L’angosciosa ricerca della propria vera (?) personalità

Al Teatro Out Off di Milano dal 21 gennaio al 6 febbraio 2022

Nella prima parte del ‘900 prese corpo nella società europea una nuova consapevolezza che generò inquietudine. Affiorò infatti l’idea di un mondo inesplorato, vivo e pulsante, nascosto all’interno delle personalità individuali. Un mondo sconosciuto e inquietante, che metteva in discussione le antiche sicurezze. Freud fu universalmente riconosciuto come uno degli artefici di questa nuova visione, ma questa nuova prospettiva innervò e pervase tutte le forme artistiche. Non ultime pittura e letteratura.

Uno, nessuno e centomila di Pirandello è in qualche modo il manifesto italiano di questa ricerca affannosa e incessante del sé. Una condizione di incertezza nella quale si riconobbero, anche molti anni più tardi, molti adolescenti, che spesso ne rimasero affascinati, come capitò a me nel millennio scorso.

Con la curiosità di vedere trasposta in azione teatrale la mia lettura giovanile, ho assistito dunque alla prima nazionale di Uno, nessuno e centomila di Luigi Pirandello, al Teatro Out Off di Milano, in scena dal 21 gennaio fino al 6 febbraio, per la regia di Lorenzo Loris e l’adattamento di Renato Gabrielli, in coproduzione con MTM – Manifatture Teatrali Milanesi.

Il protagonista, Vitangelo Moscarda, detto Gegè, è un uomo comune, contento e ignaro della propria condizione, fino a quando la moglie gli fa notare un’imperfezione del naso. E poi gli disvela, con inconsapevole leggiadra perfidia, via via altri piccoli difetti fisici, di cui non aveva consapevolezza. Gegè è dunque improvvisamente folgorato dal pensiero di non essere agli occhi degli altri così come si era sempre veduto. Anzi: comprende di apparire in modi diversi, tanti quante sono le persone che incontra. E, ancora, peggio, sente di non riuscire ad avere una visione nitida e stabile della propria “reale” personalità. Come spesso accade nelle opere pirandelliane, questa apertura, questo squarcio su una nuova lucida e spaventosa consapevolezza, lo porta ad essere nominato pazzo dal mondo che lo circonda.

Il romanzo originale è un lunghissimo monologo del protagonista. Lucido, dissezionante, dibattuto in mille contraddizioni, a volte persino ossessivo, nello stile dello scrittore siciliano.

In scena è stato reso sdoppiando la personalità del protagonista.

Gaetano Callegaro (tra l’altro, direttore artistico di MTM) dialoga con un’altra parte della sua personalità, interpretata da Mario Sala, che dà corpo anche ad altri personaggi minori. La mediterranea bellezza di Stella Piccioni regala vigore ed espressività alla moglie del protagonista e, tra le altre, alla figura affascinante e misteriosa di Anna Rosa, l’amica della moglie, di cui rivelerà comportamenti assolutamente insospettati.

Uno, nessuno e centomila utilizza fedelmente il testo di Pirandello, riorganizzato in un montaggio drammaturgico che valorizza teatralmente il processo di scomposizione della personalità al centro dell’opera narrativa. (In questo apprezzabile rigore filologico, è tuttavia sorprendente e inspiegabile il divario generazionale, assente nel romanzo, tra Gegè e la moglie).

La scenografia è molto semplice. Tre grandi pannelli (come i tre attori in scena) neutri, di cui a volte viene mostrato l’altro lato, nella quotidianità di appendiabiti e oggetti di scena, quasi a indicare la doppiezza insita in ogni oggetto “reale”. Bella scelta di suggerire l’idea dei pensieri nella mente con frasi declamate da attori in bicicletta, a descrizione della volatilità delle opinioni.

Nel finale il protagonista si libera da ogni traccia di memoria e dalla sofferenza che alla memoria s’accompagna. La mente smette di arrovellarsi. Nella natura Gegè trova finalmente la sua quiete, dimentico di sè.

“Così soltanto io posso vivere, ormai. Rinascere attimo per attimo. Impedire che il pensiero si metta di nuovo a lavorare, e dentro mi rifaccia il vuoto delle vane costruzioni”. “Muoio ogni attimo, io, e rinasco nuovo e senza ricordi: vivo e intero, non più in me, ma in ogni cosa fuori”.

Guido Buttarelli

 

Uno, nessuno e centomila di Luigi Pirandello
adattamento Renato Gabrielli
con Gaetano Callegaro, Stella Piccioni, Mario Sala
regia di Lorenzo Loris
musiche originali realizzate da Filippo Ferrari, Alessandro Papaianni, Pietro Rodeghiero allievi della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado del corso di composizione (IRMus)
scene Luigi Chiaromonte e Lorenzo Loris
costumi Nicoletta Ceccolini
interventi visivi Stefano Sgarella
luci Luigi Chiaromonte
maschere Gianluca Sesia
coproduzione Teatro Out Off – MTM Manifatture Teatrali Milanesi
Al Teatro Out Off di Milano dal 21 gennaio al 6 febbraio 2022 Nella prima parte del '900 prese corpo nella società europea una nuova consapevolezza che generò inquietudine. Affiorò infatti l’idea di un mondo inesplorato, vivo e pulsante, nascosto all’interno delle personalità individuali. Un mondo sconosciuto e inquietante, che metteva in discussione le antiche sicurezze. Freud fu universalmente riconosciuto come uno degli artefici di questa nuova visione, ma questa nuova prospettiva innervò e pervase tutte le forme artistiche. Non ultime pittura e letteratura. Uno, nessuno e centomila di Pirandello è in qualche modo il manifesto italiano di questa ricerca…

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