“IL GIARDINIERE CIECO”. Il mondo della negazione di Guglielmo Aprile

 

UNA POESIA DI GUGLIELMO APRILE

Il petto di pollo intona una nenia penosa
sulla piastra di ghisa arroventata;
uccidi o morirai, ogni organismo
è soggetto al bisogno e alla paura.
Il giardino è qui a pochi passi, e insieme
irragiungibile; vi entrerà solo
chi seppe farsi sordo
alla cortigiana e al suo invito osceno,
al carosello finto delle onde.

Da: Il giardiniere Cieco (Transeuropa, 2019)

 

IL COMMENTO DI STEFANO DURANTI POCCETTI

La poetica di Guglielmo Aprile si scontra con tutti i canoni lirici esistenti. Ha il coraggio di combattere la stessa bellezza sonora, per dare vita a ritmi completamente nuovi. Per fare un esempio concreto, per evidenziare la sua estetica, diremo che se la maggioranza dei Poeti sono Beethoven, Aprile è Stravinskij, capace di trovare un modo originale di fare Arte in un momento storico dove questo è molto difficile. Così l’Autore sfrutta il suo autentico timbro stilistico per parlare della realtà, anzi, dell’annientamento della realtà, in un periodo dove l’uomo ha perso la sua strada, condizionato dai plurimi stimoli che lo rendono schiavo. Per Guglielmo Aprile la scrittura non significa soltanto fare Poesia, ma anche esprimere un potente gesto artistico, questo lo dimostra con le sue liriche, che sono vere e proprie opere d’Arte contemporanea, culminanti nell’annientamento stesso dell’Arte, se a un certo punto il Poeta decide che un solo titolo è bastante, quando la lirica Sindrome di Cotard rimane completamente in bianco, senza parole, proprio perché l’intitolazione è sufficiente a dimostrare la negazione universale che fa parte della nostra attuale società.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTORE

Guglielmo Aprile è nato a Napoli nel 1978. Attualmente vive a Verona, dove si è trasferito da una decina di anni circa per insegnare. È stato autore di alcune raccolte di poesia, tra le quali “Il dio che vaga col vento” (Puntoacapo Editrice, 2008), “Nessun mattino sarà mai l’ultimo” (Zone, 2008), “L’assedio di Famagosta” (Lietocolle, 2015), “Calypso” (Oedipus, 2016); “Il talento dell’equilibrista” (Ladolfi, 2018); per la saggistica, ha collaborato con alcune riviste con studi su D’Annunzio, Luzi, Boccaccio e Marino, oltre che sulla poesia del Novecento.

  UNA POESIA DI GUGLIELMO APRILE Il petto di pollo intona una nenia penosa sulla piastra di ghisa arroventata; uccidi o morirai, ogni organismo è soggetto al bisogno e alla paura. Il giardino è qui a pochi passi, e insieme irragiungibile; vi entrerà solo chi seppe farsi sordo alla cortigiana e al suo invito osceno, al carosello finto delle onde. Da: Il giardiniere Cieco (Transeuropa, 2019)   IL COMMENTO DI STEFANO DURANTI POCCETTI La poetica di Guglielmo Aprile si scontra con tutti i canoni lirici esistenti. Ha il coraggio di combattere la stessa bellezza sonora, per dare vita a ritmi…

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