Quotidiano di Cultura diretto e fondato da Stefano Duranti Poccetti nel 2011

“I MUSICANTI”, 100% MADE IN NAPOLI

Data:

In scena fino al 17 marzo a Milano al Teatro degli Arcimboldi di Milano

Un Mamma Mia! made in Napoli: storia, canzoni ed interpreti napoletani al 100%. Un rispettoso omaggio e la celebrazione di un artista immenso, affinché la sua musica e la sua straordinaria forza poetica continuino ad essere conosciute e apprezzate – parole del produttore Sergio De Angelis: Al centro di Musicanti c’è l’unicità di un maestro innovatore della tradizione italiana ed è proprio nel rispetto di questa unicità che Musicanti mette insieme tutte le forme di arte da palcoscenico: teatro, musica e danza. Il pubblico sta dando ragione al lunghissimo lavoro fatto con Fabio Massimo Colasanti, stretto collaboratore di Pino per più di vent’anni, musicista in numerose produzioni di prestigio italiane e internazionali ed editore musicale. Una straordinaria standing ovation è diventata la chiusura di ogni spettacolo. Io sono là, in ogni teatro e ogni teatro mi ha regalato la stessa forte emozione.
La storia inedita, scritta da Alessandra Della Guardia ed Urbano Lione, è quella del giovane Antonio (Alessandro D’Auria), che torna nella sua Napoli per un lascito testamentario. Il misterioso benefattore è suo padre, di cui non ha mai saputo niente. Sconvolto dalla notizia, vuole liberarsi dell’immobile ma scopre che si tratta di uno storico locale di musica, il Ue Man. Il ragazzo è costretto a restare a Napoli e a gestire la situazione, lo farà grazie all’aiuto umano e psicologico di un artista di strada, Dummì (Pietro Pignatelli), conoscerà Anna (Noemi Smorra), la cameriera e cantante del locale, ed il suo amico Teresina (Francesco Viglietti), rincontrerà Rita (Simona Capozzi), si difenderà dai tranelli di un delinquente, ‘O Scic (Leandro Amato). Resterà ammaliato dai racconti di Donna Concetta (Maria Letizia Gorga) e Tatà (Enzo Casertano) ed aprirà il suo cuore incontrando il nonno di Anna (Ciro Capano, che interpreta anche il notaio in possesso del testamento del padre di Antonio). La presenza di Antonio in questo luogo tanto odiato troverà un perché.
Una storia che racconta Napoli fatta da napoletani. Tutti gli interpreti hanno voci incredibili e sono molto a loro agio nei rispettivi personaggi. Alessandro D’Auria è il giovane che passa dal rinnegare il suo passato a farne il suo futuro: un ragazzo senza padre, cresciuto dalla madre single e poi costretto a trasferirsi a Torino da uno zio alla morte di quest’ultima. Noemi Smorra, smessi finalmente i panni di Lucia de I Promessi Sposi riesce molto meglio, sia vocalmente che interpretativamente, nei panni di Anna, napoletana verace e determinata. Bellissime voci e simpaticissimi invece Francesco Viglietti, Mario o meglio Teresina, barista del Ue Man, dichiaratamente gay, e Leandro Amato, nello scomodo ruolo di Vincenzo, detto ‘O Scic, il camorrista di turno che tiene in scacco le vite di molti poveracci con i suoi traffici illeciti. Sarà Rita a denunciarlo alla polizia: un bellissimo ruolo quello affidato a Simona Capozzi, quello di una ragazza che ha il coraggio di ribellarsi alla situazione di miseria e degrado imposta da ‘O Scic; sostenuta poi da una voce pazzesca e dal suo fidanzato in scena, l’immenso Pietro Pignatelli, Dummì, che ancora una volta cambia completamente ruolo: da scanzonato in Grease, a timido Geppetto in Pinocchio, da perfido Capitan Uncino in Peter Pan a dolcissimo Calaf ne La Regina di Ghiaccio… Solo per citarne alcuni. Qui è indubbiamente nel suo: napoletano DOC, canta la sua musica nel suo ambiente; è un Dummì intenso, generoso, l’eroe buono senza macchia e senza paura… Ma anche senza una lira, per cui spesso si caccia nei guai. Chi lo copre sempre è Donna Concetta, la voce incredibile di Maria Letizia Gorga, voce che perfora le scenografie dalla potenza e dall’intensità. Un personaggio che viene e va, una specie di guardiano del faro che nel momento del bisogno appare ma altrettanto misteriosamente scompare, un occhio sempre vigile sul quartiere, i suoi abitanti, le loro disavventure.
Nulla sarebbe stato lo stesso senza un quartetto di musicisti stellari: Alfredo Golino alla batteria, Elisabetta Serio alle tastiere, Roberto D’Aquino al basso, Simone Salza al sax ed infine Fabio Massimo Colasanti alla chitarra, al fianco di Pino Daniele per più di 20 anni, l’anima di questa musica. La regia di Bruno Oliviero è buona anche se confusa in certi momenti: troppa gente che va e viene, passa da una parte all’altra senza grande senso: in certi momenti non si sa più chi o dove guardare. Viste e straviste le coreografie di Cristina Menconi, che non valorizzano per niente i dieci danzatori, cinque coppie, alcuni di indiscussa bravura, altri meno ed anche un po’ fuori forma. Bellissime le scene di Carlo de Marino a rendere proprio la Napoli che ci immaginiamo.
Uno spettacolo che ha fatto tutto esaurito a Napoli, che Milano ha accolto, come era facile prevedere, più freddamente, anche solo per la difficoltà di comprensione delle canzoni, tutte rigorosamente “in lingua”, ma il pubblico in sala è stato contagiato dalla bravura e dalla carica degli interpreti: tanti, meritatissimi applausi alla fine. Da vedere.

Chiara Pedretti

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