Oltre lo scibile umano. La festa di matrimonio di Adriano Di Gregorio

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Strana storia, quella in cui devono barcamenarsi il vicequestore aggiunto Damiano Battaglia e il suo fido ispettore Concetto Spanò, personaggi cardine delle opere letterarie più recenti del buon Adriano Di Gregorio. Una storia forse ancora più articolata rispetto a precedenti esperienze anche estremamente personali (si veda Il peso della verità del 2014), serrato intricarsi di vicende che fanno di La festa di matrimonio (fresco uscito per Algra Editore) una vera e propria ragnatela non solo di fatti, ma anche e soprattutto di spunti riflessivi che costringono a fare i conti con quanto di più oscuro e – al contempo – vitale si annidi tra le viscere delle sensazioni umane.

È un passo in avanti verso la comprensione di una condizione umana sempre più relegata a mero tornaconto individuale, quello compiuto da Battaglia e Spanò. Un percorso che passa attraverso un plico di vecchie lettere probabilmente provenienti da una passata corrispondenza amorosa, a cui si associa, in parallelo, la pregressa vicenda di due giovani, Albert e Libera, fuggitivi dalla Berlino Est di poco precedente alla costruzione del muro (lui) e inglobata tra le maglie delle più violente lotte operaie nell’Italia dell’estrema sinistra extraparlamentare (lei). Non solo: mentre tutto questo scorre sotto gli occhi e nella mente del commissario Battaglia, c’è sempre da fare i conti con una Sicilia perennemente macchiata da omicidi, omertà dilagante, ricatti e menzogne. Ma c’è anche un quaderno pieno di riferimenti alla sezione aurea e un nesso tra tutti questi avvenimenti, presenti e passati, che dispiega agli occhi dei protagonisti – e del lettore, naturalmente – tutto un enorme coacervo di percezioni ideologiche – talvolta anche finemente politiche, se lo si vuole concepire – che partono dalla fattispecie letteraria giallo-thriller per approdare sulle sponde di un discorso umanistico che in tanti hanno raramente il coraggio (o la capacità) di mettere nero su bianco.

Di Gregorio fa del suo racconto una sorta di vortice per rivelazioni e spunti di riflessione universalmente esistenziale, incentivando – fin dove possibile – il lato ironico e irriverente dei suoi due protagonisti principali per asciugare saggiamente ogni possibile rigetto da presunti massimi sistemi. Così facendo, Di Gregorio riesce a rendere il tutto più avvicinabile e assorbibile da occhi e menti che, altrimenti, rischierebbero di mettere da parte la pagina troppo prematuramente e, con essa, l’occasione di vedersi prendere per mano e condurre verso un sentiero fatto di coscienziosa riflessione sull’inesistenza del concetto di tempo dinanzi a questioni che vanno bel oltre il solo dato umano.

Titolo: La festa di matrimonio

Autore: Adriano Di Gregorio

Genere: Giallo / Poliziesco

Casa editrice: Algra Editore

Pagine: 232

Codice ISBN: 978-88-934-13-312

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