SOSPESI: A TU PER TU CON SISTA

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Oggi incontro Sista, nome d’arte di Silvia Gollini, un’artista che porta sulle spalle 25 anni di esperienza sul palco e vanta tantissime collaborazioni che spaziano dal teatro alla televisione. Dopo tanti successi musicali, cantando in inglese, decide di lanciare il suo primo singolo in italiano, dal nome “Sospesi”, prodotto da Marco Gollini, registrata, missata e masterizzata negli studi di Mad Records.

Ciao Sista, bentrovata al Corriere dello Spettacolo, complimenti per le tue canzoni e in particolare complimenti per “Sospesi”. Questo rappresenta il tuo grande esordio in italiano, iniziamo parlando di questo…

Sospesi è un progetto nato in inglese, la canzone è nata tra Londra e Roma. Poi è arrivato il Covid e trovandomi Italia sono rimasta qui. Questa situazione ha scatenato un insieme di pensieri e una riflessione sulla situazione in generale. Quindi ho sentito l’esigenza di scrivere in italiano.

Sospesi è una canzone che parla del momento storico, ma con una particolarità a mio giudizio. Sembra che all’interno della canzone esista una situazione umana che va oltre il periodo che stiamo vivendo. Come se questo essere sospesi abbia un precedente all’arrivo del Covid. Questo è ciò che la canzone mi ha suscitato. Ti chiedo, come vedi tu questo periodo di sospensione?

Penso che la sospensione di questo periodo che stiamo vivendo, sia il punto cruciale di dove stiamo andando. Riflette tutto quello che è il mondo attuale, sia nelle relazioni, in temi importanti come l’ambiente, la politica, la società, perché alla fine siamo tutti in attesa di capire, come avanzare e in che modo proseguire. Tuttavia, come hai detto tu, molte cose stavano cambiando da tempo, come le relazioni interpersonali e quindi penso che sia come una sospensione nella sospensione. E sarebbe bello – ed è proprio il messaggio del brano – che ci fossero dei cambiamenti radicali, in come viviamo, nei nostri modi di fuggire, nel vivere la fretta.

Nella canzone evidenzi il fatto che non ci possiamo avvicinare, non ci possiamo abbracciare, tale aspetto arriva per colpa del Covid o già qualcosa esisteva rispetto a questa distanza. O meglio, su questa linea avevamo già perso qualcosa prima dell’arrivo del Covid?

Assolutamente sì! Già il telefonino e la tecnologia evidenziano questo. Io ho vissuto il momento in cui non si viveva di messaggi, non c’erano le chat o comunque non esistevano rapporti virtuali. Su questo piano tonerei indietro. Le relazioni sono fortemente cambiate, pensiamo ai rapporti in generale, siamo passati da un momento in cui si incontrava e ci si salutava a un altro in cui si fa più, non ci si saluta. E poi, non ci si conosce tra vicini, quindi qualcosa era già cambiato prima del Covid nei rapporti.

Il brano è accompagnato dal videoclip, curato dalla regia di Marco Gollini, un video che ha un suo significato importante, e mi permetto di fare i complimenti Marco, perché questo video è un’opera d’Arte vera e propria. Interpreta le parole del testo, dimostrandoci non solamente una relazione e connessione con la canzone, aprendosi a varie prospettive artistiche. Un video che che rappresenta il tempo, ma anche l’essere umano, che prima Covid aveva preso una sua direzione.
Ricordiamo che il video ti vede protagonista, imprigionata da corde che ti trattengono, così come tentano di fare quei pensieri stanchi dai quali alla fine riuscirai a liberarsi accennando un sorriso. E una frase “É la vita che rinasce una volta liberi dai nostri lacci interiori”… Ti chiedo con questo “lancio interiore” si fa riferimento a qualcosa che parte da dentro?

Sì! nel senso che queste corde che mi legano nel video sono metaforiche, rappresentano tutte le cose che nella nostra società ci imprigionano e limitano un po’ la nostra libertà e serenità nell’esprimere i sentimenti. Tutte le cose che potrebbero essere messe in discussione.

In questa intervista mi sono voluto concentrare molto su questa canzone, sulla sua tematica in particolare, perché è un testo molto profondo e perché trasmette tanto e quindi invito tutti ad ascoltare la canzone, che ci dà tanto e ha messaggi importanti. L’ultima domanda che ti faccio è: continuerai questo percorso musicale in italiano?

Assolutamente sì, infatti sto preparando il prossimo singolo, facciamo passare Sanremo e poi appena è pronto esco con un altro pezzo in italiano.

E allora prepara questo pezzo nuovo, a noi non ci resta altro che aspettare, nel frattempo guardiamo il Festival di Sanremo, che ricordo è un patrimonio importante, oltre che manifestazione, del nostro Paese. Grazie Silvia di questa intervista e un saluto.

Giuseppe Sanfilippo

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