ATHENA, UN FILM INCENDIARIO POTENTE E DIVISIVO

La locandina, invasa da fiamme e fumo, non tradisce il senso dell’opera. Athena è un film incendiario. Lo mostra subito, fin da quei primi 10 minuti iniziali che si sviluppano in un piano sequenza pazzesco e tecnicamente sbalorditivo, che ti tengono incollato allo schermo, che sono anche un po’ esagerati, ma che racchiudono tutto quello che possiamo chiedere al Cinema: spettacolo, adrenalina, trasfigurazione in chiave simbolica, mitologica, epica di qualcosa di reale, talvolta, come in questo caso, di tragicamente reale.

Athena è un film francese diretto da Romain Gravas, presentato in concorso al Festival di Venezia 2022. Racconta la rivolta guidata dal giovane Karim contro le forze di polizia nel quartiere parigino di Athena, perché colpevoli secondo lui della morte del fratello più piccolo, Idir: un video diffuso online mostrava il pestaggio e l’omicidio. Ad Athena si scatena l’inferno. Scoppia una vera e propria guerra ed è per questo che il film di Gravas si può considerare in tutto e per tutto un film di guerra, con scene d’azione mirabili che si susseguono e che evocano l’epicità e il pathos delle grandi battaglie medievali, degli assedi alla Peter Jackson nella trilogia de Il Signore degli Anelli: l’inquadratura che chiude il piano sequenza iniziale sembra essere l’assedio al Fosso di Helm, con plotoni di polizia al posto di orchi e Uruk-hai e una resistenza di giovani arrabbiati al posto dell’esercito di uomini ed elfi. La colonna sonora, trionfante e grandiosa, non fa che indirizzare e suggerire queste sensazioni e portarci dalle parti della tragedia greca, del conflitto familiare interno alle relazioni di quattro fratelli, divisi da interessi e mire diverse, uniti dalla morte del più piccolo di loro: tutti con l’anima dilaniata e mai a riposo. Come non riposa il film, che non si dà pace, che non lascia spazio a stasi per elaborare pensieri perché assedia lo spettatore in ogni sequenza, spesso lunghe e prive di stacchi di montaggio, tra fiamme, esplosioni, lacrime e sangue.

Forse troppo enfatico, forse poco sfumato, forse poco attento ai dettagli più intimi e umani, che tuttavia ci sono, sono brevi perché non hanno tempo, non hanno spazio, perché sono immersi in una guerra tremenda e incessante; forse più attento all’azione che alla riflessione, allo spettacolo che alla narrazione della realtà, dell’attualità, della politica, ma Athena è Cinema puro perché è epica della realtà, è lente più che specchio o finestra, è un Mad Max – Fury Road, è adrenalina e estasi visiva. Non ci sono responsabilità da assumersi, non c’è misura, tutto divampa e dilaga nel fuoco della vendetta, dell’istinto primordiale a sopravvivere sottomettendo l’altro. Non c’è nemmeno redenzione, nessuno si salva in questa guerra civile che riguarda un quartiere ma allo stesso tempo sembra rivolgersi al mondo intero, con quelle inquadrature strette e insistite in primi o primissimi piani di persone come tante, come tutti, che poi allargandosi mostrano un contesto di deflagrazione, di smembramento del tessuto sociale, di distacco da ciò che è umano, mostrano un vivere senza pace, senza riposo appunto. Prendere o lasciare. Farsi trascinare o restare indifferenti. Athena è un film senza mezze misure. Come ogni spettacolo potente e ambizioso deve essere.

Simone Santi Amantini

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