Alta formazione e metodo d’insegnamento: due chiacchiere alla Sirio Academy con Mark Biocca

Attore, cantante, ballerino e coreografo. Mark Biocca è docente della Sirio Academy e ha alle spalle un’alta formazione dal musical al balletto; danza, teatro e canto sono le sue discipline e le materie che insegna ai suoi allievi. Per Sirio Academy ha in particolare realizzato il corso base di danza classica. Oggi siamo andati a fare due chiacchiere con lui…
 
Come mai hai scelto proprio la Sirio Academy per insegnare?
Da tempo ero alla ricerca di un portale che potesse facilitare la condivisione del mio lavoro ad un pubblico più vasto. Che siano allievi, colleghi o semplicemente appassionati che hanno la voglia di studiare con me. Credo che avere a disposizione questa lezione possa dare una chiara idea del mio metodo e stile di insegnamento. Un corso che offre lezioni virtuali da seguire quando si vuole e l’interazione con l’insegnante in privato o in altre master è a mio avviso sinonimo di completezza.
Il Giardino Live: importante performance dello scorso anno. Ci racconti di questa esperienza teatrale?
Che bello! Non succede spesso di riflettere o ricordarsi di eventi passati e sembra quasi un sogno essere andati in scena con un nuovo progetto durante questo periodo turbolento. Questo spettacolo ,del quale ho curato regia e coreografie, è stato un bellissimo lavoro di gruppo. InternationBalLET é un progetto (co-fondato con la ballerina ed insegnante Angela Mingardo) che già da prima della pandemia aveva l’obbiettivo di reinventarsi e mettersi continuamente alla prova. In “Il Giardino Live”, insieme ad altri artisti (Giuseppe Brancato, Leonardo Sapere, Chiara Frigo e il Lab danza Verona), abbiamo dato vita ad una performance itinerante nello splendido Giardino Giusti di Verona. Lo spettacolo è stato molto apprezzato e speriamo di riportarlo in scena ” all’aperto” presto!
 
Danza, tournée. Risale allo scorso anno l’esibizione in “O Primo Basilio”. La parte più emozionante di questo lavoro è stata…?
Collaborare con Danca em Dialogos di Lisbona è per me ormai una tradizione che mi emoziona ogni volta. Rispetto molto sia come artisti che come persone i fondatori Solange Melo e Fernando Duarte e fare parte della creazione di nuovi balletti che prendono spunto dalla letteratura storica è un arricchimento culturale fondamentale per me.
Dovrei dire che la parte più emozionante è stata esibirmi lo scorso marzo all’Alvin Ailey Theatre di New York il giorno prima che chiudesse tutta Broadway!
 

La cosa principale che a tuo parere va insegnata ai ragazzi e agli adulti interessati ad intraprendere lo studio del canto, della danza o della recitazione.

Decisamente ritengo che nell’insegnare, mi trovo continuamente ad imparare dagli allievi stessi semplicemente per l’apertura e l’impegno che dimostrano piuttosto che ad insegnare loro. Ad ogni modo spero sempre di trasmettere prima di tutto passione, voglia di fare e professionalità. In oltre vorrei responsabilizzare tutti i miei allievi, credo che ogni artista possa prendere in mano il proprio percorso. Credo che la cosa principale sia proprio la fiducia, un termine che sto riscoprendo molto ultimamente. Come artisti ma anche come persone siamo spesso in conflitto con questo termine ma in una sala prove bisogna scegliere di fidarsi prima di tutto di se stessi e delle proprie capacità per poi allinearsi con i propri sogni ed obiettivi.
 
Ci sono dei tuoi progetti in cantiere che vuoi anticiparci?
Devo dire che sono circondato da persone creative e piene di iniziativa e quindi nonostante il periodo particolare non sono mai stato fermo e I progetti al momento sono molteplici. Nei prossimi giorni mi trovo a girare un cortometraggio a Milano, ad aprile tornerò in scena a Lisbona (Primo Basilio) e in Francia (4×4 Ephemeral Architectures) per poi essere in scena a Roma al Teatro degli Eroi in “L’Annunciazione a Maria” nel ruolo di Giacomo Hury. Inoltre ho la fortuna di portare in scena la mia prima regia per Arts in English a Roma a fine aprile e di essere nel team creativo di Task Force vocal group.
Roberta Nardi
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