusa, impaurita, smarrita, persa alla ricerca di un amore solido che mai troverà. La sua immagine iconica è ricca di incomprensioni ed è questa inafferrabile situazione che sarà un grande ostacolo, una mela che nessuno mai coglierà. Remove the apple that covers your face. If you don’t, you will make your identity imprisoned.

Mi presento, mi chiamo Giovanni Perrucci, sono pugliese e amante delle piccole cose che mi circondano da sempre. Ho studiato nella mia città, Taranto, apprezzo tanto la mia città ma da un lato non vedevo opportunità e sbocchi per le mie scelte lavorative future e ho deciso di andare a vivere a Milano per intraprendere gli studi di comunicazione media e pubblicità alla Iulm di Milano. Sono un sognatore a tutti gli effetti e delle volte faccio fatica ad entrare nelle diverse sfumature del reale. Mi piace immaginare, sognare e rielaborare i miei pensieri perché quando un pensiero ti domina…

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