Funk’n soul: i Funk Off e Joss Stone aprono alla grande “Umbria Jazz 22”

Umbria Jazz Festival, Perugia, Arena Santa Giuliana. Venerdì 8 luglio 2022

Dopo due anni pesantemente condizionati dalla pandemia, anche “Umbria Jazz” ha finalmente potuto ritrovare la propria dimensione originaria: era ora! E chi, se non i Funk Off di Dario Cecchini, divenuti ormai uno dei simboli di “UJ”, poteva celebrare degnamente questo “ritorno alla vita” del festival? A impreziosire il programma della serata d’apertura, poi, la prima volta assoluta di Joss Stone in terra umbra, con il suo “Never Forget My Love Tour 2022”.

Abituati ad assistere alle loro incursioni sonore – le celebri street parade – per le vie e le piazze del centro storico perugino, fa un po’ strano vedere i Funk Off “ingabbiati” sul palco dell’Arena Santa Giuliana (dove pure erano stati protagonisti l’anno scorso nella serata di chiusura), ma non si pensi che tale contesto statico ne stemperi l’esuberanza e l’energia, anzi, tutt’altro! Una marching band – o, nel caso dei Funk Off, viste le loro movenze indiavolate, una kicking band – rimane tale sempre e ovunque, anche sott’acqua, e questo i Funk Off l’hanno dimostrato ampiamente anche stavolta, travolgendo il pubblico dell’arena a colpi di funk, r&b e non solo. La presenza di un ospite di lusso come il chitarrista statunitense Mark Lettieri (membro degli Snarky Puppy, altra band familiare al pubblico di “UJ”) ha innervato di blues e di rock la musica della banda Cecchini, e l’ottimo risultato ottenuto è testimonianza di un’intesa artistica perfetta. Tra i brani proposti nel corso della pirotecnica ora di esibizione, spicca l’omaggio a Hendrix di Jimi’s Legacy. Da segnalare anche un curioso fuori programma: la rottura del sassofono – poi miracolosamente aggiustato, sempre in diretta – di uno dei membri della band, forse a causa di un “eccesso di agonismo”. Quale che sia stata la causa dell’inconveniente, quel che è certo è che il fatto, cioè il sacrificio per la causa del povero strumento, esprime meglio di tante parole la forza dirompente dei Funk Off dal vivo…

Molto attesa, l’esibizione di Joss Stone nella seconda parte della serata non ha deluso le aspettative. Vestita in arancione, a piedi nudi e con i segni della nuova gravidanza ormai molto evidenti, la cantante britannica ha dispiegato per la prima volta a “Umbria jazz” la sua meravigliosa voce soul – un po’ cambiata nel corso del tempo, meno “scura” e corposa, ma sempre irresistibile -, deliziando il pubblico con una scaletta in cui ha alternato brani dal recente Never Forget My Love a successi del passato. Chiaramente in pace con se stessa e col mondo, scherzosa, sorridente e comunicativa come d’abitudine, Joss ha dispensato a piene mani serenità e buone vibrazioni con L.O.V.E, Tell Me What We’re Gonna Do Now, Harry’s Symphony, You Had Me; durante l’esecuzione di quella che è stata forse la sua prima vera hit, la riuscita cover di Super Duper Love (direttamente dall’album di debutto The Soul Sessions, 2003), la cantante è scesa dal palco per mettersi al livello del suo pubblico, scatenando in un attimo la corsa dei presenti, desiderosi di vederla più da vicino, verso le prime file della platea. Noncurante della fatica e della prudenza che ci si sarebbe potuti aspettare considerando il suo stato, la generosa Joss ha prolungato la sua esibizione fino a sfiorare le due ore di durata, concedendo vari “bis”, tra i quali Right to Be Wrong (da Mind, Body & Soul, 2004) e You’re My Girl (da Never Forget My Love). Eccellente la band di supporto, con menzione particolare per le due coriste e il trombettista.

Buona, anzi, ottima la prima: bentornato “Umbria Jazz”!

Francesco Vignaroli

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