“Con le note sbagliate” di Piero Rattalino su Rai5 (canale 23) Beethoven e Schubert visti da un Maestro

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“Si può fare la musica giusta con le note sbagliate?”, secondo Piero Rattalino, scrittore e storico della musica che il 18 marzo compirà 90 anni, la risposta è sì: “Suonare la musica giusta con le note sbagliate non significa suonare in modo trascurato e approssimativo. Significa invece abbandonarsi alla ispirazione che coglie le attese inespresse del pubblico e bada a soddisfarle senza farsi condizionare dal mito della impeccabilità”. Una convinzione che anima “Con le note sbagliate. Beethoven, Schubert e la visione Rattalino”, la prima docu-serie realizzata dal Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo che Rai Cultura propone da lunedì 15 marzo alle 16.50 su Rai5. Sei puntate – disponibili anche su Rai Play dopo la messa in onda – in cui con una drammaturgia che tralascia i tecnicismi a favore delle motivazioni poetiche dell’arte, Rattalino propone una lettura alternativa di alcune delle più rilevanti pagine pianistiche di Beethoven e Schubert. Ad affiancare la narrazione, le esecuzioni di 6 noti interpreti del panorama italiano: Federico Colli, Alessandro Taverna, Giuseppe Albanese, Maurizio Baglini, Ilia Kim e Giovanni Bellucci.
L’idea della serie nasce dalla fitta corrispondenza tra il direttore artistico del Festival di Brescia e Bergamo Pier Carlo Orizio e Piero Rattalino, consulente della storica manifestazione musicale fin dagli anni ‘80. “Questi tempi di incertezza necessitano di risposte nuove ed originali – racconta Orizio – Credo che la capacità del Maestro di divulgare la musica e di riflettere sul presente non abbiano eguali e meritino quindi di essere condivise con un pubblico che vada ben oltre quello degli addetti ai lavori”.
Rattalino, infatti, non si limita ad una parentesi storica, ma apre una riflessione più ampia attorno a temi di grande attualità per il mondo culturale: dal ruolo della musica che si candida a diventare “palestra dell’emozione”, al nuovo ruolo dell’interprete, non semplice esecutore ma strumento necessario per trasmettere l’emozione; dalla necessità della conquista di un pubblico sempre più vasto, al senso dello spettacolo dal vivo in una società digitale.
Uno dei propositi del progetto è infatti quello di educare un vasto pubblico al linguaggio universale della musica: “I punti che io ritengo di aver messo a fuoco sono la prospettiva che la musica diventi una componente dell’educazione del cittadino, sia nella scuola che dopo – spiega Rattalino – e la necessità di approntare una didattica che sia adeguata a questo scopo”.
La serie, curata da Musicom.it con la regia di Diego Veneziano, è stata girata tra Roma e Brescia durante lo scorso autunno e il progetto è stato realizzato con il contributo di Fondazione Tim e Gruppo Intesa Sanpaolo.

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