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IL PICTOR MUNDI

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La grande Arte porta in grembo un grande segreto, e la sua cifra di riferimento è l’ uomo.
Soltanto la pittura in Arte adempie il suo compito nell’ accadere come intima storia dell’esistenza umana.
Il PICTOR MUNDI del Di Bella ha in sé un grande segreto: un uomo vi è rappresentato (presumibilmente un autoritratto) dalla capigliatura folta che tra le dita della mano sinistra tiene un piccolo stelo di acacia e nella destra una sfera di cristallo con all’ interno la costellazione del gran carro…grazie alla loro facilità di reperimento in cielo, le stelle del GRANDE CARRO sono un punto di riferimento irrinunciabile da cui partire alla conoscenza di altre stelle e costellazioni; il compito è inoltre facilitato dal fatto che certi allineamenti di stelle fatti con le sue sette stelle consentono di trovare altre stelle luminose.
L’Orsa Maggiore, o il Grande Carro, è senza dubbio l’immagine celeste più nota, tanto da essere cantata nel tempo dal Leopardi, che ricordiamo come autore anche di una Storia dell’Astronomia nel 1813…
Il Carro raffigurato nei tarocchi è il carro del vincitore, del trionfatore. Come l’auriga deve condurre i cavalli verso la meta così sarà necessario gestire ed equilibrare forze in contrapposizione per raggiungere e governare il proprio successo.
In sostanza tali forze caratterizzano profondamente questa figura. Eliphas Levi considera come Il Carro di Ermete ovvero la Settima Chiave era in possesso solo ai sacerdoti che la custodiscono mantenendo il segreto persino tra gli iniziati.
L’auriga torna tra gli onori dopo una grande impresa o una importante vendetta. In generale il riferimento al successo, alla conquista, ai valori, al coraggio e al superamento delle difficoltà finalizzato al raggiungimento degli obiettivi, qualunque ne sia la natura.
Grande attenzione deve essere posta agli elementi negativi che rappresenta questa figura. Simboleggia molte delle caratteristiche che non permettono di sviluppare il talento e la necessaria fermezza in situazioni avverse, definisce una persona dalla pessima reputazione e condotta, scarsa qualità nelle idee e grande confusione d’intenti.
LA SFERA nella mano destra, questa figura geometrica rappresenta lo stato della sostanza primordiale, impalpabile e trasparente, uniforme e indifferenziata. Infatti il Cerchio sprovvisto di angoli e di spigoli simboleggia l’armonia, che grazie all’assenza di opposizioni, come l’alto e il basso, ecc., traduce l’indifferenziato in un’uguaglianza di principi. È il simbolo dello spirito e dell’immaterialità dell’anima. Il simbolismo del Cerchio è duplice, sia magico sia celeste. Questa figura come cielo rappresenta la dimensione intellettuale e spirituale.
Il piccolo STELO DI ACACIA nella mano “sinistra”
veniva utilizzato dai rabdomanti per la creazione dei loro strumenti di ricerca. Per questo motivo, si racconta che chiudersi all’interno di un cerchio composto da rametti d’Acacia e meditare profondamente attiri il denaro. Simbolo di femminilità, esprime al contempo innocenza e libertà, pudicizia e sensibilità, tutte caratteristiche prettamente associate alle donne. Non è un caso infatti che questa pianta, nonostante l’aspetto esile che sembra quasi piegarsi al peso del suo tripudio di fiori, nasconda in realtà una grande forza, quella che sovente esprime il gentil sesso dietro una facciata armoniosa e dolce.
Non ultima la simbologia della FOLTA CHIOMA al modo dei Nazirei… Nazireato è una forma “speciale”, individuale e volontaria di consacrazione al Signore. A questo riguardo il capitolo primo del trattato Nazir della Mishna fornisce gli elementi per riconoscere chi ha fatto voto di nezirut. Chi dice: “Sarò”, costui diviene nazir, o anche “Sarò bello”, costui diviene nazir. Se uno disse: Eccomi come questo, Ecco che curo, Ecco che alimento, Ecco che devo farmi crescere i capelli incolti, costui diviene nazir.
Ed infine la simbologia dei cinque fiori sulla veste cerula…in geometria il CINQUE rappresenta il pentagono nonché la stella a cinque punte (non a caso 5 sono le simbologie segrete di quest’ opera). Il 5 è il simbolo dell’Uomo Universale (si ricordi la rappresentazione dell’uomo vitruviano), dell’unione, della luce e del cuore.

E. Tonelli

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