VARIETA’ IRONICO, COREOGRAFICO E RICCO DI CARICATURE AL MANZONI. COSTA INCANTA IL PUBBLICO CON LE SUE 13 MACCHIETTE ED IL CORPO DI BALLO

Data:

Al Teatro Manzoni di Roma fino al 20 Febbraio 2022

Pochi attori comici hanno la capacità naturale di coinvolgere spontaneamente i fruitori paganti delle loro serate come il siciliano Antonello Costa da anni trapiantato con la sorella Annalisa a Roma e con cui s’è suddiviso il genere del varietà, che talora diventa avanspettacolo, con una leggera disinvoltura, brio frizzante e geniale brillantezza che lo fa essere straordinario nelle sue parodie di personaggi illustri dei vari campi della società, dai politici ed economisti ai colleghi del teatro e della cultura. Stavolta con lo show intitolato “ C’è Costa per te” logicamente  prende di petto la trasmissione famosa melensa e romantica, lacrimevole, di Maria De Filippi, che è una delle prioritarie a Canale 5 , impostando la sua giuliva e scanzonata rivisitazione su 13 pezzi  sardonici e scoppiettanti che inducono il pubblico al buonumore ed a fragorose risate, intrecciando pure una scoppiettante reattività con gli spettatori in platea all’insegna del suo proverbiale motto “ coinvolgici” e stavolta tocca al giovane Mauro dell’ Aventino essere preso di mira dal funambolico istrione del palcoscenico, che lo minaccia sarcasticamente di ritorsione se non gli va dietro afferrando al volo il doppio senso delle sue battute e sganasciandosi dalle risate. Ogni sua satira pubblica d’un individuo del bel mondo è intercalata dal balletto di dinamiche ragazze della capitale guidate dall’esperienza della sorella Annalisa vivace e brava nei suoi passi di danza con elegante abito bianco e verde in due pezzi con stivaletti marroni. Inizialmente il simpatico e prorompente Antonello precisa d’aver avuto anche lui un Covid 19 leggero asintomatico all’inizio di Gennaio , ma d’essersi ormai ristabilito ed essere nelle migliori condizioni per divertire i suoi “ aficionados” spettatori e parte subito con il suo scatenato “Karaosello” di figure politiche, quali Renzi , Salvini e Berlusconi, che in questi giorni stanno faticosamente cercando di trovare un’intesa nella maggioranza per eleggere il nuovo capo dello Stato senza far cadere il Governo con uno scontro frontale. Segue il personaggio di  Anis “Finocchietto Selvatico” che rimprovera il suo “Chef” di mettere troppa “patata” nel minestrone che a lui così non piace e ci vuole una profonda perspicacia per capire l’allusivo doppio senso, che continua con il dottor Maurizio che la sua industria farmaceutica ha destinato a provare le supposte con una postura ormai assimilata fastidiosamente in avanti; comunque meglio questa che essere sottoposto alla verifica degli eccitanti sessuali da parte d’ un palestrato collega. Per ciò che concerne il mondo musicale riproduce bellamente le voci della rimpianta Raffaella Carrà con le sue musiche e della pimpante Cristina D’Avena con i motivi frizzanti del mondo per bambini, portando poi dalla sua Enotria il rinomato successo “vidi ‘na crozza”. Struggente per la sublime dolcezza è il balletto della samba a cui fa da contraltare il personaggio carioca esuberante e dirompente di Nenè che impersona uno dei tanti sudamericani dall’inclinazione sessuale per il medesimo genere, esercitando il secondo tipo della promiscua prostituzione. Nella seconda parte del lavoro la bella Annalisa si presenta con le compagne del gruppo tersicoreo in una superba e leggiadra danza dei 7 veli e dunque afferriamo che abbiamo cambiato continente ed infatti Antonello incarna un Egiziano, che qui da noi non sono tanto ben visti dopo ciò  che è accaduto lì con la dittatura militare al nostro Reggeni, che al quartiere africano sulla Nomentana ha aperto un “Kebar” con gelati alla crema di cammello e dromedario, nonché spiedini esotici di coccodrillo , pagando regolarmente le tasse ed i contributi fiscali; qui sull’entrate erariali svolge una differenza tra i due Stati : in Egitto a chi non versa quanto dovuto viene tagliato un organo od arto del corpo, mentre da noi chi lo fa viene scambiato per un  ingenuo allocco evadendo tutti gli altri l’imposte con i beni al sole nei Paradisi fiscali. L’incontenibile attore poi si  mostra in passi di tip – tap sul palcoscenico e s’accomiata dal pubblico con una freschezza di movenze appunto da tipico avanspettacolo cantando “Le corde si sono rotte e non ho una trombetta, perché altrimenti potrei continuare ad intrattenervi  giocosamente con lo spettacolo” in ricordo del quale ha regalato al pubblico delle cassette con una panoramica esplicativa del più fulgido suo repertorio, ma peccato che fossero troppo poche ed abbiano provocato qualche lamentela da parte di chi è rimasto senza. Uno spettacolo non del tutto nuovo, in quanto alcuni numeri li avevamo già osservati all’Olimpico in autunno, ma che conferma la classe stilistica ed artistica di Costa che dona due ore di gioia alla gente che corre a vederlo trastullarsi con le sue originali parodie sul palcoscenico e pertanto il suo suggestivo e variegato intrattenimento non dovete lasciarvelo sfuggire al Manzoni fino al 20 Febbraio.

Giancarlo Lungarini

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