Enrichetta Giornelli. I protagonisti della IV edizione del Premio Pierluigi Galli

A seguito le liriche della poetessa Enrichetta Giornelli

 

Se ancora ci incontrassimo…

Se ancora ci incontrassimo

dove il faro annega

nella nebbia d’inverno

potremmo abbagliarci

di ombre confuse

e guardare il mare

in sussulto

rapiti dallo stesso sentire.

Sarebbe come

ritrovare l’antica tempesta

in una prospettiva nuova

e riprendere il tessuto strappato

riassestandolo

con il filo della saggezza.

 

Se ancora ci incontrassimo

nell’ultimo tepore d’estate

aggiungeremmo paragrafi nuovi

alla scomparsa della luna

che lasciò nuda la notte

per incendiarla di desideri

nel volo di stelle cadenti.

 

Il vetro colorato 

Cade la tela

sulla veduta del giorno

abbatte ogni angolo

di luce

nella stanza assalita

da voci che tacciono.

 

La fronte posata

sul palmo della sera

scorre sul vetro colorato

della finestra,

schermo d’illusione

dell’inganno infantile

che mutava la realtà

in sogno

prosciugando rivoli di lacrime

nell’innocente pianto…

 

Provo ancora

a lenire l’ignoto

cercando risvolti nuovi

nelle forme sfaldate,

ma l’immaginazione

non muta l’ordinaria visione

del vivere,

troppo certa la sembianza

del paesaggio,

ormai grido d’un tempo

posato sul confine di nebbia.

 

Respiro il vento della notte

imboccando la traversata

dell’animo,

vapori di silenzio

solcano sentieri nuovi

sulla scia

d’un salmo di stelle.

 

Con te, padre…

Con te, padre,

ho percorso sfide

di tortuosi sentieri

custodendo la mente

nel tuo dono,

un forziere di valori

che confutavano

quel comune sentire

cristallizzato

nel deposito dell’apparenza.

 

Con te, padre,

Ho attraversato

fragili varchi

ricorrendo

alla tua corazza

quando l’urlo della tempesta

attaccava

l’esile respiro della vita.

 

Questa sera,

lacunosa di certezze,

mi porge ancora

le tue mani,

ne riconosco la stretta

rude e gentile

nell’accogliere

la mia preghiera

e guidarmi verso l’aurora…

insieme ritroveremo

l’antico sole

che germina viole

sulla terra di ghiaccio.

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