TRATTO DA UNA STORIA VERA

Tempo fa pubblicai un video con intervista rilasciata dal generale c. a. Franco Cravarezza sul Museo Pietro Micca (Via F. Guicciardini, 7 Torino) e la sua affascinante storia di come un gesto eroico salvò l’assediata città di Torino (1706), grazie al sacrificio del minatore Pietro Micca. Se desiderate potrete rivedere e ascoltare il video sul corrieredellospettacolo.net .
Dal museo, man mano che si scende, si diramano una serie di cunicoli che circondano l’area della famosa Cittadella. Alcuni di queste gallerie, sarebbe meglio chiamarle “budelli” sono inagibili, altri per infiltrazioni di acqua. I restanti, perfettamente restaurati e visitabili soltanto con una guida… altrimenti ci si potrebbe perdere in quel dedalo di passaggi… anche se perfettamente illuminati.
Il fatto che stiamo narrando, potrebbe sembrare uscito da un romanzo d’appendice, ma accaduto realmente a Torino intorno agli anni sessanta, come protagonista passivo un hotel del centro della città. Protagonista di questo furto uno o più “galantuomini” non meglio identificati, di certo conoscevano molto bene le abitudini del gestore dell’albergo in questione, oltre la storia contemporanea e su cosa potesse celarsi nel sottosuolo del citato museo.
Non avendo elementi certi sull’accaduto e meno che mai sull’artefice individuo o più persone, poiché non venne mai scoperto, diremo che per una fortuita combinazione e circostanza si appropriò di centomila lire, una cospicua somma per quell’epoca, lasciata in cassa dal responsabile dell’albergo.
Anche la ricostruzione della polizia fu veramente da manuale, infatti, appurato che non vi fossero segni di effrazione… e, l’unico possessore della chiave d’ingresso la teneva il proprietario… tutti brancolavano nel buio. Minuziosamente i poliziotti, cercarono l’impossibile per poterne venire a capo dissipando la matassa. Nella certosina ricerca, si trovarono in un “infernotto”, così chiamato in quanto questo vano, scendeva oltre la comune cantina di una casa… all’incirca di una decina di metri distanziandosi dal piano strada (ogni vecchio stabile di Torino ha questi piani sotterranei). Fu allora che trovarono la soluzione del bandolo della matassa, nel vedere la porta forzata, aprendola si trovarono di fronte un cunicolo, agli agenti non restava che proseguire sino in fondo che li condusse ad una porta in legno sgangherata semiaperta… trovandosi sotto un edificio… della vecchia stazione di Porta Susa!
Con tutti questi elementi, ci volle poco ai poliziotti capire come l’audace “Arsenio Lupin” del momento avesse escogitato la rocambolesca rapina…
Oggi questo sarebbe impensabile attuare un simile espediente per almeno due sostanziali motivi: Le gallerie sono a prova di emuli del signore citato, la vecchia Stazione di Porta Susa ormai in disuso ha lasciato il posto a quella nuova poco distante. L’altra, la stanno ristrutturando per fornire all’adiacente Piazza XVIII Dicembre un lussuoso albergo…

Daniele Giordano

Tempo fa pubblicai un video con intervista rilasciata dal generale c. a. Franco Cravarezza sul Museo Pietro Micca (Via F. Guicciardini, 7 Torino) e la sua affascinante storia di come un gesto eroico salvò l’assediata città di Torino (1706), grazie al sacrificio del minatore Pietro Micca. Se desiderate potrete rivedere e ascoltare il video sul corrieredellospettacolo.net . Dal museo, man mano che si scende, si diramano una serie di cunicoli che circondano l’area della famosa Cittadella. Alcuni di queste gallerie, sarebbe meglio chiamarle “budelli” sono inagibili, altri per infiltrazioni di acqua. I restanti, perfettamente restaurati e visitabili soltanto con una…

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