“Jazz noir. Indagine sulla misteriosa morte del leggendario Chet Baker”. Di Rolf van Eijk

Amsterdam, 13 maggio 1988, Chet Baker, uno dei più grandi trombettisti jazz mai esistiti, muore cadendo da una finestra del Prins Hendrik Hotel.

Dal momento del ritrovamento del cadavere sul marciapiede antistante l’hotel, il detective Lucas interpretato da Gijs Naber, inzierà la sua indagine sulla misteriosa morte del musicista americano, che all’epoca del decesso aveva 59 anni. Ma sarà un’indagine che lo porterà a scavare dentro la sua stessa vita, ritrovandosi a condividere con il trombettista “la paura di affrontare i demoni”.

Il film, che segna il debutto, un ottimo debutto, al lungometraggio, del regista olandese Rolf van Eijk, classe 1983, non a caso sceglie come titolo “My foolish heart” (Jazz noir è alquanto didascalico e non così poetico come il film si rivela essere) che è il titolo di una nota canzone di Bill Evans, una canzone d’amore che parla di un “cuore folle”, di “una linea tra l’amore e l’incanto difficile da vedere, ma questa volta non è un incantesimo o un sogno che svanirà e cadrà in pezzi, è amore, questa volta è amore, mio folle cuore”.

Lucas si inginocchia accanto al cadavere, Baker stringe in una mano una chiave. Lucas alza lo sguardo verso la finestra, è aperta, sventola una tenda, gli sembra di vedere un’ombra, l’ombra di un uomo. Chi è quest’uomo? Corre in camera, ma la camera è vuota. C’è solo una tromba, solitaria, muta, nel buio della stanza. Baker si è suicidato? Lo hanno spinto di sotto? Un regolamento di conti con un pusher? Il mostro che era dentro Chet ha prevalso sull’angelo?

La morte non è la perdita più grande nella vita ma la perdita più grande è quando muore qualcosa dentro di noi, quando rifiutiamo di affrontare i nostri demoni.

Tra vicoli oscuri, dove bazzicano pusher e puttane, fumosi locali di jazz, quartieri a luci rosse, stanze di hotel, la notte sembra non finire mai, un cupo e pesante mantello che nasconde le vite di Lucas e di Baker, i segreti, gli amori, le debolezze, le lacrime, le disperazioni.

La morte di Chet Baker, e l’apparente mistero che l’avvolge, sono il punto di partenza e l’ispirazione per questo bel film noir, perché ogni morte violenta o meno che sia, non ha altri colori, la morte è nera e nessuna luce vi penetra. E’ un abisso da cui nessun’anima si salva. Dentro un’atmosfera perennemente notturna, la fotografia è una delle chiavi di questo film, come lo sono la musica, sensuale, struggente, avvolgente, l’interpretazione sofferta, intensa, indimenticabile? di Steve Wall, attore e musicista irlandese, nei panni del famoso trombettista “ che peggio stava e meglio suonava”, il regista, con la sua camera spietatamente gira attorno a Chet. E quasi lo divora, lo soffoca, lo scava, lo studia, con piani strettissimi sulle dita che suonano, sul suo volto segnato dalle rughe, duro, un volto da vizioso, da criminale, sulla tromba che luccica e “suona la musica del cuore”. E mentre Lucas va alla ricerca dei testimoni, il dottore, un amico, il manager, cercando di scoprire cosa è successo e perché, si ritrova a ripercorrere la propria vita, a inseguirla, a cercare di affrontarla. I misteri rimangono spesso misteri, ma il loro fascino continua a sedurci, se li svelassimo non rimarrebbe che la cruda, disgustosa realtà. L’unica cosa che vale e su cui non ci sono misteri, è la musica che ci ha lasciato questo angelo che ha fatto un patto con il diavolo, “sempre fatto sarai ma non morirai mai”.

Un musicista che ha vissuto quello cui era stato predestinato, e che dalla sua sofferenza ha saputo far scaturire note di tenerezza, passione, romanticismo, note che hanno avuto la forza di “far piangere uomini adulti”.

Il noir rimane irrisolto, ognuno faccia le sue congetture, giudichi, condanni, perdoni, ma una cosa su tutte: ascolti quanta bellezza, quanta poesia possono scaturire da un’anima inghiottita dal buio.

Daria D.

titolo internazionale:
My Foolish Heart
titolo originale:
My Foolish Heart
paese:
Paesi Bassi
anno:
2018
genere:
fiction
regia:
Rolf van Eijk
durata:
83′
data di uscita:
NL 1/11/2018
sceneggiatura:
Rolf van Eijk, Roelof Jan Minneboo
cast:
Gijs Naber, Steve Wall, Raymond Thiry, Arjan Ederveen, Lynsey Beauchamp, Paloma Aguilera Valdebenito, Medina Schuurman
fotografia:
Martijn Van Broekhuizen
montaggio:
Xander Nijsten, Dorith Vinken
scenografia:
Roland Mylanus
costumi:
Bernadette Corstens
musica:
David Dramm
produttore:
Pieter Kuijpers, Iris Otten, Sander van Meurs
coproduttore:
Joost de Wolf
organizzatore generale:
Maarten van der Ven
Amsterdam, 13 maggio 1988, Chet Baker, uno dei più grandi trombettisti jazz mai esistiti, muore cadendo da una finestra del Prins Hendrik Hotel. Dal momento del ritrovamento del cadavere sul marciapiede antistante l’hotel, il detective Lucas interpretato da Gijs Naber, inzierà la sua indagine sulla misteriosa morte del musicista americano, che all’epoca del decesso aveva 59 anni. Ma sarà un’indagine che lo porterà a scavare dentro la sua stessa vita, ritrovandosi a condividere con il trombettista “la paura di affrontare i demoni”. Il film, che segna il debutto, un ottimo debutto, al lungometraggio, del regista olandese Rolf van Eijk, classe 1983,…

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