Meja Sneženja – Quota neve di Marko Sosič

Trieste – Slovensko stalno gledališče – Teatro Stabile Sloveno , dal 21 al 30 gennaio 2022

Avere l’opportunità di abituarsi alle sfumature. Questo è uno dei tanti privilegi di cui può godere chi vive in una città di frontiera come Trieste. Porto di mare e luogo di passaggio da terra, è tradizionalmente esposta alla presenza di culture diverse, di lingue radicate in un altrove molto ampio.

L’esercizio di questa pratica dona la consapevolezza di quanto sia impossibile categorizzare l’umano in modo indubitabile, stabile e definitivo. Qui, forse anche grazie alla Bora, tutto è fluido, molto è inaspettato, tanto è sorprendente.

Si vive in una quotidiana opera aperta, e ognuno ha la possibilità, se lo desidera, di interpretare la realtà. Ampio spazio è dato quindi alla poesia, esempio principe di tale esercizio ed è dalla poesia che si viene avvolti assistendo a Meja Sneženja – Quota neve di Marko Sosič, scomparso quasi un anno fa, in prima assoluta a Trieste presso la sala principale del Teatro Stabile Sloveno.

Già il titolo suggerisce diverse letture, e la traduzione italiana impone necessariamente una scelta che nell’originale resta aperta: quota neve (in sloveno meja sneženja) è, dal punto di vista meteorologico, l’altezza sul livello del mare a partire dalla quale in quella determinata zona inizia a nevicare; ma “meja” è anche “frontiera”, “confine”.

Ecco allora che quel che avviene in scena non è soltanto un richiamo all’ambiente, a ciò che può avvenire fuori da questa fiabesca casa isolata nel verde, a pochi passi dalla città, ma propone anche dell’altro, qualcosa che accade anche e soprattutto nell’intimo, negli spazi comuni e nell’interiorità degli individui.

Drammi potenti e lacerazioni estreme sono qui suggerite tramite i rimandi, gli accenni verbali e i gesti, i costanti avvicinamenti e allontanamenti tra i personaggi che agiscono nella suggestiva scenografia di Marco Juratovec, prfetta per amplificarne gli echi: il calore di una casa modesta, dominata dal legno si lega infatti indissolubilmente alle innumerevoli finestre che, accostate l’una all’altra – alcune simili, altre totalmente diverse – ne compongono le pareti.

Tre sono le porte, una per lato, a suggerire un’apertura totale che di fatto non c’è. In primo piano un giardino che la circonda tutta.

Comprendiamo che la vicenda si svolge in Slovenia attraverso suggerimenti simbolici raffinati come il garofano, che il padre (Borut Veselko) coltiva e nomina insistentemente, fiore simbolo di questa nazione.

Nulla è esplicito e tutto appare chiaro, a patto di mettersi in ascolto pieno, attenti all’atmosfera, a ciò che di implicito poco a poco si svela.

In un prezioso gioco tra vuoti e pieni in cui sono i primi a dire di più, il capofamiglia è lucido sui punti fermi, su chi avvicinare a sé e chi escludere, ma si dimostra confuso nella quotidianità, in quei gesti di sempre che non riesce più a ripetere; manipolatore e autoritario nei rapporti con i figli è  al contempo aggressivo e spaventato dall’ospite.

Ivan (Primož Forte) è il figlio minore, provato da una sofferenza antica e complicata che non vuole nominare, seppur tradito in questo dai propri comportamenti, ansiosi e spigolosi, bruschi e timorosi, incapace com’è di gestire le pressioni e le aspettative dell’ambiente.

Ida (Nikla Petruška Panizon) la figlia maggiore, accudisce e accoglie pazientemente tutti, svolgendo con rassegnata determinazione il ruolo della madre nei confronti del padre e del fratello.

Leila (Živa Selan) è l’ospite che proviene da lontano, che non è “una di noi”, forse.

Meja Sneženja – Quota neve ci interroga, ci porta dolcemente a sentirci in bilico, a mettere in discussione le nostre certezze senza forzare nulla.

Da questa prospettiva possono sorgere le riflessioni più diverse e, fra le tante, una si stacca dallo sfondo.

Questa nostra ossessione nei confronti dell’altro da noi, questa bisogno spasmodico di far emergere le differenze potrebbe nascondere un’inconsapevole, necessaria, ricerca di un balsamo salvifico alla nostra sempre più nera e buia solitudine.

Perché, forse, non è ciò che ci distingue a balzare prima ai nostri occhi; magari è l’affinità che ci chiama: l’umanità che condividiamo, il nostro comune destino, il nostro essere tutti fragili. Forse è per questo che ci avviciniamo, ma è un attimo, un frammento di tempo subliminale.

Subito dopo, i condizionamenti culturali che dall’esterno provengono, ma che sono saldamente radicati in noi hanno il sopravvento. E ci scopriamo xenofobi, ci scopriamo razzisti.

Paola Pini

Trieste – Slovensko stalno gledališče – Teatro Stabile Sloveno 
dal 21 al 30 gennaio 2022
Prima assoluta
Sovratitolato in italiano
 
Meja Sneženja – Quota neve
di Marko Sosič
 
regia: Goran Vojnović
con
Borut Veselko (il padre)
Nikla Petruška Panizon (Ida)
Primož Forte (Ivan)
Živa Selan (Leila)
assistente alla regia: Francesco Borchi
dramaturg: Marinka Poštrak
costumi: Jelena Proković
scene: Marco Juratovec
musiche: Tamara Obrovac
light design: Jaka Varmuž
trucco: Matej Pajntar,
consulenza linguistica: Jože Faganel
 
Il 2022 è dedicato ai 120 anni dalla fondazione della Società filodrammatica, primo nucleo della compagnia stabile del TSS
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