GAIA FERRARI, SCRITTRICE E MODELLA… E NON SOLO!

Modella, fotomodella, fotografa, scrittrice e… forse molto altro ancora. Gaia Ferrari è un trionfo di esperienze che l’ha portata a vivere contesti magici e situazioni da favola. Ma lei, complice la giovanissima età (20 anni), non ha nessuna intenzione di fermarsi e ha voglia di stupire. Hobby e passioni non le mancano, così come non le mancano energia e adrenalina. Dalla Provincia di Parma dove è nata e cresciuta, diplomata come Perito Agrario, ha alle spalle una finale regionale a Miss Italia, un libro tutto suo dove racconta un’adolescenza difficile e l’amore per gli animali, una passione per la fotografia che, forse, l’ha salvata. Certo è che, ogni volta che raggiunge un traguardo, se n’è già posto una nuova davanti: “Nella vita infatti occupo il mio tempo in diversi modi, avendo parecchi hobby e passioni, è difficile che mi annoi: passo dai set fotografici in qualità di fotomodella a fotografa stessa, a leggere, a scrivere libri di narrativa, ad allenarmi in casa, a disegnare. Mi piacerebbe trasformare le mie passioni in lavori”. Ce la farà? Di sicuro, talento e bellezza non mancano…

Come nasce il feeling con la fotografia?

Ho sempre amato la fotografia, è uno dei miei principali hobby che mi accompagna fin da quando ero bambina. Ricordo che i miei genitori mi regalarono una piccola macchina fotografica. E da allora non ho più smesso di scattare. Ho iniziato a partecipare a delle piccole sfilate di negozi in qualità di fotografa. E poi un giorno ho voluto provare anche io a stare davanti ad un obiettivo, così per gioco. A quei tempi non mi piaceva farmi fare delle foto. Non avevo nemmeno un bel rapporto con me stessa, non mi prendevo cura del mio corpo o del mio abbigliamento. Odiavo me stessa. Non mi ritenevo per niente una bella ragazza, pensavo che non sarei mai piaciuta a nessuno. Mi sentivo inutile, insulsa e vuota. Non riuscivo a guardarmi allo specchio. Mi sentivo male a vedere la mia immagine riflessa, mi riempiva di odio e tristezza verso me stessa.

Insomma, la fotografia ha avuto un aspetto quasi terapeutico…

Dire che fare la fotomodella mi abbia salvata… è ben poco. Ha fatto molto di più per me. Ho imparato a prendermi cura del mio corpo, a valorizzarmi, a sprigionare la mia creatività in diversi stili. Ed allo stesso tempo ad apprezzarmi proprio per la mia diversità. Allora volevo essere come gli altri… ad oggi faccio di tutto per distinguermi dalla massa. Ben presto ho cominciato a scattare con diversi fotografi e ho imparato molto sia sulle pose da eseguire sia riguardo il mondo della moda.

Cos’ha la fotografia di così magico?

Quando sono sul set mi sento quasi un’altra persona. Esce una parte di me sicura di sé, determinata e con autostima. Mi impegno al massimo per fare sì che venga realizzata una foto impeccabile, studiandomi le pose e cercando di non essere banale. Ho avuto la fortuna di incontrare per la maggior parte dei casi fotografi con i quali si è fin da subito instaurato un rapporto tranquillo al punto da farmi sentire completamente a mio agio. Essendo anche fotografa so quanto sia importante che la modella sia a proprio agio. Quando sono così rilassata riesco a mettermi in gioco molto bene. E infatti spesso sono contenta dei risultati. Mi sono già tolta qualche soddisfazione. Ho partecipato al trailer di un libro, “Gilda” di Corrado Ajolfi. Il mio volto è addirittura finito sulla copertina del libro!

E siccome da cosa nasce cosa…

Nell’estate del 2021 ho partecipato al mio primo concorso di bellezza: Miss Mondo. Volevo mettermi in gioco, provare nuove esperienze. E chissà, magari anche vincere qualche fascia e ottenere così un riscatto personale. Poi mi sono lanciata in Miss Italia dove ho vinto la fascia di Miss Rocchetta Bellezza, che mi ha permesso di accedere alle prefinali regionali. Per me già il fatto di aver camminato sulla passerella di Miss Italia è stato un traguardo. Miss Italia è un trampolino di lancio per il mondo dello spettacolo e un buon metodo per farsi conoscere. Inoltre l’ambiente è stato magnifico, le ragazze erano molto carine e simpatiche, nei camerini tirava l’atmosfera di un gruppo di amiche che si aiutano e sostengono a vicenda. Eccezionale!

Non solo immagine, ma anche scrittura.

La scrittura per me è stata da sempre un rifugio. Un rifugio in cui nascondermi quando tornavo a casa da scuola in lacrime, quando i miei coetanei mi bullizzavano. Mi aiutava a dare sfogo ai miei tormenti, a liberare i miei pensieri. Penso che scrivere sia un’ottima valvola di sfogo. Ma anche un modo per conoscersi più approfonditamente: penso che la scrittura sia la voce della mente. È come se la mia mano sapesse esattamente quali parole comunicare, dove e come posizionarle. Infatti consiglio a tutti di scrivere quando si trovano in momenti bui. So che è efficace per rilassarsi, ma anche per farsi un esame di coscienza.

Scrivere, leggere, prendersi uno spazio per sé, tutti elementi che fanno parte della tua quotidianità.
Ho sempre amato leggere, scrivere ed inventare storie. All’età di undici anni ho trascorso un lungo periodo a sognare un cavallo, per l’esattezza un Purosangue Arabo grigio pomellato. Ogni sogno aveva una scena diversa, ma il luogo e il cavallo erano gli stessi. Così, ad un certo punto ho pensato di scriverci un libro. Non so bene come mi sia saltata in mente questa idea, l’ho fatto e basta.
Infatti l’unico libro pubblicato finora è stato idealizzato proprio quando avevo undici anni e poi riscritto negli anni.  Molti mi hanno chiesto se questo libro parli di me ed effettivamente ci sono tratti ricorrenti alla mia vita: innanzitutto la presenza attiva dei cavalli, in quanto mia principale passione; e poi il bullismo. Addirittura molte scene o frasi dette dai bulli nel libro si avvicinano molto a determinate situazioni che ho vissuto in prima persona. In quel periodo non ero molto felice. E scrivere mi ha aiutata davvero. E mi ha fatta anche sbocciare. Ho scoperto un nuovo talento e l’ho coltivato negli anni.  So che la mia situazione l’ha passata anche parecchia altra gente e con questo voglio dare loro un conforto, un abbraccio, come a dire loro che ci siamo e che non sono soli. “LUL – L’intreccio del passato” ha avuto l’onore di essere pubblicato dopo nove anni che tentavo nell’impresa. Per me la pubblicazione è stato un trionfo, ma soprattutto la realizzazione di un sogno che mi portavo dietro da anni. E questo mi dà la spinta necessaria per continuare e non smettere mai.

Che rapporto hai col mondo dei social?

Passo parecchio tempo sui social, in particolare Instagram (@ferrarigaiia) e TikTok (@ferrarigaiia).
Mi diverto a fare videomaking, creare ed editare video; sto molto attenta ai dettagli: quando devo pubblicare un post su Instagram, tengo conto della qualità della foto, dell’orario in cui posto e della disposizione dei post, in modo da creare un feed pulito e ordinato, giocando anche con i colori delle varie stagioni. Sui social mi piace condividere parti di me, della mia vita, ma soprattutto i miei hobby e le mie passioni. Pubblico principalmente fotografie inerenti a servizi fotografici, ma nelle storie Instagram troverete spesso il mio cane Tobias o in generale cavalli, in quanto amo alla follia questi due animali; oppure storie inerenti allo sport come, oltre all’equitazione, la palestra o la danza.

Che immagine di te vuoi dare tramite i tuoi account?

Vorrei mostrare agli altri che oltre ad essere una fotomodella… sono anche tanto altro. Molta gente si ferma all’apparenza, ma spesso le persone sono più di una cosa sola, anche se diventano conosciute per una cosa soltanto. Vorrei mostrare che oltre agli abiti eleganti, il makeup e i tacchi, c’è anche una ragazza di scuderia o una scrittrice o una nerd. Ciò che mi infastidisce è la mancanza di rispetto… io stessa sono stata vittima di insulti, sia sul mio aspetto fisico sia sulla mia persona. Peccato che molto spesso chi scrive nemmeno ti conosce, magari non ti ha neanche mai visto o parlato… C’è molta invidia e cattiveria. Con il mio social cerco anche di sensibilizzare le persone, evitare il bullismo, insegnare ad apprezzare il prossimo anche se non è come la massa.

Modella, fotomodella, miss e scrittrice. E se lo spettacolo ti aprisse altre porte?

Sono follemente innamorata del cinema. Fin da bambina ho sempre ammirato gli attori e i doppiatori, sognando di essere come loro un giorno. Mi sono sempre interessata ai dietro le quinte, ciò che c’è dietro un film e cosa comporta farne uno, in che modo avvengono le riprese, la scrittura dei copioni. Purtroppo, non apprezzo particolarmente i programmi televisivi italiani. Al giorno d’oggi sono dettati dal trash, dalla polemica, dall’invidia, dalle discriminazioni, dai litigi e dalla falsità. Tutto questo non mi interessa!

Lontana dai riflettori, chi è Gaia Ferrari?

Nel mio quotidiano mi ritrovo spesso a combattere contro la mia introversione. Negli anni ho lavorato parecchio sulla mia timidezza, distruggendola quasi del tutto; però nel mio profondo c’è ancora quella parte di me introversa. In generale però, riesco a mascherarla abbastanza bene, mostrandomi socievole, ironica e autoironica e a volte anche logorroica! Tuttavia rimango al mio posto e tendo a non espormi. Allo stesso tempo mi piace distinguermi dalla massa. Infatti non mi focalizzo su uno stile soltanto, ma ne ho principalmente cinque: elegante, sportivo, rock, gotico e punk. Cambio in base alla situazione, ma anche a come mi sento di vestirmi in quel momento.

Cos’altro bolle in pentola?

Tra i prossimi progetti che bollono in pentola c’è la realizzazione del sequel di “LUL – L’intreccio del passato”, già in atto di scrittura. Ed un servizio fotografico dedicatogli. Oltre alla mia partecipazione alla fiera del libro Librixia in piazza Vittoria a Brescia sabato 24 settembre. Poi la ricerca di una buona agenzia di moda che mi permetta di fare carriera in ambito. E poi chissà, qualche casting per film o doppiaggi. Tra dieci anni spero vivamente di essere una donna realizzata, di riuscire a mantenermi con le mie passioni… ma soprattutto di essere felice della mia vita!

Luca Fina

 

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