Ilaria Solazzo, giornalista pubblicista e blogger ha intervistato per noi e per voi di CORRIERE DELLO SPETTACOLO l’editore Leonardo Annulli

Descrizione, (in breve), del libro 
La felicità è innanzitutto un’esperienza privata, difficile da ricondurre a una definizione obiettiva e universalmente valida. Un tentativo in questo senso, tuttavia, può essere fatto. Partendo da diversi approcci e punti di vista gli autori di questo libro definiscono i contorni biologici e psicologici di ciò che cerchiamo nella felicità, collegandola al godimento di diritti e libertà individuali e collettive, all’altruismo e alla bellezza, alle relazioni sociali ed economiche. Gioia Di Cristofaro Longo, Filomena Gallo, Francesco Orzi, Gaia Orzi, Simone Quercia, Benedetto Todaro, Alessandro Zocchi.
Dettagli sul libro
INTERVISTA
ILARIA – Benvenuto nella mia rubrica. Presentati ai miei lettori.
LEONARDO – Mi chiamo Leonardo Annulli, ho 41 anni e dirigo una piccola casa editrice con sede a Grotte di Castro, in provincia di Viterbo. Sono un grande appassionato di musica e di letteratura.
ILARIA – Quando hai scelto di intraprendere questa attività? Cosa ti ha spinto ad aprire una tua casa editrice?
LEONARDO – L’idea di metter su una casa editrice fu di mio padre, Giuseppe Annulli, anch’egli grande lettore oltre che appassionato promotore della nostra terra di origine, la Tuscia viterbese. La casa editrice nasce con questo specifico proposito, quello di diffondere la storia, le tradizioni e le bellezze naturali di questa terra. Col tempo abbiamo allargato gli orizzonti e preso a fare altre cose, ma una parte consistente del nostro catalogo e della nostra attività è ancora dedicata a quell’obiettivo.
ILARIA – E per quanto riguarda la diffusione? Come avviene la distribuzione dei tuoi titoli?
LEONARDO – Abbiamo iniziato facendo noi stessi l’attività di distribuzione, nella provincia di Viterbo e nei territori confinanti (Grossetto, Siena, Terni). Recentemente abbiamo iniziato a collaborare con dei distributori, sia per le librerie che per l’online, ma abbiamo mantenuto la nostra attività di autodistribuzione e autopromozione nella provincia di Viterbo.
ILARIA – Come hai scelto i primi titoli messi nel catalogo svariati anni fa?
LEONARDO – I primi titoli sono venuti quasi da soli, tramite proposte di studiosi e autori che conoscevamo, o come realizzazione di idee editoriali che mio padre aveva maturato. Da allora però è cambiato quasi tutto.
ILARIA – Come scegli gli autori e gli illustratori per i libri che produci?
LEONARDO – Non c’è una risposta che sia valida per tutto il catalogo, ogni collana ha una storia propria. La collana delle guide turistiche è il frutto di un’idea editoriale, siamo noi a cercare gli autori più adatti per realizzare i volumi che abbiamo in mente, e sono sempre persone che hanno già una conoscenza profonda del paese che andranno a trattare. La collana Spirali, dedicata alla divulgazione scientifica, ha due direttori che si occupano di selezionare e proporre i titoli. La collana dei romanzi e dei racconti, NarrAzioni, si regge su due gambe: le proposte che ci arrivano, che mi occupo personalmente di selezionare, e lo scouting editoriale vero e proprio. Questa collana è anche l’unica del catalogo con le copertine illustrate. Devo ammettere che, fino a oggi, nella scelta degli illustratori mi ha aiutato molto il caso: con Luca Salce, primo illustratore seriale della collana, ci conosciamo da sempre; Alfonso Prota, attuale illustratore seriale, l’ho conosciuto attraverso un autore con il quale collaboriamo da tantissimi anni, Marco Saverio Loperfido. Sono entrambe bellissime persone, con le quali è un piacere avere a che fare e che sono in grado, con la loro arte, di dare un’identità alla collana. 
ILARIA – Quali sono le caratteristiche della tua casa editrice e perché sceglierla?
LEONARDO – Perché siamo degli editori seri, che non chiedono soldi agli autori e che seguono le pubblicazioni dal parto alla culla, all’adolescenza e fino alla maggiore età.
ILARIA – Oltre alla vendita dei libri, quali altre attività porti avanti per promuovere e far conoscere i libri pubblicati dalla tua casa editrice?
LEONARDO – Promozione su magazine online e cartacei, email e social media marketing, richieste di recensioni, interviste.
ILARIA – Com’è cambiata l’editoria negli anni? Quali le illusione che spesso danno gli editori?
LEONARDO – Il pubblico dei lettori purtroppo si è ristretto da quando abbiamo iniziato (quasi diciotto anni fa), e lo zoccolo duro rimasto è molto esigente, da tutti i punti di vista. Giustamente esigente, aggiungerei. Vuole libri fatti bene, di forma e di sostanza. Non è vero che si ricercano le cose superficiali, le cose superficiali allontanano le persone dalla lettura. Le opportunità di pubblicare sono aumentate, per fortuna, ma purtroppo vi è un’inflazione di case editrici a pagamento, che fanno profitti con il capitale degli autori e nutrono illusioni ed egocentrismi. L’illusione è quella del successo, che banalizza sempre tutto. Ci vuole una certa quota di «lavoro» – di esperienze e di letture soprattutto, ma anche di scritture e riscritture – per arrivare a pubblicare, e la pubblicazione è solo un primo passo.
ILARIA – Cosa significa per te essere un editore? Come ti approcci ai tuoi autori?
LEONARDO – Essere un editore significa essere un filtro tra chi scrive e chi legge: un filtro a maglie larghe, possibilmente. Con gli autori mi piace lavorare, ragionare su quello che hanno scritto, proporre modifiche e ricevere approvazione o rifiuti.
ILARIA – Oggi, per una casa editrice, quanto sono importanti i social?
LEONARDO – Abbastanza importanti, direi, soprattutto per una piccola casa editrice che non ha i mezzi per fare grandi campagne pubblicitarie. Non esagererei il loro ruolo, però: l’uso dei social media è importante soprattutto per i proprietari delle piattaforme, che su quell’uso e sulla vendita di inserzioni pubblicitarie fanno immensi profitti. Una casa editrice dovrebbe andare a cercare i lettori – nuovi lettori, intendo -, mentre gli algoritmi ti chiudono in una bolla.
ILARIA – Che generi letterari prendi in considerazione per la collana di narrativa?
LEONARDO – Per me non è facile fare un elenco di generi, e forse non avrebbe neanche molto senso, visto che la cifra della contemporaneità è – se ne esiste una – l’ibridazione. Come scrivo anche sul sito, a NarrAzioni piacciono molto gli intrecci tra storia e finzione e tra riflessione e avventura, il realismo senz’altro ma anche gli ibridi un po’ audaci, fantastici. Quello che non ci interessa è la letteratura che ha come scopo il semplice intrattenimento.
ILARIA – Come ti comporti nei confronti degli autori esordienti?
LEONARDO – Come con tutti gli altri in realtà, cerco solo di metterci più tatto.
ILARIA – Credi che l’emergenza e il momento drammatico che stiamo vivendo possa influenzare negativamente la ripresa da parte del mondo editoriale?
LEONARDO – La ripresa c’è già stata, negli ultimi due anni (per metà del 2020 e tutto il 2021), ma a quanto pare aveva i piedi di argilla e il 2022 è già iniziato in calo. Vi sono ragioni strutturali, o che sembrano tali (lo scarso sostegno pubblico alla filiera del libro, un sistema scolastico troppo orientato al mercato e poco all’educazione, la precarietà delle condizioni lavorative), e poi ci sono quelle legate al momento economico, quali l’inflazione in particolare e la crisi delle catene di approviggionamento (penso al prezzo e alla reperibilità della carta).
ILARIA – Più di metà Italia non legge. Nel Nord e nel Centro del Paese legge oltre la metà della popolazione. Una famiglia su dieci non ha libri in casa non è che per caso avremmo qualcosa da imparare da nazioni come la Finlandia e la Polonia?
LEONARDO – Be’, sicuramente qualcosa sì, se non altro dai loro sistemi scolastici, del welfare e da come tengono in considerazione il libro e lo sviluppo culturale della popolazione.
ILARIA – Hai qualche idea brillante per tenere incollati alla lettura i maschi dopo i 13 anni? Che cosa, secondo te, può incentivarli a continuare a leggere?
LEONARDO – Non credo di avere idee particolarmente brillanti o fantasiose in proposito. Secondo me avremmo bisogno di un sistema scolastico diverso, orientato all’educazione e meno preoccupato dell’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. E di ridare dignità a lavoratori e cittadini. Aumentare i salari e ridurre le ore lavorate potrebbe essere una buona idea: per leggere c’è bisogno di educazione, soldi extra e tempo libero a disposizione.
ILARIA – Il 2020 ha segnato per l’umanità l’inizio della pandemia che ancora oggi ha modificato la nostra quotidianità. Tu come hai vissuto e stai vivendo questi lockdown periodici?
LEONARDO – Il primo è stato un disastro, sia dal punto di vista lavorativo che personale. Non è facile accettare di dover restare chiuso in casa e non poter uscire neanche per una passeggiata (cosa che – oggi lo sappiamo bene – era un eccesso di repressione, un tentativo un po’ paternalista di educare «il popolo bue»). Di lì in poi mi sono abituato, adattando la vita e il lavoro al nuovo contesto, che per fortuna poi è migliorato.
ILARIA – Il virus quanto e come ha modificato il tuo modo di essere nelle tue varie sfere?
LEONARDO – Direi tantissimo, il contatto umano è importante e la sua assenza, il fatto che fosse «la cosa da evitare», ha ridefinito il mio modo di essere come quello di tutte e tutti.
ILARIA – Qual è il messaggio che lanci ai giovani autori che vogliono pubblicare con te?
LEONARDO – Vivere, conoscere, leggere tantissimo, scrivere, rileggersi e riscrivere. Questi sono i consigli (generalissimi) che posso dare, il resto è – come dire – materia loro.
ILARIA – Sogni nel cassetto? Progetti futuri?
LEONARDO – Un mese prima che la pandemia arrivasse a sconvolgerci le vite abbiamo lanciato una collana di divulgazione scientifica, Spirali, che si avvale del contributo preziosissimo di due direttori di collana, Francesco Orzi e Alessandro Zocchi, neurobiologi e docenti universitari. Il primo libro pubblicato s’intitola Chi dorme prende pesci: è una sintesi delle acquisizioni scientifiche sul funzionamento della memoria umana e un manuale per il suo uso consapevole. L’anno scorso abbiamo poi pubblicato Contenti tutti, contento io, un testo che affronta il secolare tema della ricerca della felicità da punti di vista scientifici diversi. Vi hanno contribuito ben sette autori: i due direttori di collana già menzionati per le neuroscienze, Gaia Orzi e Simone Quercia per l’economia, il professor Benedetto Todaro per l’estetica e, infine, per i diritti umani, l’antropologa Gioia Di Cristofaro Longo, ideatrice del volume, e Filomena Gallo, che probabilmente i lettori già conosceranno in quanto segretario nazionale dell’associazione Luca Coscioni. Il progetto futuro (che in realtà è anche molto «presente») è quello di far arrivare questi libri ovunque, di farli conoscere al grande pubblico e – in parallelo – di arricchire la collana con nuove interessanti pubblicazioni.
ILARIA – Grazie per essere stato mio ospite. Un saluto ai nostri lettori…
LEONARDO – Grazie a te, un saluto a tutte e tutti.
Dove poter acquistare il libro (anche) online

 

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Ilaria Solazzo

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