Paolo Conticini e il suo carisma in scena al Teatro Verdi di Pisa

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Al Teatro Verdi di Pisa

Nato nella città della torre pendente il 10 Gennaio 1969, dopo aver fatto il modello, il disegnatore in uno studio di arredamenti, il gestore di una palestra femminile e il buttafuori in una discoteca, all’età di 24 anni ha debuttato al cinema, nel film ‘Uomini uomini uomini’, per la regia di Christian De Sica. Da lì in poi, una carriera cinematografica, teatrale e televisiva in costante ascesa, vissuta con grande trasporto, accarezzata e sostenuta dal calore di un pubblico sempre più ampio.

La prima volta

Paolo Conticini, personalità di spettacolo dal grande carisma, amato anche da colleghi, amici e fan che ritrovano in lui la genuinità di un animo nobile, fantasioso e, al tempo stesso, riservato, Sabato 20 e Domenica 21 Novembre scorsi, nella suggestiva cornice del Teatro Verdi di Pisa, ha portato in scena ‘La prima volta’, per la regia di Luigi Russo, uno spettacolo della durata di un’ora e mezza, caratterizzato dalla forte empatia con la sala e da una spiccata sensibilità umana che, unita ad una sottile autoironia, ha fatto breccia nel cuore di un pubblico attento e divertito. Racconti e storie di vita personale e professionale, un particolare legame con il nonno, aneddoti simpatici, amori possibili e impossibili, sono stati i principali ingredienti di una ricetta gustosa che ha saputo saziare con dolcezza ed ironia il palato degli spettatori.

Ho amato tutto

Alle ore 18.00, poche ore prima di entrare in scena con lo spettacolo serale del 20 Novembre, Paolo Conticini, in un evento aperto al pubblico, ha presentato, presso la sala ‘Titta Ruffo’ del Teatro Verdi, insieme alla giornalista Francesca Petrucci, dinanzi al suo editore, a Silvano Patacca, Direttore artistico (programmazione prosa e danza) del Teatro, e a molti altri intervenuti, la sua opera letteraria dal titolo ‘Ho amato tutto’, pubblicata proprio quest’anno in coedizione da ‘Elledibook’ e ‘Pacini Editore’. 223 pagine raccolgono la vita privata e professionale di uno shoman a tutto tondo e offrono ai lettori tanti scorci di un trascorso vissuto con passione ed emozione. Potremmo dire che si tratta quasi di un bilancio di 50 anni di vita unito all’urgenza del pensiero di non aver detto ciò che avremmo voluto alle persone amate. Il tutto si sviluppa attraverso un dialogo intimo, intenso e, a tratti commovente, con l’adorato nonno Alvaro, capace di condurre alla scoperta dell’infanzia, delle prime esperienze e delusioni amorose, dei tanti lavori svolti fino all’approdo, quasi casuale, al mondo del cinema. I nostri complimenti a Paolo Conticini, un uomo di grande successo che non ha mai dimenticato l’affetto della sua famiglia e che vive in modo forte e indissolubile un legame profondo con la sua amata Pisa.

Dario Cecconi

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